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Molto R.do Padre mio,
Qui si è inteso, che cotesti Teologi Napolitani sostengono, che il Duca di Monteleone non fa peccato nell'impedire il matrimonio di sua figliuola col Signor Duca di Nocera, avendo ella promesso, e giurato di non voler altri, che lui. Qui si tiene il contrario, dovendo il matrimonio esser libero, secondo un Decreto espresso del Concilio di Trento; ed essendo ogni persona in eligger lo stato liberissime, non ostante, che sia sottoposta al Padre in altre cose, giusta la dottrina di S. Tommaso, e di tutt'i Dottori, e finalmente perché i Matrimonii fatti per forza anno infelicissimi esiti. Per questo avrei molto caro sapere, dove si fondino cotesti Teologi di Napoli. Io pensava? di scrivere una lettera all'istesso Signor Duca di Monteleone, come tanto mio Padrone, e di tutta la Compagnia: ma non mi è paruto di farlo, senza saper prima i fondamenti di coloro, che costì lo consigliano. So bene, che il Signor Duca vorrebbe dare la figliuola ad uno di casa Pignatelli[1], acciocché gli stati restassero nella Famiglia: ma questo desiderio, sebbene è giusto e lodevole, tuttavia non basta, per violentare il Matrimonio. E con questa mi

raccomando a suoi santi Sacrifizi. Di Roma il di 5 Febrajo 1615.

  1. La cosa si chiarisce una volta che si sa che il Ducato di Monteleone (attuale Vibo Valentia, Calabria) era di proprietà della famiglia Pignatelli. Si vede il contrasto fra due mentalità; è un utile indizio dei problemi di ricezione delle decisioni del Concilio di Trento, anche all'interno di casati nobiliari. Vi è il famoso Palazzo Pignatelli di Napoli.