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benissimo che la Purità era dono di Dio, però ne pregava frequentemente il Dator
d'ogni bene mediante la Santissima Vergine sua Avocata, dalla quale dommandava
e pregava particolarmente due cose necessarie di vivere bene e santamente nel
Seminario cioè d'esser mansueto per sopportare volentieri ogni disgusto che ricevesse
nella conversazione con gl'altri Giovani, e poi d'esser casto e puro per li pericoli
che sono in Seminario di perdere la Purità, però haveva spesso nella lingua quelle
parole dell'Hinno della Beata Vergine con che si prega per la Mansuetudine e per la Purità. Mites
far, et castos. E perchè conosceva ch'il Vino poteva causarli qualche riscalda
mento contro la Purità, haveva per costume non solo d'esser molto sobrio, e parcissimo
nel bere, ma di temperar il Vino talmente che gli smorzava ogni incentivo essen
do più tosto acqua che vino. Nel mangiare era si parco ch'apena sodisfa
ceva alla necessità della natura contentandosi di mangiare due sole volte al
più in un giorno, e questi nel Refettorio commune del Seminario astenendosi di man
giare in camera quello di più che si suole concedere alli giovani del Seminario
per il bisogno ch'ha la gioventù che sempre va crescendo, di più spesso alimento.
Sapendo egli di più che per mantenere la Purità della mente, e del corpo bisogna- va spesso accostarsi alli Santissimi Sacramenti osservava infallibilmente questa Regola di trovarsi ogni
otto giorni e più spesso alli piedi del Confessore per accusarsi delle sue leggie
rissime colpe, pigliando sempre un giorno avanti la Communione per prepa
rarsi a' ricevere il Santissimo Sacramento al quale si accostava humilmente e con la maggior
devozione ch'a' lui fusse possibile. Si cibava del celeste et angelico Pane per
l'ordinario ogni Domenica, e festa Solenne, o' di Precetto osservando in questo
il suo Prefetto di Camera, qual anco gli Cerniva per agiuto della sua orazione
mentale