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Non fondo la mia fede sopra persona alcuna qualunque si sia ma sopra tutta
la catolica chiesa. Dette queste parole stando li ministri intorno a' Loren
zo per sospenderlo, Tomaso si pose a far orazione dicendo anco varie buone
e pie sentenze protestando di più che tutto quello che soffriva il suo compagno
e lui, era per la luce dell'anime loro, et alzando gl'occhi al cielo disse, o' Signore
tu conosci la mia Innocenza. All'hora fù commandato a' Tomaso che confessasse
li suoi tradimenti. O' Signore rispose egli, quanto volentieri li confesserei se
conoscessi cosa alcuna, la quale in questo m'aggravasse la conscienza, e se
fossimo stati colpevoli di cosa tale per certo qualch'uno di noi o' per tormento dell'
Etuleo, o' per la morte stessa haverebbe confessato, altrimenti saressimo stati li più
strani huomini che mai fossero, et io protesto avanti Dio, che inanzi la mia
venuta in Inghilterra io ero preparato d'andare all'Indie, e se io potessi ha-
ver la libertà, mai m'acquietarei finchè non facessi il viaggio verso quei
paesi. A questo il ViceConte disse, la Regina ti sarà misericordiosa se tu
vorrai. Rispose egli, ringrazio Sua Maestà fate di me tutto quello che vi
pare bene. E quà il ViceConte commandò che gli sciogliessero il capestro
dalla forca, e ch'egli fusse levato giù dal carro. All'hora Lorenzo
fù avisato di nuovo che confessasse e dommandasse perdono da Sua Maestà.
Egli rispose che non l'haveva mai offesa per quanto ch'egli sapeva, e poi fatto
ch'hebbe per breve spazio orazione l'appiccorono, e passando via il carro,
Tomaso disse o' buon Lorenzo prega per me, Nostro Signore Giesù Christo riceva l'
anima tua