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Molto Ill.re Sig.or Cugino.
Avrei avuto caro, che V. S. conforme a quello, che più volte gli ho fatto intendere, non avesse più negoziato con gli officiali delle spoglie, che sono in Fiorenza et se essi dicevano niente, che V.S. gli avesse risposto, che non ha da fare niente con loro,essendo la causa finita in Roma con i loro superiori, perchè qua il sig.or Tesoriere più volte ha detto, che si meraviglia che si parli più di questa cosa. Ma poi che coloro vogliono in forma probante testimonio autentico, che manco non se gli deve rigaglie, poi che nel chirografo si dice, che le piglino in altre spoglie: V.S. potrebbe scrivergli il nome del Notaio, che ha in mano il chirografo, e lo strumento autentico, e dirgli, che se essi si vogliono chiarire, se ne chiariscano da loro e seppure V. S. vuole, che si cavi dal Notaio una copia autentica dello strumento, mandami il nome, che io non me ne ricordo, ma ci andrò qualche spesa, e io credo, che possiamo fare di meno, poi che V.S. può sicuramente lasciare gridare a quei ministri, quanto vogliano, che se si lamenteranno qua, non gli sarà fatto buono niente, e sono, già molti mesi, che V.S. poteva quietarsi, essendo sicura per il chirografo, e strumento fatto qua. Attenda alla sanità, e si vaglia di me, se in altro la posso servire. Di Roma li 17 di Ottobre 1600.

Di V. S. m.to Ill.re
Cugino aff.mo
Il Card. Bellarmino.
S.or Antonio Cervini.