User:Martín M. Morales/Notepad/Favre/Scrittura

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Note title Scrittura
Concept(s)
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Infatti sono solito dire, scrivere e fare molte cose senza esaminare quello spirito nel quale prima le avevo concepite. Per esempio, pensando a parlare con frutto, talvolta espongo con spirito calmo e gioioso e con una grazia esteriore certe cose che prima avevo percepito con spirito compunto e con alcuni gemiti spirituali. Da ciò deriva che esse giovano meno a chi ascolta, perché non vengono dette in uno spirito tanto buono quanto era quello nel quale avevo ricevuto una tale ispirazione. Chiedevo dunque che il Signore si degnasse di concedermi la grazia affinché lo stesso spirito che era stato presente nella concezione dell’opera fosse presente anche nel parto e nello sviluppo dell’opera, nella parola o nella scrittura.

References

"Soglio infatti dire, scrivere e fare molte cose senza esaminare quello spirito con cui prima le avevo concepite. Per esempio — pensando a come parlare con frutto — a volte espongo certe cose con uno spirito calmo e gioioso e con una grazia [solo] esteriore, che invece prima avevo percepito con uno spirito compunto e con certi gemiti spirituali. Da ciò deriva che esse giovano meno a chi ascolta, perché non vengono dette con uno spirito tanto buono quanto lo era quello in cui avevo ricevuto tali ispirazioni. Chiedevo dunque che il Signore si degnasse di concedermi la grazia affinché — lo stesso spirito nel parto dell'opera che era stato nel concepimento — lo stesso spirito fosse presente nel parto e nello sviluppo dell'opera, sia nel parlare che nello scrivere, che era stato presente nel momento del concepimento."
Così in Cassiano, Collationes, 29: Illud quoque non ambigimus, quod interdum ad salutarem compunctionem vel spiritalem laetitiam vel ad illuminationem Domini pervenitur, dum vel psalmorum decantatione vel supplicationis instantia vel meditatione futurae beatitudinis animus accenditur; aliquando etiam ex intima cordis compunctione ad purissimas orationes mens sustollitur. Aliquando namque ineffabilis illa mentis exsultatio et alacritas spiritus exuberanti gaudio ac nimietate laetitiae de intimis viscerum erumpens ita exuberat, ut nec occultari neque refrenari corpore queat, sed mens ad illam orationem quam diximus ignitam de intimis cordis penetralibus iugiter emittat, et ineffabilibus quibusdam gemitibus ad Deum preces fundat.
E non dubitiamo neppure che talvolta si giunga a una salutare compunzione, oppure a una gioia spirituale o a un’illuminazione del Signore, quando l’animo viene acceso dal canto dei salmi, dall’insistenza della supplica o dalla meditazione della beatitudine futura; talvolta inoltre la mente viene elevata alle preghiere più pure a partire dall’intima compunzione del cuore. Talvolta infatti quella ineffabile esultanza della mente e vivacità dello spirito, prorompendo dall’intimo delle viscere con sovrabbondanza di gioia ed eccesso di letizia, trabocca a tal punto da non poter essere né nascosta né trattenuta dal corpo; e la mente continuamente emette quella preghiera infuocata di cui abbiamo parlato, dai più intimi penetrali del cuore, e innalza a Dio preghiere con certi ineffabili gemiti.