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Molto R.do Padre, a La scrittura di V.R. in difesa del Monitorio[1] è piaciuta assai non solo a me, ma ancora a Nostro Signor:Paolo V. Solo si desiderava, che non fosse tanto mordace[2]; e che ci fosse certezza del fatto in alcune cose, che V.R. afferma. Per esempio lei dice, che i Veneziani hanno fatto morire quei due prigioni, che il papa domandava[3]. Di questo non ci è nuova certa, almeno qua da noi. Di più lei dice, che f. Paulo ha consigliato l'appellazione ad futurum concilium, e che i Veneziani hanno appellato[4]. Non sappiamo nessuna di queste cose. Lei dice, che i pontefici hanno in qualche particella concesso, che si facessero alcune di quelle leggi, che ora si riprendono nei Veneziani, e così hanno presupposto alcuni per conto della madonna di Loreto, ma il papa dice non ci esser tal concessione. Si vedrà un poco meglio la scrittura sua, che finora non si è vista, se non in qua e in la superficialmente, e con l'altro procaccio si scriverà la risoluzione. V.R. potrebbe per mezzo dell'inquisitore farsi provvedere dei libri dei Veneziani che ora vanno a torno, e con comodità sua aiutare il negozio della chiesa con rispondere. Il Signor sia con V.R. e mi raccomando alle sue orazioni. Di Roma li 30 di settembre 1606.
Di V.R.
Servo in X.o
Roberto Card. Bellarmino.
Al m.to Rev. Padre Paolo Gomitolo della Comp.a di Gesù.

Bologna.

  1. Trattato apologetico del monitorio della santità di n. sig. papa Paolo quinto, et delle censure in quello contenute, & publicate in Roma alli 17. d'aprile 1606. contra il Doge, et Senato veneto; composto dal reuerendo padre Paolo Comitoli. https://books.google.it/books/about/Trattato_apologetico_del_monitorio_della.html?id=TjcjazIjlKgC&redir_esc=y
  2. Mordace, cioè che pugne, e offende altrui, o in parole, o in iscrittura. https://www.lessicografia.it/Controller?E=5316;-1381607964;&c1=350;-7;3;-21159276;212722725;&c2=129;-39;3;40;69;1;130;32;5;40;66;1;129;-39;65;-31;69;4;130;1025;5;40;75;13;130;27;3;1646876352;1545561153;&qi=&q1=mordace&q2=&q3=&q4=&qr=null&num=20&o=115;-38489505;-1185594668;&idV=193761;-8;734312543;-308233469;&TDE=mordace;&TDNE=. Qui se riferisce all'Interdétto: In diritto canonico, punizione ecclesiastica che interdice il culto e i sacramenti in uno Stato cattolico e che, per tale motivo, è considerata equivalente alla scomunica, pur agendo nei confronti di un territorio e non di una persona. La cd. questione dell'i. (1605-07) consiste nel conflitto scoppiato tra la Santa Sede e Venezia in seguito a una disputa in materia di giurisdizione sui beni ecclesiastici e di privilegi del clero. Colpita dalla scomunica (1606), Venezia non si sottomise e si oppose a papa Paolo V attraverso gli scritti di P. Sarpi. Il provvedimento fu revocato per l'intervento di Francia e Spagna. https://www.treccani.it/enciclopedia/interdetto/
  3. [Nella] guerra dell'interdetto [...], fra la Repubblica di Venezia e lo Stato Pontificio, scoppiata nel 1606 a causa dell'arresto a Venezia di due preti cattolici accusati di reati comuni e dell'adozione da parte della Serenissima di una serie di leggi volte al contenimento della proprietà ecclesiastica… Grazie alla mediazione della Francia, si giunse ad un compromesso: Venezia fu liberata dall'interdetto e i due religiosi arrestati furono affidati all'ambasciatore francese, il quale a sua volta li consegnò alle autorità romane. https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_dell%27Interdetto#:~:text=Per%20guerra%20dell'interdetto%20si%20intende%20la%20vertenza%2C,leggi%20volte%20al%20contenimento%20della%20propriet%C3%A0%20ecclesiastica)
  4. Scoppiato il dissidio tra Roma e Venezia, fra Paolo si gettò nella mischia senza esitazioni. Nominato teologo consultore dello stato, con lo stipendio di 200 ducati l'anno, egli sostenne con i suoi consigli l'azione del senato veneto, ne influenzò spesso le decisioni, rappresentò sempre il partito più estremo nel difendere le ragioni della repubblica. Infaticabile, mise la sua grande dottrina di canonista e di storico al servizio della sua patria. Ammesso a consultare anche gli atti più segreti della repubblica, difese le ragioni venete in una numerosa serie di Consulte, nelle quali la dialettica del giurista più consumato è unita alla profonda conoscenza della storia ecclesiastica e alla più ampia e sicura cognizione di tutti i precedenti dell'azione politica veneta. E quando si scatenò quella guerra di scritture, che inondò tutta Europa di trattati, di opuscoli, di libelli in favore dell'uno o dell'altro dei contendenti, il S. fu tra quelli che presero parte più viva alla grande polemica. https://www.treccani.it/enciclopedia/fra-paolo-sarpi_(Enciclopedia-Italiana)/