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P.C. sorti per te mi ritrovo lontano da Roma, per questo mi debba scordar del
mio compitissimo P. Athanasio Kirchero; o per te lui è tanto carezzato
dalle più gran teste del'universo, per questo lui se ne sia scordati di me
so' ben io gli obblighi, ben so' col P Kircher, ô da lontano ô vicino, et
ancor so' la cortesia et religiosità sua, per la quale non se ne scorda in
mezzo alle grandezze; de' suoi bassi servitori, che li vogliono bene: vengo
dunque con la presente a pregarli felicissimo questo qua, qual li
desidero con una schiettezza tramontana. le cose nostre quà prosperano
con l'aiuto del Sre, et de' suoi meriti, et habbiamo aper sibola della
mathematica, alla quale ci vogliono venire una man di suoi paesani,
quali trattero' con ogni cortesia per amor di V.R. habbaimo prima com
minciato con le cose d'arithmetica per far poi strada all'altre. se lei
mi vuole dar quali ho buon documento in questa parte, lo riceverò come
oracolo da' in mio labilmente affermarsi. lei non s'è voluto servire di
me nel presentar il suo bellissimo libro al gran duca; basta; spero
che non manderà occasione di servirli, come in spacciar quì la
sua musurgia; la quale lei un pezzo fu' hà promesso di mandar, sò
ha gl'altri trattati mathematici, che darò col tempo, ditterò quel suo mo
do di comporre con lo per quella sua tavola. lei vede; come mi preme
il servirli, ma di gratia la mandi presto. Vorrei saper che libro et
bell'opera habbi lei per la mano, e qse a' suoi HL. sagÿ mi raccom
ando. Siena 28 di Marzo 1651
Vi V.R.