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praeparetur antlia, quae tromba vulgò dicitur, in cujus vase inferiori S. fiat modiolus seu mortariolum suo in fundo habens platismatium H. quod aperiri et claudi versus inferiorem modioli partem possit, fundus tamen modioli hujus non debet contingere fundum vasis S. fiat deinde pistillum L K. extremitate sua L annexum transversae hastae M X. ita tamen ut circa claviculum L revolvi sine violentia possit; pistillum verò K exactè impleat capacitatem modioli, oleoque perungatur, ut facile sursum, deorsum infra ipsum modiolum moveri possit. Ex fundo modioli G derivet canalis I E A ex forma quam figura monstrat, habens apud I platismatium, quod versus interiorem partem aperit, tandem incurvetur axis O N. rotae ut vides, et extremitati inseratur hasta N M. quae circa axiculum in M volvi possit facillime; his itaque paratis nihil reliquum est, quam ut vasi A infundatur aqua, et aperto epistomio B in subjectam rotam defluat; impleta enim sensim haustra rotam non difficulter circumagent, haec verò subfixam sibi circa axem hastam sursum, deorsum attollendo, aut deprimendo aquam in subjecto vase exhauriet beneficio pistilli, perque canalem seu tubulum in vas superius impellet. Sed magnus Apollo erit, qui tantundem aquae, quantum descendit, ascendere efficiet, ego tamen hydrostatico huic machinamento hoc appendo. Nemo melius isthoc.
Secundo loco occurrit cochlea Archimedea qua relicto elemento fluido, loco ejus substituti sunt tot metallini globi, quot convolutionis Spirae in totius cochleae altitudine sunt; hujus ope continuò unus globulorum per extrinseca circum cochleam convolutam semitam vagus labitur donec praecipitato fluxu in cochleae tenaculam impingendo eam denuò exoneret, ac per integram circulationem convolvat; qua convolutione peracta denuò novus globulus excurrit, prior verò se in cochleae spiram infimam recipit, unde per novas convolutiones descendendo ascendit, atque sic continua alteratione novi globuli excurrendo jucundum visu praebent spectaculum, verum hujus machinae operatio nisi in praxi videatur, difficulter intelligitur.

si predisponga quindi una pompa, quella che si chiama volgarmente tromba, e nel recipiente inferiore S si ponga un moggiolo (cassetta idraulica) o piccolo mortaio, che in fondo abbia una piastra H che si possa aprire e chiudere verso la parte inferiore del moggiolo; tuttavia il fondo di questo moggiolo non deve toccare il fondo del recipiente S; vi sia poi un pestello LK, connesso ad un’estremità con l’asta trasversale MX, in modo tale che lo si possa girare dolcemente intorno al cavicchio L; il pestello K entri esattamente nel moggiolo e si unga d’olio, perché si possa manovrare agevolmente su e giù sotto il moggiolo stesso. Dal fondo del moggiolo G parta il condotto IEA nella forma che la figura dimostra, che abbia in I la base aperta verso l’interno, poi si curvi l’asse della ruota ON, come si vede, e all’estremità si inserisca l’asta NM, che si possa girare assai agevolmente nel perno M.; fatto questo, non resta altro che versare l’acqua nel recipiente A, e, aperta la valvola B, essa scorre sulla ruota sottoposta. Riempiti via via i catini, essi faranno girare facilmente la ruota; questa, spostando su e giù l’asta fissata all’asse, attingerà l’acqua nel recipiente sottostante, grazie al pestello, e attraverso il condotto o tubo la sospingerà verso il recipiente superiore. Ma sarà il grande Apollo a far risalire tanta acqua quanta ne scende, io lo affido a questa macchina idrostatica. Nessuno meglio di questa.
Come seconda viene poi la vite di Archimede, nella quale – abbandonato l’elemento fluido – si ricorre a tante palline di metallo quante sono le spirali per tutta l’altezza della vite; grazie ad essa continuamente una pallina scivola all’esterno lungo tutto il percorso a spirale, finché avventandosi a velocità crescente verso la base della vite, infine la alleggerisce e le fa compiere un giro completo; compiuta questa evoluzione, esce un’altra pallina, e la prima si ritira alla base della spirale, donde per nuovi avvolgimenti scendendo risale e così in alternanza continua nuove palline guizzando fuori offrono uno spettacolo piacevole, ma il meccanismo lo si comprende difficilmente, se non lo si vede in azione.