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rabbuia. Eppure che meraviglia che ci siano due feriti. E' troppo facile che si sia rotta qualche gamba. Il trasmettitore seguita per conto suo "Mandaci sigarette" - E' chiaro che ha riconosciuto la mano del nostro manovratore che è appunto il compagno di lavoro di Biagi, e che restò a terra in questo ultimo viaggio. La trasmissione continua ma non si riesce a leggere. Poi l'ascoltatore scrive l'ultima parola, la firma "Nobile".
Dunque il telegramma è ufficiale, e lo stesso Generale che manda. Poco dopo, dopo aver risposto "ricevuto tutto" il signor Baccarani apre la porticina e ci dice il contenuto della comunicazione che è presso a poco questo: "Siamo sul pack, le coordinate trasmesse sono esatte, deriviamo due miglia al giorno - Il dirigibile è perduto - possiamo ascoltare voi e Roma, ma i nostri accumulatori sono esauriti e poco più potremo trasmettere. Prepareremo fumata e segnali se vengono aeroplani.

Qui siamo in nove, due di noi sono feriti gambe. Gli altri trasportati dal dirigibile sono forse a trenta chilometri da qui. Tre di noi stanno in cammino verso il Capo Nord. Sul dirigibile sono i tre motoristi, un attrezzatore, due scienziati, un giornalista. [1] Abbiamo viveri per cinquanta giorni a razione. Mancano calzature e medicinali. Il cielo è costantemente coperto... Nobile".

  1. In verità 6 sono volati via con l'involucro: i 3 motoristi Ettore Arduino, Attilio Caratti e Calisto Ciocca, l'attrezzatore Renato Alessandrini, lo scienziato Aldo Prontemoli, il giornalista Ugo Lago.