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25 ju�ll.1620. Ev.d'Opp�do � Bell. Minute de Bellarmin.^7^9/ 4770
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Supplico V.S. Ill.ma à farmi gratia di perdonarmi se forse huomo di niun'merito et forse anche di ninna notitia appresso di V.S. Ill.ma
 
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preso quest'ardire, poi che il zelo d'agiutare l'anime di questa
/Supplico V.S.Ill/ma farmi grafia di perdonarmi se forse huomo di
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mia cura, il bisogno universale et l'humanità di V.S. Ill.ma me n'hanno fatto animo, col ricordarmi anchora che pur talvolta io in corte, quando ho havuto qualche cosa da trattare con lei, sono stato ricevuto con molta benignità.<lb/>
 
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Non devo tralasciare di soggiungere che quando à V.S. Ill.ma para di volermi far'intendere d'haver havuto questa mia lettera, può commandare al signor Secretario che allo soprascritto dica "Seminare per Oppido", et la lettera si dia alla posta di Calabria et Sicilia alla correria del Tassis, ò vero si dia in casa di monsignore de Tor Torres, che mi farà gratia di mandarmela. Riverentemente bacio le vesti à V.S. Ill.ma et prego da Dio ogni felicità. Da Oppido à di 25 di luglio 1620.<lb/>
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mandare al signor Secretario che allo soprascritto dica "Seminare
 
 
 
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alla correria del Tassis, vero si dia in casa di monsignore de Tor
 
 
 
Torres, che mi far� grafia di mandarmela. Riverentemente bacio le
 
 
 
vesti V.S.Ill/ma et prego da Dio ogni felicit�. Da Oppido di
 
 
 
/^*25 di luglio 1620.
 
 
 
Di V.S.Ill/ma et Rev/ma
 
 
 
Hum/mo et div/mo servitore
 
 
 
Arch.Vat.&es.16/145-46.
 
 
 
 
Antonio vescovo di Oppido.
 
Antonio vescovo di Oppido.
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(Minute de réponse) Si risponda che mi sono molto rallegrato del buon desiderio, che sua Signoria R.ma tiene di aiutare da vero, et con molto zelo li suoi populi, et massime i fanciulli, de quali, come dice il Sig.re, è il regno de cieli. Quello libretto de arte bene moriendi, è il sesto di quelli, che hò fatto nelli sei anni passati, nel mio ritiramento, che hò fatto fin'hora per tutto il mese di settembre, e tutti sono voltati anco in lingua italiana. Ma questo, che lei à visto, se non m'inganno, sarà l'ultimo, perche già sono vicino all'anno ottogesimo, oltra del quale non vi è altro,che labor, et dolor, come dice David. Quell'operetta che V.S. Ill.ma desidera, nessuno la può far meglio di lei, che vede il bisogno, et ha il zelo di Dio, che è il maestro di scrivere libri utili. Io non mi offerisco, perche sono quasi resolutissimo di attendere à me stesso, havendo at teso à giovar il prossimo per più di settanta anni. Ne essendo questa...
  
(Minute de r�ponse) Si risponda che mi sono molto rallegrato del buon desiderio,che sua Signoria R/ma tiene di aiutare da vero,et con molto zelo li suoi populi, et massime i fanciulli, de quali,come dice il Sig/re, � il regno de cieli. Quello libretto de arte bene moriendi,� il sesto di quelli, che h� fatto nelli sei anni passati, nel mio ritiramento, che h� fatto fin'hora per tutto il mese di set^^^fembre, e tutti sono voltati anco in lingua italiana. Ma questo, che lei � visto, se non m'inganno, sar� l'ultimo, perche gi� sono vici no all'anno ottogesimo, oltra del quale non vi � altro,che labor,et dolor, come dice David. Quell'operetta che V.S.Ill/ma desidera, nes suno la pu� far meglio di lei, che vede il bisogno, et ha il zelo J ^ d i Dio,che � il maestro di scrivere libri utili. Io non mi offerisco, perche sono quasi resolutissimo di attendere � me stesso, havendo at teso � giovariii prossimo per pi� di settanta anni.Ne essendo questa...
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Supplico V.S. Ill.ma à farmi gratia di perdonarmi se forse huomo di niun'merito et forse anche di ninna notitia appresso di V.S. Ill.ma hò preso quest'ardire, poi che il zelo d'agiutare l'anime di questa mia cura, il bisogno universale et l'humanità di V.S. Ill.ma me n'hanno fatto animo, col ricordarmi anchora che pur talvolta io in corte, quando ho havuto qualche cosa da trattare con lei, sono stato ricevuto con molta benignità.
Non devo tralasciare di soggiungere che quando à V.S. Ill.ma para di volermi far'intendere d'haver havuto questa mia lettera, può commandare al signor Secretario che allo soprascritto dica "Seminare per Oppido", et la lettera si dia alla posta di Calabria et Sicilia alla correria del Tassis, ò vero si dia in casa di monsignore de Tor Torres, che mi farà gratia di mandarmela. Riverentemente bacio le vesti à V.S. Ill.ma et prego da Dio ogni felicità. Da Oppido à di 25 di luglio 1620.
Di V.S. Ill.ma et Rev.ma
Hum.mo et div.mo servitore
Antonio vescovo di Oppido.
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(Minute de réponse) Si risponda che mi sono molto rallegrato del buon desiderio, che sua Signoria R.ma tiene di aiutare da vero, et con molto zelo li suoi populi, et massime i fanciulli, de quali, come dice il Sig.re, è il regno de cieli. Quello libretto de arte bene moriendi, è il sesto di quelli, che hò fatto nelli sei anni passati, nel mio ritiramento, che hò fatto fin'hora per tutto il mese di settembre, e tutti sono voltati anco in lingua italiana. Ma questo, che lei à visto, se non m'inganno, sarà l'ultimo, perche già sono vicino all'anno ottogesimo, oltra del quale non vi è altro,che labor, et dolor, come dice David. Quell'operetta che V.S. Ill.ma desidera, nessuno la può far meglio di lei, che vede il bisogno, et ha il zelo di Dio, che è il maestro di scrivere libri utili. Io non mi offerisco, perche sono quasi resolutissimo di attendere à me stesso, havendo at teso à giovar il prossimo per più di settanta anni. Ne essendo questa...