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Montepulc^ 22 juill.1612. Antoine Cervini � Bellarmin.
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Ill.mo et R.mo Sig.or Padrone Colend.mo<lb/>
 
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Se la sentenza data da signori consiglieri di S.A.S. patisse eccettioni come dice Alexandro, è da credere che le havrebbe date, si come allegò in processo l'istrumento delle parti fatte tra fratelli già 36 anni sono, et nel quale di nuovo suo fondamento senza riguardo che alle cose una volta prodotte et passate in giudicato di suppremo magistrato è posto perpetuo silentio; et se bene questo istrumento è tanto valido che non si può di ragione temere che sia revocato, nondimeno quando fusse, non giovarebbe perche non vi è la lesione che Alexandro si infinge, et la verità si vede nel medesimo istrumento perche la parti furono fatte sinceramente da huomini intelligenti et lontani da ogni parzialità. Anzi il Sig.or Vincentio Bellarmini padre di V.S. Ill.ma fu uno di quelli, et ci intervenne il Sig.or Corrado ancora, et la Sig.ra mia madre, et in somma fecero tre parti delle quali à Marcello ne demo la eletta, et gli prese la migliore per la qualità de beni vicini alla città, et in terreni fertili, di riputazione et di valore di lunga superiori alle altre due parti, et per la commodità, et per poterne godere quietamente il frutto in casa sua, di molta consideratione, maximamente che al bisogno sempre se ne troverebbe il compratore con giusto prezzo, cosa che non conviene alle altre parti; il che provo io nella mia di molto incommodo et danno grande per essere lontana dalla città in paese per la maggior parte macchioso et piagge sterili, dove ho grande carestia di lavoratori, et quelli poveri, quali mi conviene per il più governare tutto l'anno, et con molti di loro fallir parte di quel che gli ho dato: et quello che è peggio, qui non si può con sicurezza quietamente à fatti suoi nel luogo, per essere posto fra Marchesati vicini a boschi et al confino dello stato, quale resta esposto alle ingiurie de banditi et vagabondi, onde mi conviene confidarne il governo et le intrate alla fede de fattori; al bisogno non ho trovato ne trovarei
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Ill.mo et R.mo Sig.or Padrone Colend.mo
Se la sentenza data da signori consiglieri di S.A.S. patisse eccettioni come dice Alexandro, è da credere che le havrebbe date, si come allegò in processo l'istrumento delle parti fatte tra fratelli già 36 anni sono, et nel quale di nuovo fà suo fondamento senza riguardo che alle cose una volta prodotte et passate in giudicato di suppremo magistrato è posto perpetuo silentio; et se bene questo istrumento è tanto valido che non si può di ragione temere che sia revocato, nondimeno quando fusse, non giovarebbe perche non vi è la lesione che Alexandro si infinge, et la verità si vede nel medesimo istrumento perche la parti furono fatte sinceramente da huomini intelligenti et lontani da ogni parzialità. Anzi il Sig.or Vincentio Bellarmini padre di V.S. Ill.ma fu uno di quelli, et ci intervenne il Sig.or Corrado ancora, et la Sig.ra mia madre, et in somma fecero tre parti delle quali à Marcello ne demo la eletta, et gli prese la migliore per la qualità de beni vicini alla città, et in terreni fertili, di riputazione et di valore di lunga superiori alle altre due parti, et per la commodità, et per poterne godere quietamente il frutto in casa sua, di molta consideratione, maximamente che al bisogno sempre se ne troverebbe il compratore con giusto prezzo, cosa che non conviene alle altre parti; il che provo io nella mia di molto incommodo et danno grande per essere lontana dalla città in paese per la maggior parte macchioso et piagge sterili, dove ho grande carestia di lavoratori, et quelli poveri, quali mi conviene per il più governare tutto l'anno, et con molti di loro fallir parte di quel che gli ho dato: et quello che è peggio, qui non si può con sicurezza quietamente à fatti suoi nel luogo, per essere posto fra Marchesati vicini a boschi et al confino dello stato, quale resta esposto alle ingiurie de banditi et vagabondi, onde mi conviene confidarne il governo et le intrate alla fede de fattori; al bisogno non ho trovato ne trovarei
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