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Molto ill.re sig.or nipote, Gia che non posso rendergli l'augurio del capo d'anno, essendo passato, gli desidero la buona festa dell'Epiphania con le feste seguenti. Poteva V.S. lassare di desiderarmi maggior grandezza, poi che i vechi, come sono io, non possono crescere, ma scemare, se è vera la filosofia d'Aristotele. Ma forse mi desidera maggior grandezza di spirito, et di meriti per andare più sicuro all'altra vita, et di questo la ringratio assai. Non so, se V.S. ha le mie Controversie. Se per sorte non l'habbia, me lo faccia sapere, che conservarò per lei un corpo, che mi è venuto da Colonia stampato quest'anno con molta perfettione. Et se bene non mi pare à proposito, che hora lei si occupi in altro, che nello studio legale: nondimeno finito quello studio, utilissimo gli sarà dare una scorsa alli miei libri, perche in quelli si contiene tutta la scientia theologica, che è necessaria ad un Legista, che voglia esser ecclesiastico, et possa esser chiamato da Dio à prelature grandi. Altro non mi occorre, la saluto caramente, et gli prego da Dio ogni prosperità. Di Roma li 2. di Gennaro 1616.
Di V.S. M.to ill.re
Zio aff.mo
il Card. Bellarmino