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Rome,22 maral 619. Bellarmin au grand due de Toscane.
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Ser.mo Sig.r mio oss.mo.<lb/>
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Il Sig.r Angelo Fiorini cittadino di cotesta città di V.A. S.ma per devotione, che hà alla Chiesa di S. Michele Visdomini di costi, nella qual chiesa la sua casa ha cappellate sepoltura, ha donato traila medesima chiesa, e Monaci Celestini, che quivi dimorano tutto il suo, con alcune riserve, come appare per instromento publico rogato con tutte le solennità. Hora un'fratello del detto Angelo per havere la parte di esso donata alla sud.ta Chiesa, e Religione, travaglia tanto il donatore, quanto il Monasterio, e con diverse stravaganze cerca di forzare il monasterio, et il fratello à qualche accordo pregiuditiale a d.ta donatione. Però io come Protettore di d.ta Religione, hò voluto supplicare V.A. S.ma à farmi gratia d'interporre la sua autorità in questo negotio, con prohibire al fratello del sud.to Angelo donatore, che non impedisca l'effetto di d.ta donatione fatta a favore della Chiesa, che oltre non si de sidera altro che giustitia, si riceverà anche da me per gratia dia V.A. S.ma et gli ne restarò oblig.mo come sono per infiniti altri rispetti. Con che gli faccio hum.a riverenza, et gli prego ogni felicità. Di Roma li 22. di Marzo 1619.<lb/>
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humiliss.o et devotiss.o Servitore<lb/>
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il Card.le Bellarmino.
  
458?
 
  
/ Ser/mo B�g/r mio oss/mo. Il Sig/r Angelo Fiorini cittadino di cotesta citt� di V.A.S/ma
 
per devotione,che h� alla Chiesa di S.Michele Visdomini di costi, nella qual chiesa la sua casa ha cappellate sepoltura, ha donato traila medesima chiesa,e Monaci Celestini, che quivi dimorano tutto il suo, con alcune riserve, come appare per instromento publico rrogato con tutte le solennit�. Hora un'fratello del detto Angelo per bavere la parte di esso donata alla sud/ta Chiesa,e Religione, travaglia tanto il donatore, quanto il Monasterio, e con diverse stravaganze cerca di forzare il monasterio,et il fratello � qual che accordo pregiuditiale a d/ta donatione. Per� io come Protetto re di d/ta Religione,h� voluto supplicare V.A.S/ma � farmi gratia d'interporre la sua autorit� in questo negotio, con prohibire al fratello del sud/to Angelo donatore, che non impedisca l'effetto /^^di d/ta donatione fatta a favore della Chiesa, che oltre non si de sidera altro che giustitia, si ricever� anche da me per gratia dia V.A.S/ma et gli ne restar� oblig/mo come sono per infiniti altri rispetti. Con che gli faccio hu^/a riverenza, et gli prego ogni felicit�. Di Roma li 22.di Marzo 1619.
 
Di V.A.S/ma humiliss/o et devotiss/o Servitore il Card/le Bellarmino.
 
  
Florence. Archiv.Mediceo voi.3799 f.90.
 
  
 
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Ser.mo Sig.r mio oss.mo.
Il Sig.r Angelo Fiorini cittadino di cotesta città di V.A. S.ma per devotione, che hà alla Chiesa di S. Michele Visdomini di costi, nella qual chiesa la sua casa ha cappellate sepoltura, ha donato traila medesima chiesa, e Monaci Celestini, che quivi dimorano tutto il suo, con alcune riserve, come appare per instromento publico rogato con tutte le solennità. Hora un'fratello del detto Angelo per havere la parte di esso donata alla sud.ta Chiesa, e Religione, travaglia tanto il donatore, quanto il Monasterio, e con diverse stravaganze cerca di forzare il monasterio, et il fratello à qualche accordo pregiuditiale a d.ta donatione. Però io come Protettore di d.ta Religione, hò voluto supplicare V.A. S.ma à farmi gratia d'interporre la sua autorità in questo negotio, con prohibire al fratello del sud.to Angelo donatore, che non impedisca l'effetto di d.ta donatione fatta a favore della Chiesa, che oltre non si de sidera altro che giustitia, si riceverà anche da me per gratia dia V.A. S.ma et gli ne restarò oblig.mo come sono per infiniti altri rispetti. Con che gli faccio hum.a riverenza, et gli prego ogni felicità. Di Roma li 22. di Marzo 1619.
Di V.A. S.ma
humiliss.o et devotiss.o Servitore
il Card.le Bellarmino.