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Nel pomeriggio mi reco a vedere l'hangar e la miniera di carbone raccogliendo qualche saggio.

2 giugno Sabato di Q.T.[1]
Verso le 5 è giunto il Braganza ingaggiato per le ricerche.
Portava a bordo il pittore Molteni[2]. Il Braganza è già fornito di carbone e di viveri, quindi probabilmente ripartirà oggi stesso quando avrà imbarcato la nostra spedizione.
Dall'Italia si annunzia l'invio del Santa Maria.
Col Braganza parte il Comandante in seconda, il Capitano Sora degli alpini, il tenente medico, un radiotelegrafista, tre alpini e alcuni marinai di servizio. Partono alle 19.30 quando noi andiamo a pranzo.

3 giugno Domenica
La festa dello Statuto è stata celebrata lavorando tutto il giorno, ossia anche nelle ore notturne. Quando si sarebbe dovuta celebrare la S. Messa per l'equipaggio una parte di questi lavorava a imbarcare le bombole, l'altra parte dormiva perché aveva lavorato fino alle 4. Non ho trovato nessuno per servirmi la Messa e mi son dovuto ridurre a celebrarla da per me, in cabina, chiudendomi dentro perché dal corridoio non venissero fastidi improvvisi. Ho invitato gli Angeli ad assistere.

Bisogna affrettare l'imbarco del materiale e lo sgombero dei locali affittati a N. Aalesund [3] perché fra sette o otto giorni verranno i piroscafi a caricare il carbone e a portare nuovi minatori, e bisogna sgombrare il possibile.

  1. Quattro Tempora
  2. Giovanni Molteni (Cantù, 1898 – Sorengo, 1990) si forma da autodidatta sotto l’egida del pittore Ugo Bernasconi e, dopo l’esperienza della prima Guerra Mondiale, si trasferisce a Milano dove frequenta Carlo Carrà, Arturo Martini, Mario Sironi e Arturo Tosi. Fondamentale nella sua formazione, da un punto di vista sia artistico che emotivo, è la partecipazione alla spedizione del dirigibile Italia al Polo Nord, dalla gli deriva l’appellativo di “pittore dell’Artide”. Negli anni Trenta partecipa regolarmente alle esposizioni della Permanente di Milano, mentre durante i bombardamenti del ’43 viene distrutto quasi interamente il suo studio e con esso le sue opere. Nel 1949 tiene una personale alla Galleria del Milione di Milano che gli dedica la monografia 15 acquarelli e 4 disegni di Giovanni Molteni, con una nota di Carlo Carrà. Nel 1952 Monteni viene invitato alla Rassegna internazionale dell’acquarello dal 1800 al 1950 tenutasi a Delft, come rappresentante dell’Italia, assieme a Giorgio Morandi, Gino Severini, Filippo De Pisis e Arturo Tosi. Seguono esposizioni a Lugano e Parigi. L’ultima mostra personale risale al 1982, quando Molteni espone le sue opere alla Galleria Corso Bello di Mendrisio.
  3. Ny-Ålesund