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Ill.mo e Rev.mo Sig.re e padron mio colend.mo
È piaciuto a Dio che alla servitù, ch'ho professato tenere io e tutta casa mia con V.S. Ill.ma ci sia ancor aggiunto il vinculo della parentela, essendosi compiaciuta darmi per moglie la sua signora nepote carnale. Con la presente ringrazio V.S. Ill.ma quanto più posso della sua buona volontà verso di me, del che n'ho preso somma allegrezza, pregandola che, si come sarà sempre obbedientissimo servitore di V.S. Ill.ma, cosi la prego per sempre a volere tenere protezzione di me e delle cose mie; con che le fo humilissima riverenza insieme con la Signora sposa e le prego dal Signore Dio il colmo d'ogni maggiore felicità.
di Montepulciano il di 14 di febbraro 1616.
Di V.S. Ill.ma e Rev.ma
Humilissimo et obblig.mo servitore
Livio Tarugi.

Si risponda che ho caro che sia seguito il matrimonio con gusto commune, et pregarò Dio che gli piaccia benedirli.
Si potrà dire nella soprascritta = All'Illustre Signor Cognato etc.