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Molto Rav.do P.re
Oggi ho ricevuto la stima di Vostra Eccellenza per via della posta, e sei giorni prima-insieme al nuovo dono dalla sua amor magna Livia,es Umbrae.E mi accorgo che ella per ogni modo non vuol tollerare di vedermi un tantino sgravavo dall'obbligo- mi carica d'aste nuove. E disegna
addossandomi un altro maggior cumolo con la - promessa-,e del magnetismo.Io non so fingere: ma con ingenuità le dico che spontaneamente sottopongo et offerisco le spalle e si degni-posti nel- le mie tenui forze,e deboli-mio marito mi avvertano,che rivendicheò la sua benignità, che mi impone il carico, mi affida che mi - e aiuterà a sostenerlo.Ma per Dio, qual'è contensto ingegno suo così secondo di libri che di tanti è gravida, entrambi ne ha partoriti. Quando la famosissima biblioteca di Gulda , sua patria.Non fosse d'asti fornita, basteranno ormai i suoi è ben riempita:e-tutti- del dottissimo - suo concittadino, che la instituì i suoi- d'avvantaggio ad un tanto difetto. Per tanti quali volumi vostra eccellenza ha dato in luce; pensiamo che ella fosse d'età più che decrepita. Ma il - che però prima da cotesto colleggio romano è- in questo al terzo anno- interrogato per amore è riverenza da me dello-, e degne condivisioni della P.V per l'altre notabili meraviglie-