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iersera. Pare che abbia specificato le circostanze e detto i nomi. A sera si completa il rifornimento del Braganza su cui si carica anche il materiale che dovrebbe essere gettato ai naufraghi. La spedizione partirà durante la notte in condizioni di poter giungere al Capo Nord e portare i primi soccorsi, e raccogliere i primi naufraghi almeno.

14 giugno giovedì
Il Braganza è partito poco dopo mezzanotte.
Quando vado a prendere il caffè sento dal dott. Cabrini e dal maggiore Penzo le notizie che il Generale Nobile telegrafò l'altra sera e che a noi sono state comunicate solo stamane:

Alle 10.40 mentre viaggiavano regolarmente un improvviso abbassamento di pressione ha prodotto un appesantimento contro il quale nessun mezzo di reazione è bastato. In due minuti da 500 metri sono piombati sul ghiaccio. La navicella si è fracassata e loro sono stati sbattuti sul ghiaccio. Hanno avuto la forza di rialzarsi e gridare "Viva l'Italia". Il dirigibile liberato dalla navicella è stato trasportato dal vento forse un trenta chilometri. Dei primi caduti il Generale Nobile ha un braccio e una gamba rotte, Cecioni una gamba, Mariano, Zappi, Viglieri, Biagi, Behounek, Malmgren, Trojani sembrano essere incolumi o quasi.[1]

  1. Alle 10.32 del 25 maggio 1928 l'impacco col pack del dirigibile "Italia". La navicella di comando si fracassa e rimangono a terra Umberto Nobile e Natale Cecioni feriti con fratture; Giuseppe Biagi, Finn Malmgren, Adalberto Mariano, Felice Trojani, Alfredo Viglieri e Filippo Zappi sostanzialmente incolumi; il motorista Vincenzo Pomella risulta perito sul colpo. L'involucro allegerito del dirigibile si porta via e non verranno più ritrovati Renato Alessandrini, Ettore Arduino, Attilio Caratti, Calisto Ciocca, Ugo Lago e Aldo Pontremoli.