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Alli 9 [febbraio] il lunedì di sessagesima fu rappresentata l’attione del padre Giovanni Battista Lancillotto intitolata L’Odoardo re d’Inghilterra qual fu rappresentata in Napoli nel Collegio de’ Nobili. L’opera era in verso italiano recitata da quattro camere. La Madonna fu la principale con alcuni della camerate di San Bartolomeo, di San Paolo e San Michel. L’argomento con tutto il scenario fu messo in stampa con una lettera che fece stampare Francesco Borri Milanese. Vi furono varii intermezzi di musica cantati dalli soprani di San Pietro fecero un stroppio, un zoppo et un ceco con due altri che l’inganorno. Un altro intermezzo d’un ciavattino, spazzacamino, et un hebreo. Il prologo fu fatto in musica di varie virtù poste sotto un portico con belle prospettive. Poi per l’ultimo intermezzo si vidde il Tevere con le barchette che correvono, et altre belle prospettive di giardini, d’una grotta, et altre galanterie , inventione del signor Nicolò Minghino architetto dell’eminentissimo Barberino. Si trovarono presenti a detta rapresentatione nove cardinali che furono Sacchetti, Spinula di Santa Cecilia, Ginetti, Pallotto, Franciotti, Verospi, Colonna, Barberino, e Cesarino.
Alli 10 martedì fu rappresentata dalla camerata di San Paolo la tragicomedia detta Il Fortunato pellegrino cioè Christo in forma di pellegrino sotto figura di Sotero re di Panfilia che cerca con stento, e trova con industria un servo ingrato et anhelante ad un tesoro, cioè l’anima fugitiva e dedita alle cose del mondo. Il prologo fu in musica et erono quattro regi delli quattro passi del mondo quali gli domandano a Plutone dell’oro havendolo tutto consumato per tante guerre. La fata Deidora a richiesta di Pluto scuopre ch’hoggi da un re di loro si troverà il tesoro. L’intermezzi furono in musica fatti da musici fuori di Seminario e furono un Spagnolo, un Zanni, un Coviello, et un Dottore quali trattenero per eccellenza gli auditori che molto gustarono. Nel 4° atto si fece un duello de’ doi scermitori [i.e. schermitori] con spade ignude, che schermirono per eccellenza. Il tutto riuscì più felicemente della prima sera, ma con meno audienza.
All’undeci mercordì si rappresentò una comedia bellissima del padre Leone Santi