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Fascicolo costituito da un'unica unità documentaria: lettera dattiloscritta in lingua tedesca — con numerosi errori ortografici e grammaticali — di Karl Ammer, da Engenthal nr. 713 (Riesengebirge, Cecoslovacchia), a P. Robert Leiber S.J. in Vaticano, datata 7 febbraio 1966. Dichiarandosi insoddisfatto della «politica delle potenze» e del divario tra gli assetti presenti e gli ideali cattolici, il mittente rivolge alla Santa Sede una serie di richieste a sfondo politico: che intervenga con tutta la sua autorità per la pace nella politica statunitense in Vietnam e per l'immediata cessazione delle azioni belliche degli Stati Uniti; e che assicuri la quiete della vita politica austriaca in vista delle imminenti elezioni, vietando in particolare a Otto von Habsburg il rientro in Austria e imponendo la cessazione della politica della ÖVP in tale direzione. In cambio Ammer si impegna a tacere per sempre su quanto afferma di sapere: sostiene di disporre di «materiali probatori» secondo cui papa Giovanni XXIII (Roncalli) sarebbe stato avvelenato e condotto alla morte, indicando come pista «le prime sessioni del Concilio ecumenico»; e minaccia, qualora entro due mesi non cessino la guerra in Vietnam o la suddetta politica austriaca, di rendere pubblica la cosa. La lettera si chiude con la formula latina «Ita diis placuit!» e la firma autografa del mittente. In basso a sinistra, annotazione manoscritta di altra mano — «Asgn. G. Arruppe» — verosimilmente appunto di smistamento alla Curia generalizia della Compagnia (P. Pedro Arrupe). Le affermazioni del mittente, in specie quella sull'avvelenamento di Giovanni XXIII (priva di fondamento storico), vanno intese come asserzioni di parte.