ANGLES
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Il fascicolo raccoglie la documentazione connessa alla vertenza sul canto in lingua volgare nella liturgia solenne che oppose, a metà anni Cinquanta, l'episcopato tedesco e austriaco a Higinio Anglés, preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra e presidente del Congresso internazionale di Musica Sacra (Vienna 1954). Apre la serie (A.XVII.1) una lettera manoscritta in tedesco indirizzata a Leiber («Lieber P. Leiber! P.X.»), s.d. ma verosimilmente posteriore al 13 aprile 1955, redatta su carta intestata di «Villa San Pastore – Gallicano Laziale», tenuta del Pontificio Collegio Germanico-Ungarico: il mittente (firma autografa non decifrata con certezza) segnala a Leiber i timori dei vescovi tedeschi e austriaci per una decisione romana che si teme sollecitata da Anglés, e gli trasmette l'«Aktenstück» accluso affinché non passi inosservato, chiudendo con l'auspicio che si lascino «i tedeschi cantare in pace» («und wolle die Deutschen ruhig singen lassen»). Segue (A.XVII.2) il memoriale a stampa dattiloscritta De quibusdam quaestionibus rem liturgicam in Germania spectantibus, pp. 1–8, sottoscritto da Albert Stohr, vescovo di Magonza, anche a nome del vescovo di Passavia [Landersdorfer], Magonza 13 aprile 1955: i due presuli, delegati dagli altri vescovi tedeschi (conferenza di Fulda) a trattare la questione liturgica, espongono le loro perplessità sui vota proposti alla Santa Sede da Anglés dopo il Congresso di Vienna, articolando la trattazione in tre parti (I. la Messa cantata con canto popolare in lingua volgare; II. i testi liturgici tradotti in tedesco e cantati; III. il canto gregoriano come modello del canto sacro volgare) e imperniando l'argomentazione storico-giuridica sulla concessione della Segreteria di Stato al card. Bertram (lett. n. 7422/43 del 24 dicembre 1943) e sulla sua estensione a tutte le diocesi della «Magna Germania», con richiami al card. Wendel (presente alla sessione di Fulda), ai card. Innitzer e Faulhaber (per l'Austria e la Baviera) e alla legislazione di Pio X (Motu proprio sulla musica sacra) e Pio XI (Divini cultus). A esso si collega (A.XVII.3) l'allegato dattiloscritto «Deutsche Gregorianik» in den neueren Diözesangesangbüchern der deutschen und österreichischen Bistümer, pp. 1–4: una ricognizione diocesi per diocesi (Aachen, Augsburg, Eichstätt, Fulda, Gurk-Salzburg, Innsbruck, Köln, Mainz, Meißen, München, Paderborn, Passau, Rottenburg, Berlin, Osnabrück, Speyer, Würzburg, oltre agli Einheitslieder delle diocesi austriache e tedesche) del gregoriano in lingua tedesca presente nei più recenti libri di canto diocesani. Chiude il fascicolo (A.XVII.4) una lettera dattiloscritta di Anglés a Leiber su carta del Pontificio Istituto di Musica Sacra, Roma 21 marzo 1957, in risposta a una di Leiber del 16 c.m.: in cinque punti Anglés svolge un'ampia autodifesa, spiegando la propria opposizione al movimento per il volgare nella liturgia solenne, il timore che esso — dopo il Congresso liturgico di Assisi — dilaghi dalla Germania a Francia, Belgio, Stati Uniti e America Latina mettendo a rischio la lingua liturgica latina e la stessa Missa Romana, con richiami alla concessione Bertram del 1943 e all'enciclica Musicae Sacrae Disciplina; conclude esprimendo la propria amarezza per essere considerato da alcuni vescovi tedeschi e austriaci come «il nemico del Lied religioso tedesco».