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14 Maggio lunedì
Finita la meditazione dopo la S. Messa mi recano in cabina un telegramma. E' la risposta del S. Padre al mio telegramma
Oceano Rev. Gianfranceschi IGJ
Partecipi commossi gioia primizie sacri misteri ultime terre polari Santo Padre beneauspicando esito rinnova P.V. generale Nobile componenti equipaggio Apostolica Benedizione
Card. Gasparri
Li ho comunicato al Comandante in prima che lo farà copiare e esporre all'equipaggio. Al generale Nobile che è all'hangar ho scritto comunicandogli il messaggio.
Il cielo si è andato rischiarando. Dopo mezzogiorno è senza nubi, senza vento, temperatura mite +2°.
Il dirigibile si prepara a partire. Il generale domanda bombole d'idrogeno e i marinai cominciano il trasporto faticoso con slitte sulla neve molle che talvolta affonda fino al ghiaccio fondente. Dapprima si richiedono trenta bombole, poi altre cinquanta. Ogni slitta con due bombole richiede 10 uomini e ci vuole quasi trequarti d'ora a portarla fino all'hangar.
Il generale pensava di partire alla mezza dopo le 24 ma la richiesta delle bombole non si concilia con quest'ora. D'altra parte la temperatura si va abbassando e quindi migliore portata del dirigibile ma anche più idrogeno. [1]

Verso le 24.1/2 vado a dormire senza spogliarmi, per essere

  1. Per la spinta idrostatica di Archimede, un metro cubo di gas idrogeno (oltre 14 volte più leggero dell'aria) è in grado di sollevare un chilo di peso.
    Più è bassa la temperatura, più il gas si comprime, ovvero più quantità se ne può immagazzinare nelle celle del gas, migliorando quindi la portata utile.
    Il diribile "Italia" aveva una cubatura pari a 18.500 mc.
    Siccome il "momento critico" è sempre lo stacco da terra, laddove possibile tendenzialmente le partenze dei voli il generale Nobile le ha effettuate di notte/prime ore del mattino, quando la temperatura ambiente è minima.