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Molto Ill.re Sig.re Cugino. Ho visto quanto V. S. mi scrive, et mi duole questa lite fra parenti cosi stretti non potersi terminare cosi presto, come io vorrei. Il Sig.or Alessandro mi haveva proposto in nome anco del Sig.or Francesco, suo fratello, che desiderariano per fuggir le spese, che si facesse un compromesso in uno ò due dottori di costí, i quali giudicassero, se la sentenza, che ha V. S. data in Firenze dal consiglio, si possa rivedere, ò no, et che quando il giudice ò giudici compromissarii dichino non ci esser ragione per domandar la revisione, che non domandaranno revisione, ma l'accettaranno come sta. Io gl′ho risposto, che il compromesso gia si è fatto, prima che si desse la sentenza, in messer Lelio Mancini et ms. Marcello Lorenzini, et secondo il giuditio loro si è data la sentenza onde non pare necessario altro compromesso. Esso replica, et allega molte ragioni, per le quali gli par ragionevole questo secondo compromesso.
Ho voluto significarlo à V. S. non per essortarlo ad accettarlo, ma perche lo sappia et ci pensi, et poi faccia quello che gli piace. Con che gli prego da Dio ogni prosperità. Di Roma li 15 di Decembre 1612.
Di V. S. m.to ill.re
Cugino aff.mo
Il Card. Bellarmino.

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