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Beatissimo Padre. L'Abbadessa Geisenfeldense[1], humilissima oratrice di V.B., la supplica per la gratia d'un altare privilegiato nella chiesa del suo monasterio, qual chiesa è dedicata alla Beatissima Vergine Maria et a S.to Zenone, et insieme è curata, et vi è un'altare, quale non è il maggiore, dedicato a S.ta Anna, al quale vi è grandissimo concorso, et in questo altare di S.ta Anna desidera il privilegio di cavar l'anime del Purgatorio con il sancto sacrificio della Messa, et perché ha inteso, che la S.tà V. non concede altari privilegiati, se non à tempo et con limitationi[2]; la supplica, che lo conceda almeno per dieci anni, et per duo giorni della settimana, feria terza e sesta, et per i sacerdoti che ordinariamente servano à quella chiesa, che sono il parocho, due aiutanti di cura et due benefitiati. Et se piacerà alla S.tà V. aggiognere maggior gratia, tanto più restare obligata a pregare Iddio per il felice stato et prosperità della Santità sua.

  1. Geisenfeld, piccola località bavarese, nota per la sua Abbazia fondata nel 1037 (al posto di una precedente in località non troppo lontana, quest'ultima distrutta dagli Ungari nel X secolo) e sciolta nel 1804, oggi parrocchia; era un'Abbazia femminile. Abbadessa era all'epoca Corona Schaller.
  2. Interessante questo punto, in quanto gli altari "privilegiati" erano dedicati solo alle anime del Purgatorio, quindi attesta come questo culto e questa preoccupazione fossero diffusi non solo tra il clero, ma fra i religiosi e fra il popolo. Evidentemente, però, vi erano degli abusi, se il Papa dell'epoca (Paolo V Borghese) si opponeva alla facile concessione di tali altari.