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Molto Ill.re Sig.r Fratello,
Dubito, che la cina per Angelo sia restata alla scala: perchè pare impossibile, che il procaccio non l'abbia portata. V.S. potrà mandare Angelo a Perugia a mezzo il mese, o quando lei vuole, perchè già gli ho scritto, e domani gli scriverò di nuovo. Mi avrebbe fatto piacere a scrivermi, se bisognava vestirlo; ma già che non ci è tempo, io rimetterò cinquanta scudi al Vescovo a ciò faccia quello, che gli sarà di bisogno. V.S. dirà ad Angelo, che domandi al Vescovo, o a chi lei disegnerà, tutti i suoi bisogni di vesti, libri, e ogni altra cosa, e si contenti di quello, che il Vescovo ordinerà, massime nel vestire, il quale ha da esser positivo. E se per sorte V.S. l'avrà vestito, mi scriva quello, che ci ha speso che lo rifarò, perchè credo, che quel poco, che gli ha lasciato suo padre, e sua madre, appena basti per la retta di Cinzia, sua sorella. Con questo mi raccomando. Di Roma li 2 di novembre 1601. Aff.mo fratello di V.S.
Il card. Bellarmino.
Ext.: Al molto Illustre Sig.r fratello il Sig.r Thomasso Bellarmini?

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