<?xml version="1.0"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
	<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/api.php?action=feedcontributions&amp;feedformat=atom&amp;user=Simona+Vitiello</id>
	<title>GATE - User contributions [en]</title>
	<link rel="self" type="application/atom+xml" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/api.php?action=feedcontributions&amp;feedformat=atom&amp;user=Simona+Vitiello"/>
	<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php/Special:Contributions/Simona_Vitiello"/>
	<updated>2026-04-09T07:11:55Z</updated>
	<subtitle>User contributions</subtitle>
	<generator>MediaWiki 1.35.7</generator>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/48&amp;diff=25838</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/48</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/48&amp;diff=25838"/>
		<updated>2018-02-06T11:52:43Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: /* Not proofread */ Created page with &amp;quot;Roma a Genova , da Genova a Lisbona, da Lisbona a Goa passando per il Capo di Buona Speranza, e da Goa a Macao, riuscì a disegnare un mappamondo cinese, maggiore certo dell'o...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;Roma a Genova , da Genova a Lisbona, da Lisbona a Goa passando per il Capo di Buona Speranza, e da Goa a Macao, riuscì a disegnare un mappamondo cinese, maggiore certo dell'originale &amp;lt;ref&amp;gt; R., I, pp. 142-142.&amp;lt;/ref&amp;gt;, ma tale però da poter essere poi dopo riprodotto sopra una sola &amp;quot;grande pietra&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt; R., I, p. 286.&amp;lt;/ref&amp;gt;, quindi di dimensioni abbastanza modeste. Esso era corredato di note e di dichiarazioni più adatte dell'originale ai Cinesi, era diviso in gradi e paralleli, ciò che rappresentava una grande innovazione nella cartografia in Cina, mostrava la linea equinoziale, i tropici e le cinque zone, descriveva i costumi dei popoli, e dava i nomi fonettizzati di tutti i paesi diversi dalla Cina. Questa prima edizione del mappamondo doveva avere per titolo ''Carta Geografica Completa dei Monti e dei Mari'' 山海輿地全圖&amp;lt;ref&amp;gt;È questo il titolo che dà alla prima edizione del mappamondo del Ricci Uzuohae [Wu Tso-hai] 吳左海 (cfr. più sotto p. 54, n. 2) nella sua ''Prefazione'' che si legge sulle Tavole IX-X (Bd), lin. 8. Lo stesso titolo è dato pure dal Viceré del Kweichow, Cuozzimluo [Kuo Ching-luo] 郭青螺 (cfr. più sotto p. 73, n. 1), colui che nel 1604 inserì in un suo libro il mappamondo del Ricci in forma di Atlante. Il medesimo titolo, con la sola soppressione del carattere 全 [ = ''Completa'']  si leggeva pure sulla pietra incisa negli anni 1595 - 1597 da Ciaoccohoae [Chao K'o-huai] 趙可穰 (cfr. più sotto p. 38, n. 2) per riprodurre la prima edizione del mappamondo, secondo quello che ne riferiscono gli ''Annali di Soochow'' 道光蘇州府志, c. 130, f. 39''a''. Nè altro titolo dà di questo mappamondo il ''Famiü Scemlio'' 方輿勝咯 (vedi più sotto pp. 167-168) di CCEMPÉÖLL [CH'ENG PAI-ERH] 程百二,  opera probabilmente di ''ca.'' 1610. Cfr. ''Iücom'', pp. 159''b''-162''b'', 139-140, 195-196, 199.&amp;lt;/ref&amp;gt;.  &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Ricci aveva notato che i suoi visitatori, anche nell'ammirare il mappamondo in lingua europea, esposto sulle pareti della sua residenza di Sciaochin, si lagnavano di vedere la loro Cina rilegata a destra, alla fine del mondo conosciuto, e quasi in un angolo, invece di&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/47&amp;diff=25835</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/47</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/47&amp;diff=25835"/>
		<updated>2018-02-06T11:12:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;sospettato che ci potessero ancora essere tanti e così grandi paesi fuori dal Regno di Mezzo. L'Intendente delle Regioni Occidentali delle due provincie Kwangtung e Kwangsi o ''Limisitao'' 嶺西道 &amp;lt;ref&amp;gt;Abbreviazione  di [梅] 嶺 [南] 西道 &amp;quot;Intendente delle Regioni Occidentali del paese al sud del [Monte] Meiling&amp;quot;, dove 梅嶺南, &amp;quot;il paese al sud del [Monte] Meiling&amp;quot;, non è altro che il Kwangtung e il Kwangsi.&amp;lt;/ref&amp;gt; della città, Uamppan [Wang P' an] 王泮 &amp;lt;ref&amp;gt;Questo simpaticissimo mandarino, chiamato dal Ricci &amp;quot;Guanpon&amp;quot;, che fin dal principio si mostrò l'amico intimo e sincero dei missionari, aveva per cognome Uam [Wang] 王, per cognome Ppan [P' an] 泮 e per agnome [Tsung-lu] 宗魯. Era egli nato da umili genitori in Shanyin 山陰 , presso Shaohing 紹興 , nel Chekiang. Diventato dottore nel 1574, sei anni dopo, nel 1580 era nominato Prefetto 知府 di Sciaochin, carica che ritenne fino al 1584, quando fu promosso all'ufficio di Intendente delle Regioni Occidentali 嶺西道 del Kwangtung e Kwangsi, e Vice Giudice Provinciale 按察司副使 , con sede a Sciaochin. Gli ''Annali locali'' lodano molto la sua bontà per il popolo, l'affabilità condiscendente che lo rendeva caro a tutti, la sua compassione per i poveri che continuamente accorrevano al suo palazzo, nonché la fermezza e la imparzialità nell'amministrazione, la valentia letteraria, poetica e calligrafica. Nel 1588 egli fu nominato Assistente del Governatore Provinciale 參政 del Hukwang, con gran dispiacere di tutti i suoi antichi sudditi, i quali, non necessariamente per divinizzarlo, ma come si usa fare in Europa con la statue civili (CC., 1936, III, p. 190), vollero almeno innalzargli delle pagode in segno di gratitudine. Cfr. ''Annali di Shiuhing'' 光緒肇府志 , c. 16, ff 39''b''-40''a'' ; c. 12, f. 8''a''.&amp;lt;/ref&amp;gt;, l'amico e il mecenate dei Padri, pregò il Ricci di tradurlo subito in cinese. Questi dovette far valere la sua ancora più che modesta abilità di maneggiare il pennello per un lavoro di questa sorte, poiché non aveva studiato il cinese che da un anno e mezzo. Ma il mandarino gli fece coraggio e gli dette per aiutarlo l'Incaricato degli Stranieri 司賓 &amp;lt;ref&amp;gt;Vedi la ''Prefazione'' del Ricci nelle Tavole XVII-XVIII, lin. 6-7.&amp;lt;/ref&amp;gt;, già amico del Ricci. Questi, servendosi delle carte e dei libri portati dall'Italia, dal Portogallo, o dall'India, e degli appunti da lui presi durante il viaggio da&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/55&amp;diff=25824</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/55</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/55&amp;diff=25824"/>
		<updated>2018-02-06T10:10:34Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;PucciWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;al parere di quei che non sanno le misure de' luoghi. Sia del tutto benedetto il Signore!&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R,. II, p.364.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Resti dunque avverato che il Ricci, contrariamente alla leggenda che ha durato poco meno di tre secoli, non ha ingrandito la Cina a scapito delle altre parti del mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il successo di questo primo lavoro cartografico fu immenso. Certi letterati evidentemente nella loro ignoranza si beffarono dell'esistenza e della grandezza di tanti altri paesi, differenti dal loro, e volentieri si sarebbero trincerati nel loro superbo disprezzo, per non essere obbligati di ammettere che il mondo non finiva con la Cina. Altri, più savi, si accorsero che era impossibile di supporre un trucco da parte del dotto Occidentale, e quindi, benché alquanto a malincuore, accettarono la lezione che si deduceva da quel mappamondo. L'Intendente delle Regioni Occidentali, Uamppan, ne fu lietissimo, e, conservandone poi gelosamente presso di sè le forme di legno che erano servite per la stampa, per averne quindi il monopolio, vi appose il suo nome ed il suo titolo di Intendente &amp;lt;ref&amp;gt;Nella seconda metà del 1586 però, impressionato dalle critiche che gli si muovevano di essere troppo amico di questi stranieri, &amp;quot;fece si scancellasse [il suo nome] dalla tavola del mappamondo del P. Matteo&amp;quot;. R., I, p. 159.&amp;lt;/ref&amp;gt; e lo fece subito stampare a sue spese. Indi ne mandò vari esemplari, in un primo momento solo ai suoi amici della provincia del Kwangtung, poi pure fuori di essa, e infine ne distribuì anche ad altre persone ragguardevoli, senza metterlo però mai in commercio.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/53&amp;diff=25823</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/53</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/53&amp;diff=25823"/>
		<updated>2018-02-06T10:09:40Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;ingranditi ai suoi regni forestieri e fatta piccola la Cina&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., I, p. 578.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Difatti i cartografi cinesi, nei loro sedicenti mappamondi, solevano occupare quasi tutto lo spazio con le 15 provincie della Cina &amp;quot;e all'intorno pingevano un puoco di mare nel quale facevano certe isolette, nelle quali scrivevano i nomi di tutti i regni, quanti ne avevano auto notitia, che tutti insieme uniti non facevano una piccola provincia della Cina&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., I, p. 142. Cfr. più sotto pp. 33, 63 e Figg. 5. 6.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
Otto anni dopo  i fatti, il Ricci torna sullo stesso argomento, scrivendo il 12 novembre 1592: &amp;quot;Stampossi un mappamondo che io avevo fatto con le loro lettere, benché cosa difficile persuadere a tutti non esservi grande errore. Poiché vedevano chiaro che &amp;lt;i&amp;gt;la Cina non occupava nemmeno la millesima parte del mondo, contro a quello che loro si avevano persuaso e i loro cosmografi hanno descritto e scritto, che la Cina almanco conteneva di quattro parti del mondo le tre&amp;lt;/i&amp;gt;&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., II, p. 92.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Si capisce quindi facilmente l'amarezza risentita da questi superbi letterati cinesi &amp;lt;ref&amp;gt;Un eco di questa amarezza dei letterati si può vedere nel 大祕山房集. (c. 15 ff. 1a-2a), citato dal ch.mo dott. HOMUEILIEN in lücom, (p. 41b) in cui leggo: &amp;quot;Recentemente lo straniero Ricci ha fatto una Carta dei Monti e dei Mari, in cui ha molto rimpicciolito la Cina&amp;quot; 頃有化外人利西泰, 為山海國, 按小中國.&amp;lt;/ref&amp;gt; nel vedere la Cina, non più rilegata in un angolo, è vero, come nei mappamondi europei, ma nondimeno molto più piccola di tutto il resto del mondo. Questa amarezza fu tale che, con le loro beffe, fecero paura ai missionari, i quali, fino al principio del 1608, non osarono mai presentare o far presentare il mappamondo all'Imperatore,&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/54&amp;diff=25822</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/54</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/54&amp;diff=25822"/>
		<updated>2018-02-06T10:09:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;PucciWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;per paura che ne fosse rimasto scontento nel vedere la sua Cina così piccola, che non era nemmeno la metà del resto del mondo, come volevano i letterati. E per questa ragione, senza dubbio, non glielo avrebbero mai presentato, se non si fossero date dopo occasioni speciali, che saranno raccontate più sotto &amp;lt;ref&amp;gt;Cfr. pp. 84-92.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Ecco come si esprime, a questo riguardo, il Ricci: &amp;quot;I Padri mai ne [del mappamondo] avevano presentato al Re, né pretesero che se gli desse, per paura che il Re, vedendo la sua Cina, che i Cinesi pensavano comprendere la maggior parte del mondo, così piccola, non si sdegnasse e pensasse forse che i Nostri, per disprezzo della Cina, l'avessero descritta in quel mappamondo così piccola, come molti letterati credettero e si lamentarono de' Nostri, dicendo che avevano ingranditi ai suoi regni forastieri e fatta piccola la Cina. Di dove si scorge il buon giudicio di questo Re, che per se stesso intese essere la descrittione di questo mappamondo fatta con sue misure, e nessuna ingiuria essere stata fatta alla sua Cina&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., I, p. 578.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
E pochi mesi dopo di aver finalmente presentato nel gennaio 1608 il mappamondo all'Imperatore, il Ricci nota: &amp;quot;Tutti i Christiani et amici si allegrono molto di questo e ne sperano qualche frutto; et anco ci tolse la paura del Re non stare satisfatto di questo mappamondo, come alcuni di puoco sapere non stanno, per parergli che la sua Cina è piccola, per quello che, inanzi la divolgatione di questa opera, pensavano, che almanco almanco contenesse la Cina la metade di tutto il mondo e non [fosse] posta in un angolo della terra sì piccola,&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/53&amp;diff=25821</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/53</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/53&amp;diff=25821"/>
		<updated>2018-02-06T10:07:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;vanno ingranditi ai suoi regni forestieri e fatta piccola la Cina&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., I, p. 578.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Difatti i cartografi cinesi, nei loro sedicenti mappamondi, solevano occupare quasi tutto lo spazio con le 15 provincie della Cina &amp;quot;e all'intorno pingevano un puoco di mare nel quale facevano certe isolette, nelle quali scrivevano i nomi di tutti i regni, quanti ne avevano auto notitia, che tutti insieme uniti non facevano una piccola provincia della Cina&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., I, p. 142. Cfr. più sotto pp. 33, 63 e Figg. 5. 6.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
Otto anni dopo  i fatti, il Ricci torna sullo stesso argomento, scrivendo il 12 novembre 1592: &amp;quot;Stampossi un mappamondo che io avevo fatto con le loro lettere, benché cosa difficile persuadere a tutti non esservi grande errore. Poiché vedevano chiaro che &amp;lt;i&amp;gt;la Cina non occupava nemmeno la millesima parte del mondo, contro a quello che loro si avevano persuaso e i loro cosmografi hanno descritto e scritto, che la Cina almanco conteneva di quattro parti del mondo le tre&amp;lt;/i&amp;gt;&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., II, p. 92.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Si capisce quindi facilmente l'amarezza risentita da questi superbi letterati cinesi &amp;lt;ref&amp;gt;Un eco di questa amarezza dei letterati si può vedere nel 大祕山房集. (c. 15 ff. 1a-2a), citato dal ch.mo dott. HOMUEILIEN in lücom, (p. 41b) in cui leggo: &amp;quot;Recentemente lo straniero Ricci ha fatto una Carta dei Monti e dei Mari, in cui ha molto rimpicciolito la Cina&amp;quot; 頃有化外人利西泰, 為山海國, 按小中國.&amp;lt;/ref&amp;gt; nel vedere la Cina, non più rilegata in un angolo, è vero, come nei mappamondi europei, ma nondimeno molto più piccola di tutto il resto del mondo. Questa amarezza fu tale che, con le loro beffe, fecero paura ai missionari, i quali, fino al principio del 1608, non osarono mai presentare o far presentare il mappamondo all'Imperatore,&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/53&amp;diff=25820</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/53</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/53&amp;diff=25820"/>
		<updated>2018-02-06T10:06:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;vanno ingranditi ai suoi regni forestieri e fatta piccola la Cina&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., I, p. 578.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Difatti i cartografi cinesi, nei loro sedicenti mappamondi, solevano occupare quasi tutto lo spazio con le 15 provincie della [[citesPlace::Cina]] &amp;quot;e all'intorno pingevano un puoco di mare nel quale facevano certe isolette, nelle quali scrivevano i nomi di tutti i regni, quanti ne avevano auto notitia, che tutti insieme uniti non facevano una piccola provincia della Cina&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., I, p. 142. Cfr. più sotto pp. 33, 63 e Figg. 5. 6.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
Otto anni dopo  i fatti, il Ricci torna sullo stesso argomento, scrivendo il 12 novembre 1592: &amp;quot;Stampossi un mappamondo che io avevo fatto con le loro lettere, benché cosa difficile persuadere a tutti non esservi grande errore. Poiché vedevano chiaro che &amp;lt;i&amp;gt;la Cina non occupava nemmeno la millesima parte del mondo, contro a quello che loro si avevano persuaso e i loro cosmografi hanno descritto e scritto, che la Cina almanco conteneva di quattro parti del mondo le tre&amp;lt;/i&amp;gt;&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., II, p. 92.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Si capisce quindi facilmente l'amarezza risentita da questi superbi letterati cinesi &amp;lt;ref&amp;gt;Un eco di questa amarezza dei letterati si può vedere nel 大祕山房集. (c. 15 ff. 1a-2a), citato dal ch.mo dott. HOMUEILIEN in lücom, (p. 41b) in cui leggo: &amp;quot;Recentemente lo straniero Ricci ha fatto una Carta dei Monti e dei Mari, in cui ha molto rimpicciolito la Cina&amp;quot; 頃有化外人利西泰, 為山海國, 按小中國.&amp;lt;/ref&amp;gt; nel vedere la Cina, non più rilegata in un angolo, è vero, come nei mappamondi europei, ma nondimeno molto più piccola di tutto il resto del mondo. Questa amarezza fu tale che, con le loro beffe, fecero paura ai missionari, i quali, fino al principio del 1608, non osarono mai presentare o far presentare il mappamondo all'Imperatore,&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/52&amp;diff=25819</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/52</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/52&amp;diff=25819"/>
		<updated>2018-02-06T10:04:09Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;PucciWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;il lor regno colà (come lor neve pareva) in un cantone del mondo; essendo consueto a' geografi [europei], nello spinar che fanno in carta il globo dalla terra, &amp;lt;i&amp;gt;far capo da quelle parti, che rispetto all'Europa soggiacciono al Sol levante, e sono il Giappone e la Cina&amp;lt;/i&amp;gt;. Perciò dunque, adattandosi al loro falso immaginare, &amp;lt;i&amp;gt;la trasse in mezzo alla mappa: e quinci ordinatamente a' suoi lati [a destra e a sinistra] distese le due metà della terra l'Europa e l'Africa a sinistra e le due Americhe a destra]: il che valse molto a crescere amore all'opera e alla gloria all'autore&amp;lt;/i&amp;gt;&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;''BC.'', II, c. 6, p. 15. Il corsivo e le parentesi quadre sono mie. Vedi pure più sotto (p. 153, n. 1) come si esprime l'autore del ''Famiü Scemlio'' 方輿勝略 verso il 1610&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Del resto, su questo punto il Ricci è così chiaro ed esplicito, che fa veramente meraviglia come il suo testo non solo non sia stato vagliato più attentamente per confutare la leggenda, ma non sia stato nemmeno consultato. Narra egli che molti letterati, vedendo il suo mappamondo &amp;lt;i&amp;gt;cinese&amp;lt;i&amp;gt;, si lamentarono, dicendo che i missionari &amp;quot;avevano&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/52&amp;diff=25818</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/52</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/52&amp;diff=25818"/>
		<updated>2018-02-06T10:03:44Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;PucciWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;il lor regno colà (come lor neve pareva) in un cantone del mondo; essendo consueto a' geografi [europei], nello spinar che fanno in carta il globo dalla terra, &amp;lt;i&amp;gt;far capo da quelle parti, che rispetto all'Europa soggiacciono al Sol levante, e sono il Giappone e la Cina&amp;lt;/i&amp;gt;. Perciò dunque, adattandosi al loro falso immaginare, &amp;lt;i&amp;gt;la trasse in mezzo alla mappa: e quinci ordinatamente a' suoi lati [a destra e a sinistra] distese le due metà della terra l'Europa e l'Africa a sinistra e le due Americhe a destra]: il che valse molto a crescere amore all'opera e alla gloria all'autore&amp;lt;/i&amp;gt;&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;''BC.'', II, c. 6, p. 15. Il corsivo e le parentesi quadre sono mie. Vedi pure più sotto (p. 153, n. 1) come si esprime l'autore del ''Famiü Scemlio'' 方輿勝略 verso il 1610&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Del resto, su questo punto il [[citesName::Ricci]] è così chiaro ed esplicito, che fa veramente meraviglia come il suo testo non solo non sia stato vagliato più attentamente per confutare la leggenda, ma non sia stato nemmeno consultato. Narra egli che molti letterati, vedendo il suo mappamondo &amp;lt;i&amp;gt;cinese&amp;lt;i&amp;gt;, si lamentarono, dicendo che i missionari &amp;quot;avevano&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/51&amp;diff=25817</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/51</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/51&amp;diff=25817"/>
		<updated>2018-02-06T10:02:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;egli narra. Scrive dunque il Bartoli: &amp;quot;Il P. Matteo Ricci ricavò dal mappamondo europeo una copia in gran forma, ma sì fattamente ordinata nella situazione delle parti, che la Cina vi riuscisse nel mezzo: e ciò a fin d'acquietare la turbazione, che que' letterati mostravano al vedere&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/50&amp;diff=25816</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/50</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/50&amp;diff=25816"/>
		<updated>2018-02-06T10:02:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;riprova inappuntabile dell'esattezza della mia spiegazione. Giacchè il grande storico italiano scrisse la sua ''Cina'', alla luce dei documenti di prima mano che egli indubbiamente possedeva, possiamo in questo, come in tanti altri punti, attenerci completamente a quanto&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/49&amp;diff=25815</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/49</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/49&amp;diff=25815"/>
		<updated>2018-02-06T10:01:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;stare nel centro del mondo, come essi avevano fino allora creduto, nella supposizione che la terra fosse quadrata. Il Ricci credette inopportuno d'irritare per questo l'orgoglio dei Cinesi, e quindi, senza venir meno alla verità geografica, non fece altro che cambiare soltanto la disposizione adottata dai cartografi europei. Questi infatti solevano nei loro mappamondi di allora mettere le due Americhe a sinistra di chi guarda, l'Europa e l'Africa nel centro e l'Asia a destra; naturalmente la Cina e il Giappone erano rappresentati nell'estremo lembo destro della carta &amp;lt;ref&amp;gt;Vari esempi di mappamondi di quel tempo si possono vedere riprodotti in fotografia alla fine del Volume II di CORTESÃO, segnatamente a Tavole II (1502), IV (1519), V (''ca.'' 1519), XIV (1554), XVIII (1558), XX (1529), XXII (1561). Anche l'Ortelio adotta la disposizione antica nel suo ''Typus Orbis Terrarum''.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il Ricci, volendo tener legittimo conto delle suscettibilità dei suoi visitatori, mise  l'Asia nel centro, e le due Americhe a destra. &amp;lt;br/ &amp;gt;&lt;br /&gt;
Dallo studio personale del mappamondo di Ricci ero già arrivato a questa ferma conclusione, per spiegarmi l'origine della leggenda che attribuisce da secoli all'integerrimo autore di aver ingrandito la Cina a discapito del resto del mondo&amp;lt;ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Una leggenda tenace vuole che il Ricci, per adulare i Cinesi, avrebbe deliberatamente ingrandita la Cina, mettendola nel centro del suo mappamondo, e rimpicciolito tutti gli altri paesi, che sarebbero stati messi come tante frange del Regno di Mezzo. Il Trigault, in un passo da lui interpolato nel testo del Ricci, si contentò soltanto di notare, ciò che era vero, che il Ricci mise la Cina, non nell'angolo a destra, come solevano fare i cartografi europei di quel tempo, ma nel centro, nel senso da me spiegato nel testo. Dopo aver indicato infatti la difficoltà di togliere così presto ai Cinesi l'idea che avevano che la Cina stesse nel centro della terra, supposta quadrata, il TRIGAULT continua che per questo il Ricci nel suo mappamondo &amp;quot;projectionem nostram nonnihil mutavit, et, reiecto Insularum Fortunatarum primo meridiano, ad Geographicae descriptionis dextra laevaque margines fecit, ut Sinarum Imperium in media descriptione, non sine ipsorum applausu ac voluptate spectaretur&amp;quot;. De Christiana Expeditione apud Sinas, Aug. Vindel. 1615, p.183. Tutto questo è esatto e non è contrario alla verità geografica, giacchè non si parla ancora d'ingrandire la Cina e di rimpicciolire il resto del mondo. &lt;br /&gt;
La leggenda comincia una quarantina d'anni dopo la morte del Ricci, per opera di un suo confratello ferrarese, il P. Giovanni Battista Riccioli (nato il 17 aprile 1598, entrato nella Compagnia di Gesù il 6 ottobre 1614, morto il 25 giugno 1617), professore di rettorica, di filosofia e di teologia, e appassionato cultore delle matematiche e dell'astronomia. Nel 1651 egli finì di stampare la prima parte del Tomo I del suo Almagestum / Novum / Astronomiam Veterem / Novamque complectens / Observationibus aliorum, et propriis, / Novisque Theorematibus, Problematibus, / ac Tabulis promotam, / in tres Tomos distributam... / Auctore P. Joanne Baptista RICCIOLO / Societatis Jesu / Ferrariensi / Philosophiae, Theologiae, et Astronomiae professore./ -Al principio di questa opera si trovano brevi biografie di scienziati sotto il titolo Chronici Pars II Ordine alphabetico et ampliori eruditione digesta stampate nel 1651; cfr. ibid. Iohannes Baptista Riccioli, dove si dice che questo tomo fu cominciato nel 1648 e finito di stampare nel 1651. Ora lì ci è pure una breve biografia di Matthaeus Riccius, e di lui si legge: &amp;quot;Macaum appulit anno 1582 augusto mense, &amp;amp; sequente anno in Sinense regnum penetrans, Cosmographicam tabulam totius orbis ita descripsit, ut Sinae regnum in medio maiorem partem occuparet, reliqua regna in finibus mappae oviformis exigua apparerent, ut genio gentis de se magnifice, de aliis regnis anguste sentientis, salva Geographopticae veritate indulgeret ... Cosmographicam tabulam commentarijs locupletavit ... Obijt sancte, uti vixerat, Pachini, quae est Regia Sinarum, anno 1610 Maii II, eique Rege decretum est sepulchrum perhonorificum&amp;quot; (p.XL). -Questa volta la leggenda è completa: secondo il Riccioli, il Ricci mise la Cina in mezzo e l'ingrandì a discapito di tutti gli altri paesi del mondo, per adattarsi ai gusti cinesi, senza però offendere (?) l'ottica geografica. Sfortunatamente il Riccioli non indica nessuna fonte; probabilmente egli stesso ricamò sul testo del Trigault. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In ogni modo queste parole del Riccioli dovevano far fortuna. Anche l'accorto critico YULE ammise la leggenda in buona fede nel Geographical Magazine, 1874, luglio, e il CORDIER la ripetette ne L'imprimerie Sino-Europèenne en Chine, Parigi, 1901, p.41, N.243, sforzandosi di corroborarla col richiamo al testo del Riccioli, da me sopra riportato, e coll'allusione al mappamondo visto (?) da Gemelli-Careri a Pechino nel 1695, secondo quel che narra nel suo Giro del mondo, Parte IV, Napoli 1700, f.198. Ivi questo autore scrive: &amp;quot;La nazione cinese è si passionata di se stessa, che stima tutte le altre genti barbare e rozze. I missionari europei la vanno tuttavia disingannando con l'impressione di 500 libri della legge di Dio, c'han fatto meno d'un secolo, avendo tradotte l'opere di S.Tommaso, e la Sacra Scrittura ancora. Tengono perciò in Pekin una buona libreria di libri cinesi e europei, nella quale ho veduto tradotto il mappa in lingua cinese, ma in forma quadrata; stimando quella nazione, che la lor Cina sia nel mezzo, e gli altri Regni quasi isole d'intorno&amp;quot;. Ma il mappamondo cinese, in forma quadrata, con la Cina nel mezzo, circondata da tutti gli altri regni come da tante isole, veduto (?) dal Gemelli-Careri nella Biblioteca dei gesuiti a Pechino, era evidentemente una carta della Cina fatta dai Cinesi, secondo i loro criteri, come se ne possono vedere ancora oggi, e non aveva niente a che fare col mappamondo del Ricci. Non sapendo leggere il cinese, egli era incapace di giudicare se fosse &amp;quot;tradotta&amp;quot; o meno; ancora meno poteva egli sapere se fosse il mappamondo del Ricci, fatto un secolo prima. &lt;br /&gt;
Se questi due autori ammisero la leggenda ad occhi chiusi, non farà meraviglia che il &amp;quot;vulgus&amp;quot; degli altri scrittori abbia continuato a ripeterla fino ai giorni nostri.  &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Due sono i punti affermati da questa leggenda: 1° il Ricci ingrandì la Cina e rimpicciolì il resto del mondo; 2° la Cina si trovava nel mezzo del mappamondo.  &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il primo punto deve essere negato recisamente, come è facile convincersene dando un semplice sguardo sul mappamondo qui riprodotto, e leggendo le parole del Ricci che citerò tra breve nel testo (più sotto pp. 28-31). Quanto al secondo punto, il Ricci cambiò innocentemente la disposizione dei mappamondi del suo tempo, per mettere meglio in vista la zona estremo-orientale dell'Asia, facnedo passare a poca distanza all'est del Giappone il meridiano centrale del suo mappamondo, con l'Europa, l'Africa e l'Asia a sinistra di chi guarda e le due Americhe a destra. Ma facendo ciò, egli fece ancora meno di ciò che facevano gli altri cartografi di quel tempo per riguardo alla posizione centrale del mondo da dare alla Cina; mentre infatti i cartografi, anche alla fine del secolo XVII e magari più tardi ancora continuavano a mettere Pechino a 150° o 160° est dall'Isola di Ferro (Canarie), il Ricci, almeno nel suo mappamondo del 1602, metteva Pechino a quasi 129°, con sbaglio di circa cinque gradi solamente. Inoltre, facendo ciò egli non era per i Cinesi più esigente degli Inglesi i quali fanno passare il 1° meridiano per Greenwinch, o dei Francesi che preferirebbero farlo passare per Parigi.  &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma questa leggenda è tenace, e non son certo se, dopo queste oneste spiegazioni, sarà d'oggi in poi definitivamente abbandonata. Ancora nel 1929 Kennet Scott LATOURETTE scriveva (A History of the Christian Mission in China, Londra, 1929, p. 92): &amp;quot;Ricci prepared a map of the world which showed the location of the countries of Europe but discreetly put China in the center and pictured the rest of the earth as decorative franges&amp;quot;. E, un po' meno inesattamente, ma nella stessa linea, Virgilio PINOT nel 1932 (La Chine et la formation de l'esprit philosophique en France, Parigi, 1932, p.22) affermava: &amp;quot;Aussi [Ricci] s'emppressa-t-il de faire une nouvelle carte générale, et il la divisa en deux hémisphères (?), faisant en sorte que la Chine se trouvât au milieu du monde&amp;quot;.&amp;lt;/ref&amp;gt;, quando ritrovai nel Bartoli la&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/49&amp;diff=25814</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/49</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/49&amp;diff=25814"/>
		<updated>2018-02-06T10:01:09Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;stare nel centro del mondo, come essi avevano fino allora creduto, nella supposizione che la terra fosse quadrata. Il Ricci credette inopportuno d'irritare per questo l'orgoglio dei Cinesi, e quindi, senza venir meno alla verità geografica, non fece altro che cambiare soltanto la disposizione adottata dai cartografi europei. Questi infatti solevano nei loro mappamondi di allora mettere le due Americhe a sinistra di chi guarda, l'Europa e l'Africa nel centro e l'Asia a destra; naturalmente la Cina e il Giappone erano rappresentati nell'estremo lembo destro della carta &amp;lt;ref&amp;gt;Vari esempi di mappamondi di quel tempo si possono vedere riprodotti in fotografia alla fine del Volume II di CORTESÃO, segnatamente a Tavole II (1502), IV (1519), V (''ca.'' 1519), XIV (1554), XVIII (1558), XX (1529), XXII (1561). Anche l'Ortelio adotta la disposizione antica nel suo [[citesWork::''Typus Orbis Terrarum'']].&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il Ricci, volendo tener legittimo conto delle suscettibilità dei suoi visitatori, mise  l'Asia nel centro, e le due Americhe a destra. &amp;lt;br/ &amp;gt;&lt;br /&gt;
Dallo studio personale del mappamondo di Ricci ero già arrivato a questa ferma conclusione, per spiegarmi l'origine della leggenda che attribuisce da secoli all'integerrimo autore di aver ingrandito la Cina a discapito del resto del mondo&amp;lt;ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Una leggenda tenace vuole che il Ricci, per adulare i Cinesi, avrebbe deliberatamente ingrandita la Cina, mettendola nel centro del suo mappamondo, e rimpicciolito tutti gli altri paesi, che sarebbero stati messi come tante frange del Regno di Mezzo. Il Trigault, in un passo da lui interpolato nel testo del Ricci, si contentò soltanto di notare, ciò che era vero, che il Ricci mise la Cina, non nell'angolo a destra, come solevano fare i cartografi europei di quel tempo, ma nel centro, nel senso da me spiegato nel testo. Dopo aver indicato infatti la difficoltà di togliere così presto ai Cinesi l'idea che avevano che la Cina stesse nel centro della terra, supposta quadrata, il TRIGAULT continua che per questo il Ricci nel suo mappamondo &amp;quot;projectionem nostram nonnihil mutavit, et, reiecto Insularum Fortunatarum primo meridiano, ad Geographicae descriptionis dextra laevaque margines fecit, ut Sinarum Imperium in media descriptione, non sine ipsorum applausu ac voluptate spectaretur&amp;quot;. De Christiana Expeditione apud Sinas, Aug. Vindel. 1615, p.183. Tutto questo è esatto e non è contrario alla verità geografica, giacchè non si parla ancora d'ingrandire la Cina e di rimpicciolire il resto del mondo. &lt;br /&gt;
La leggenda comincia una quarantina d'anni dopo la morte del Ricci, per opera di un suo confratello ferrarese, il P. Giovanni Battista Riccioli (nato il 17 aprile 1598, entrato nella Compagnia di Gesù il 6 ottobre 1614, morto il 25 giugno 1617), professore di rettorica, di filosofia e di teologia, e appassionato cultore delle matematiche e dell'astronomia. Nel 1651 egli finì di stampare la prima parte del Tomo I del suo Almagestum / Novum / Astronomiam Veterem / Novamque complectens / Observationibus aliorum, et propriis, / Novisque Theorematibus, Problematibus, / ac Tabulis promotam, / in tres Tomos distributam... / Auctore P. Joanne Baptista RICCIOLO / Societatis Jesu / Ferrariensi / Philosophiae, Theologiae, et Astronomiae professore./ -Al principio di questa opera si trovano brevi biografie di scienziati sotto il titolo Chronici Pars II Ordine alphabetico et ampliori eruditione digesta stampate nel 1651; cfr. ibid. Iohannes Baptista Riccioli, dove si dice che questo tomo fu cominciato nel 1648 e finito di stampare nel 1651. Ora lì ci è pure una breve biografia di Matthaeus Riccius, e di lui si legge: &amp;quot;Macaum appulit anno 1582 augusto mense, &amp;amp; sequente anno in Sinense regnum penetrans, Cosmographicam tabulam totius orbis ita descripsit, ut Sinae regnum in medio maiorem partem occuparet, reliqua regna in finibus mappae oviformis exigua apparerent, ut genio gentis de se magnifice, de aliis regnis anguste sentientis, salva Geographopticae veritate indulgeret ... Cosmographicam tabulam commentarijs locupletavit ... Obijt sancte, uti vixerat, Pachini, quae est Regia Sinarum, anno 1610 Maii II, eique Rege decretum est sepulchrum perhonorificum&amp;quot; (p.XL). -Questa volta la leggenda è completa: secondo il Riccioli, il Ricci mise la Cina in mezzo e l'ingrandì a discapito di tutti gli altri paesi del mondo, per adattarsi ai gusti cinesi, senza però offendere (?) l'ottica geografica. Sfortunatamente il Riccioli non indica nessuna fonte; probabilmente egli stesso ricamò sul testo del Trigault. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In ogni modo queste parole del Riccioli dovevano far fortuna. Anche l'accorto critico YULE ammise la leggenda in buona fede nel Geographical Magazine, 1874, luglio, e il CORDIER la ripetette ne L'imprimerie Sino-Europèenne en Chine, Parigi, 1901, p.41, N.243, sforzandosi di corroborarla col richiamo al testo del Riccioli, da me sopra riportato, e coll'allusione al mappamondo visto (?) da Gemelli-Careri a Pechino nel 1695, secondo quel che narra nel suo Giro del mondo, Parte IV, Napoli 1700, f.198. Ivi questo autore scrive: &amp;quot;La nazione cinese è si passionata di se stessa, che stima tutte le altre genti barbare e rozze. I missionari europei la vanno tuttavia disingannando con l'impressione di 500 libri della legge di Dio, c'han fatto meno d'un secolo, avendo tradotte l'opere di S.Tommaso, e la Sacra Scrittura ancora. Tengono perciò in Pekin una buona libreria di libri cinesi e europei, nella quale ho veduto tradotto il mappa in lingua cinese, ma in forma quadrata; stimando quella nazione, che la lor Cina sia nel mezzo, e gli altri Regni quasi isole d'intorno&amp;quot;. Ma il mappamondo cinese, in forma quadrata, con la Cina nel mezzo, circondata da tutti gli altri regni come da tante isole, veduto (?) dal Gemelli-Careri nella Biblioteca dei gesuiti a Pechino, era evidentemente una carta della Cina fatta dai Cinesi, secondo i loro criteri, come se ne possono vedere ancora oggi, e non aveva niente a che fare col mappamondo del Ricci. Non sapendo leggere il cinese, egli era incapace di giudicare se fosse &amp;quot;tradotta&amp;quot; o meno; ancora meno poteva egli sapere se fosse il mappamondo del Ricci, fatto un secolo prima. &lt;br /&gt;
Se questi due autori ammisero la leggenda ad occhi chiusi, non farà meraviglia che il &amp;quot;vulgus&amp;quot; degli altri scrittori abbia continuato a ripeterla fino ai giorni nostri.  &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Due sono i punti affermati da questa leggenda: 1° il Ricci ingrandì la Cina e rimpicciolì il resto del mondo; 2° la Cina si trovava nel mezzo del mappamondo.  &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il primo punto deve essere negato recisamente, come è facile convincersene dando un semplice sguardo sul mappamondo qui riprodotto, e leggendo le parole del Ricci che citerò tra breve nel testo (più sotto pp. 28-31). Quanto al secondo punto, il Ricci cambiò innocentemente la disposizione dei mappamondi del suo tempo, per mettere meglio in vista la zona estremo-orientale dell'Asia, facnedo passare a poca distanza all'est del Giappone il meridiano centrale del suo mappamondo, con l'Europa, l'Africa e l'Asia a sinistra di chi guarda e le due Americhe a destra. Ma facendo ciò, egli fece ancora meno di ciò che facevano gli altri cartografi di quel tempo per riguardo alla posizione centrale del mondo da dare alla Cina; mentre infatti i cartografi, anche alla fine del secolo XVII e magari più tardi ancora continuavano a mettere Pechino a 150° o 160° est dall'Isola di Ferro (Canarie), il Ricci, almeno nel suo mappamondo del 1602, metteva Pechino a quasi 129°, con sbaglio di circa cinque gradi solamente. Inoltre, facendo ciò egli non era per i Cinesi più esigente degli Inglesi i quali fanno passare il 1° meridiano per Greenwinch, o dei Francesi che preferirebbero farlo passare per Parigi.  &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma questa leggenda è tenace, e non son certo se, dopo queste oneste spiegazioni, sarà d'oggi in poi definitivamente abbandonata. Ancora nel 1929 Kennet Scott LATOURETTE scriveva (A History of the Christian Mission in China, Londra, 1929, p. 92): &amp;quot;Ricci prepared a map of the world which showed the location of the countries of Europe but discreetly put China in the center and pictured the rest of the earth as decorative franges&amp;quot;. E, un po' meno inesattamente, ma nella stessa linea, Virgilio PINOT nel 1932 (La Chine et la formation de l'esprit philosophique en France, Parigi, 1932, p.22) affermava: &amp;quot;Aussi [Ricci] s'emppressa-t-il de faire une nouvelle carte générale, et il la divisa en deux hémisphères (?), faisant en sorte que la Chine se trouvât au milieu du monde&amp;quot;.&amp;lt;/ref&amp;gt;, quando ritrovai nel Bartoli la&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/49&amp;diff=25813</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/49</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/49&amp;diff=25813"/>
		<updated>2018-02-06T09:55:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;stare nel centro del mondo, come essi avevano fino allora creduto, nella supposizione che la terra fosse quadrata. Il Ricci credette inopportuno d'irritare per questo l'orgoglio dei Cinesi, e quindi, senza venir meno alla verità geografica, non fece altro che cambiare soltanto la disposizione adottata dai cartografi europei. Questi infatti solevano nei loro mappamondi di allora mettere le due Americhe a sinistra di chi guarda, l'Europa e l'Africa nel centro e l'Asia a destra; naturalmente la Cina e il Giappone erano rappresentati nell'estremo lembo destro della carta &amp;lt;ref&amp;gt;Vari esempi di mappamondi di quel tempo si possono vedere riprodotti in fotografia alla fine del Volume II di CORTESÃO, segnatamente a Tavole II (1502), IV (1519), V (''ca.'' 1519), XIV (1554), XVIII (1558), XX (1529), XXII (1561). Anche l'Ortelio adotta la disposizione antica nel suo [[citesWork::''Typus Orbis Terrarum'']].&amp;lt;/ref&amp;gt;Una leggenda tenace vuole che il Ricci, per adulare i Cinesi, avrebbe deliberatamente ingrandita la Cina, mettendola nel centro del suo mappamondo, e rimpicciolito tutti gli altri paesi, che sarebbero stati messi come tante frange del Regno di Mezzo. Il Trigault, in un passo da lui interpolato nel testo del Ricci, si contentò soltanto di notare, ciò che era vero, che il Ricci mise la Cina, non nell'angolo a destra, come solevano fare i cartografi europei di quel tempo, ma nel centro, nel senso da me spiegato nel testo. Dopo aver indicato infatti la difficoltà di togliere così presto ai Cinesi l'idea che avevano che la Cina stesse nel centro della terra, supposta quadrata, il TRIGAULT continua che per questo il Ricci nel suo mappamondo &amp;quot;projectionem nostram nonnihil mutavit, et, reiecto Insularum Fortunatarum primo meridiano, ad Geographicae descriptionis dextra laevaque margines fecit, ut Sinarum Imperium in media descriptione, non sine ipsorum applausu ac voluptate spectaretur&amp;quot;. De Christiana Expeditione apud Sinas, Aug. Vindel. 1615, p.183. Tutto questo è esatto e non è contrario alla verità geografica, giacchè non si parla ancora d'ingrandire la Cina e di rimpicciolire il resto del mondo. &lt;br /&gt;
La leggenda comincia una quarantina d'anni dopo la morte del Ricci, per opera di un suo confratello ferrarese, il P. Giovanni Battista Riccioli (nato il 17 aprile 1598, entrato nella Compagnia di Gesù il 6 ottobre 1614, morto il 25 giugno 1617), professore di rettorica, di filosofia e di teologia, e appassionato cultore delle matematiche e dell'astronomia. Nel 1651 egli finì di stampare la prima parte del Tomo I del suo Almagestum / Novum / Astronomiam Veterem / Novamque complectens / Observationibus aliorum, et propriis, / Novisque Theorematibus, Problematibus, / ac Tabulis promotam, / in tres Tomos distributam... / Auctore P. Joanne Baptista RICCIOLO / Societatis Jesu / Ferrariensi / Philosophiae, Theologiae, et Astronomiae professore./ -Al principio di questa opera si trovano brevi biografie di scienziati sotto il titolo Chronici Pars II Ordine alphabetico et ampliori eruditione digesta stampate nel 1651; cfr. ibid. Iohannes Baptista Riccioli, dove si dice che questo tomo fu cominciato nel 1648 e finito di stampare nel 1651. Ora lì ci è pure una breve biografia di Matthaeus Riccius, e di lui si legge: &amp;quot;Macaum appulit anno 1582 augusto mense, &amp;amp; sequente anno in Sinense regnum penetrans, Cosmographicam tabulam totius orbis ita descripsit, ut Sinae regnum in medio maiorem partem occuparet, reliqua regna in finibus mappae oviformis exigua apparerent, ut genio gentis de se magnifice, de aliis regnis anguste sentientis, salva Geographopticae veritate indulgeret ... Cosmographicam tabulam commentarijs locupletavit ... Obijt sancte, uti vixerat, Pachini, quae est Regia Sinarum, anno 1610 Maii II, eique Rege decretum est sepulchrum perhonorificum&amp;quot; (p.XL). -Questa volta la leggenda è completa: secondo il Riccioli, il Ricci mise la Cina in mezzo e l'ingrandì a discapito di tutti gli altri paesi del mondo, per adattarsi ai gusti cinesi, senza però offendere (?) l'ottica geografica. Sfortunatamente il Riccioli non indica nessuna fonte; probabilmente egli stesso ricamò sul testo del Trigault. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In ogni modo queste parole del Riccioli dovevano far fortuna. Anche l'accorto critico YULE ammise la leggenda in buona fede nel Geographical Magazine, 1874, luglio, e il CORDIER la ripetette ne L'imprimerie Sino-Europèenne en Chine, Parigi, 1901, p.41, N.243, sforzandosi di corroborarla col richiamo al testo del Riccioli, da me sopra riportato, e coll'allusione al mappamondo visto (?) da Gemelli-Careri a Pechino nel 1695, secondo quel che narra nel suo Giro del mondo, Parte IV, Napoli 1700, f.198. Ivi questo autore scrive: &amp;quot;La nazione cinese è si passionata di se stessa, che stima tutte le altre genti barbare e rozze. I missionari europei la vanno tuttavia disingannando con l'impressione di 500 libri della legge di Dio, c'han fatto meno d'un secolo, avendo tradotte l'opere di S.Tommaso, e la Sacra Scrittura ancora. Tengono perciò in Pekin una buona libreria di libri cinesi e europei, nella quale ho veduto tradotto il mappa in lingua cinese, ma in forma quadrata; stimando quella nazione, che la lor Cina sia nel mezzo, e gli altri Regni quasi isole d'intorno&amp;quot;. Ma il mappamondo cinese, in forma quadrata, con la Cina nel mezzo, circondata da tutti gli altri regni come da tante isole, veduto (?) dal Gemelli-Careri nella Biblioteca dei gesuiti a Pechino, era evidentemente una carta della Cina fatta dai Cinesi, secondo i loro criteri, come se ne possono vedere ancora oggi, e non aveva niente a che fare col mappamondo del Ricci. Non sapendo leggere il cinese, egli era incapace di giudicare se fosse &amp;quot;tradotta&amp;quot; o meno; ancora meno poteva egli sapere se fosse il mappamondo del Ricci, fatto un secolo prima. &lt;br /&gt;
Se questi due autori ammisero la leggenda ad occhi chiusi, non farà meraviglia che il &amp;quot;vulgus&amp;quot; degli altri scrittori abbia continuato a ripeterla fino ai giorni nostri.  &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Due sono i punti affermati da questa leggenda: 1° il Ricci ingrandì la Cina e rimpicciolì il resto del mondo; 2° la Cina si trovava nel mezzo del mappamondo.  &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il primo punto deve essere negato recisamente, come è facile convincersene dando un semplice sguardo sul mappamondo qui riprodotto, e leggendo le parole del Ricci che citerò tra breve nel testo (più sotto pp. 28-31). Quanto al secondo punto, il Ricci cambiò innocentemente la disposizione dei mappamondi del suo tempo, per mettere meglio in vista la zona estremo-orientale dell'Asia, facnedo passare a poca distanza all'est del Giappone il meridiano centrale del suo mappamondo, con l'Europa, l'Africa e l'Asia a sinistra di chi guarda e le due Americhe a destra. Ma facendo ciò, egli fece ancora meno di ciò che facevano gli altri cartografi di quel tempo per riguardo alla posizione centrale del mondo da dare alla Cina; mentre infatti i cartografi, anche alla fine del secolo XVII e magari più tardi ancora continuavano a mettere Pechino a 150° o 160° est dall'Isola di Ferro (Canarie), il Ricci, almeno nel suo mappamondo del 1602, metteva Pechino a quasi 129°, con sbaglio di circa cinque gradi solamente. Inoltre, facendo ciò egli non era per i Cinesi più esigente degli Inglesi i quali fanno passare il 1° meridiano per Greenwinch, o dei Francesi che preferirebbero farlo passare per Parigi.  &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma questa leggenda è tenace, e non son certo se, dopo queste oneste spiegazioni, sarà d'oggi in poi definitivamente abbandonata. Ancora nel 1929 Kennet Scott LATOURETTE scriveva (A History of the Christian Mission in China, Londra, 1929, p. 92): &amp;quot;Ricci prepared a map of the world which showed the location of the countries of Europe but discreetly put China in the center and pictured the rest of the earth as decorative franges&amp;quot;. E, un po' meno inesattamente, ma nella stessa linea, Virgilio PINOT nel 1932 (La Chine et la formation de l'esprit philosophique en France, Parigi, 1932, p.22) affermava: &amp;quot;Aussi [Ricci] s'emppressa-t-il de faire une nouvelle carte générale, et il la divisa en deux hémisphères (?), faisant en sorte que la Chine se trouvât au milieu du monde&amp;quot;.&amp;lt;/ref&amp;gt;, quando ritrovai nel Bartoli la&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/45&amp;diff=25812</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/45</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/45&amp;diff=25812"/>
		<updated>2018-02-06T09:51:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;a Giorgio Reinel(1519), a Diego Ribeiro (1527, 1529), a Andrea Homen(1559), a Gerardo Kremer o Mercator (1559), a Bartolomeo Velho (1562), o ad altri dei grandi cartografi portoghesi &amp;lt;ref&amp;gt;Sui cartografi portoghesi del secolo XVI, vedi CORTESÃO.&amp;lt;/ref&amp;gt; o italiani dei primi tre quarti del secolo XVI. Avrebbe potuto essere il [[citesWork::''Typus Orbis Terrarum'']] (cfr. fig. 2) di Abramo Ortelio ossia Ortels, che si trova nel suo ''Theatrum Orbis'' il quale dal 1570 al 1581 aveva già avuto almeno sette edizioni. Ma, se dobbiamo credere al Ricci che il 24 novembre 1585 scriveva: &amp;quot;Non ho libri, se non la ''Sfera'' del P. Clavio et il Piccolomini&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;''R.'', II, p. 72.&amp;lt;/ref&amp;gt;, cioè il libro ''De la Sfera del Mondo'' &amp;lt;ref&amp;gt;Cfr. più sotto, p. 170.&amp;lt;/ref&amp;gt;, sembrerà molto più verosimile che questo mappamondo dovesse essere qualche carta portoghese stampata a Goa o a Macao. Avendo vissuto a Goa dal 13 settembre 1578 fino al 26 al 26 aprile 1582, coll'eccezione di un semestre, egli avrà potuto conoscervi i lavori cartografici di Ferdinando Vaz Dourado (Goa, 1568, 1571) &amp;lt;ref&amp;gt;CORTESÃO, II, pp. 28-54.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Del resto le parole or ora citate del Ricci possono riferirsi soltanto ai libri necessari per la fabbrica degli orologi, secondo ciò che sembra suggerire il contesto. In ogni modo, dato il silenzio dei documenti sulla natura e l'origine di questo mappamondo, non è possibile, nello stato attuale delle nostre conoscenze, di saperne di più. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Benché scritto in lingua europea, latino, portoghese, spagnuolo, o italiano, il mappamondo esposto dal Ricci interessò molto ai suoi visitatori, i quali, nella Cina della fine del secolo XVI, non avevano mai&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/44&amp;diff=25811</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/44</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/44&amp;diff=25811"/>
		<updated>2018-02-06T09:47:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&amp;lt;center&amp;gt;CAPO III.&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;LA PRIMA EDIZIONE E LA RPIMA RISTAMPA&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt;&amp;lt;center&amp;gt;DEL MAPPAMONDO.&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(Sciaochin, ottobre 1584 - Soochow 1596).&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fin dal principio della sua attività di missionario, il Ricci vide chiaramente il metodo apostolico che ho cercato di abbozzare nelle pagine precedenti. L'occasione di metterlo in pratica gli si offrì pochi mesi appena dopo che aveva preso dimora in Sciaochin 肇慶. Egli dunque inaugurò questo metodo coi lavori di geografia e di cartografia. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Appena stabilito nella sua modesta residenza nei dintorni della nuova Torre Cciomsci 祟禧, innaalzata sul Fiume Occidentale o Sikiang 西江, prese un mappamondo stampato &amp;lt;ref&amp;gt;''R.'', I, p. 142.&amp;lt;/ref&amp;gt;, con leggende in lingua europea, che aveva portato con sè, e lo sospese alle pareti della residenza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Congetturalmente parlando, questo mappamondo avrebbe potuto appartenere a Nicola di Canerio (circa 1502), a Martino Waldseemüller o Waltzemüller (1507, 1513, 1516), a Lopo Homen (1519, 1554),&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/42&amp;diff=25809</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/42</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/42&amp;diff=25809"/>
		<updated>2018-02-06T09:45:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;scuola e si onoravano di dirsi suoi discepoli. Così in breve si sparse la fama in tutta la Cina che dal lontano Occidente era arrivato un uomo colto e dotto, dal quale gli stessi Cinesi avevano tanto da imparare! &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Era precisamente il sentimento che il Ricci si era proposto di far nascere nell'animo dei suoi uditori, per poter poi far loro capir meglio che aveva ancora lezioni di più alta importanza da inculcare, quelle cioè che potevano metterli sulla retta via della salvezza.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/41&amp;diff=25808</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/41</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/41&amp;diff=25808"/>
		<updated>2018-02-06T09:44:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;Kienan 建安王 , scrive nel 1595 il suo primo lavoro in cinese, il trattatello sull' ''Amicizia'' 交友論 , in cui rivela a quei popoli quanto di più bello hanno detto sull'argomento i filosofi e i santi dell'Occidente. Ecco che traduce, o fa tradurre, in cinese, in tutto o in parte, alcuni libri scientifici del suo antico maestro del Collegio Romano, il P. Cristoforo Clavio, per esempio, le ''Figure Isoperimetre'' &amp;lt;ref&amp;gt;''Hoaniom Chiaoi'' 圜容較義, 1614, opera postuma, insegnata 授 dal Ricci e messa in cinese 演 in dieci giorni, nel dicembre 1608, dal dott. [Leone] LICEZAO 李之藻 , sul quale vedi più sotto p. 59, n. 1. Trovasi in ''PCLC''., XXXI; BV., ''Barber. Orient.,'' 143, N. 16; VE.; COURANT, N. 4864. La prefazione di Licezao è del 24 aprile 1614.&amp;lt;/ref&amp;gt;, la ''Sfera''e l' ''Astrolabio'' &amp;lt;ref&amp;gt;Hoencchae Ttomsciien Ttu Sciuo'' 渾蓋通憲圖說 , opera messa in cinese 演 dal dott. [Leone] LICEZAO, edita 訂 in Chuchow 處州 , nel Chekiang, nel 1607, in due tomi da CEMHOAECCOEI [CHENG HUAI-K'UI] 鄭懷魁 , Prefetto 知府 di Chuchow. Vedi ''R.'' II, p. 334; cfr. ''ibid.,'' p. 363. Trovasi in ''PCLC.,'' XVII-XVIII; BV., ''Barber. Orient.'', 142, NN. 3-4; COURANT, N. 4899. Il Ricci ne mandò un esemplare al Generale Acquaviva nel 1608 ed uno al Clavio. Cfr. ''R.'', I, p.395; II, pp. 334, 363. Contiene in 2 tomi una Sezione Preliminare 首卷 e 2 cc. 卷, 上 e 下. Le due prefazioni sono del 21 gennaio- 19 febbraio 1607.&amp;lt;/ref&amp;gt;, l' ''Aritmetica'' &amp;lt;ref&amp;gt;''Ttomuen Soance'' 同文算指, opera postuma, insegnata 授 dal RICCI e messa in cinese 演 dal dott. Leone LICEZAO, 1614. Essa si compone di tre parti: I. Sezione preliminare 前編 in 2 cc.; II. Sezione generale 通編 in 8 cc.; III. Sezione speciale 別編 in 2 cc. Le Sezioni I e II trovansi in ''PCLC.'', XXVI-XXX; ARSI, ''Jap. Sin.'', II, 11; BV., ''Barber. Orient.'', 143, NN. 11-15. La Sezione III incompleta e in parte manoscritta si trova in COURANT, N.4863.&amp;lt;/ref&amp;gt;, e perfino i primi ''Sei Libri di Euclide''&amp;lt;ref&amp;gt;''Chiho Iüenpen'' 幾何原本, Pechino, 1607, opera tradotta oralmente 口譯 dal RICCI e messa in cinese letterario 筆受 dal dott. Paolo SIÜCOAMCCHI. Contiene 6 cc., ciascuno preceduto da una Sezione preliminare. Trovasi in ''PCLC.'', XIX-XXII; ARSI, ''Jap. Sin.'', II, 13, 12; BV., ''Barber. Orient.'', 142, NN. 5-7 e ''Racc. Gener. Orient.'', III, 290 11; VE.; COURANT, NN. 4855-4856.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Erano questi i suoi libri di testo di cui si serviva coi gravi mandarini e coi dotti letterati che ora si mettevano sulla sua&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/40&amp;diff=25807</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/40</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/40&amp;diff=25807"/>
		<updated>2018-02-06T09:40:38Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;Per completare e per perpetuare questo insegnamento orale, il Ricci fin dal 1595 pose mano all'apostolato della penna, da lui tenuto per importantissimo in Cina &amp;lt;ref&amp;gt;Cfr. ''R.'', I, pp. 454, 593; II, pp. 298, 331, 336, 337, 343, 362, 372, 375, 384.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Ammaestrato dalla propria esperienza, egli venne subito alla conglusione &amp;quot;che nella Cina si ha da fare molto frutto per via di libri e de nostre scientie&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;''R.'', II, p.257.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Uno dei suoi più grandi discepoli, il futuro Cancelliere dell'Impero, [[citesName::Paolo Siücoamcchi]] [Hsü Kuang-ch'i] 徐光啟 lo confermava in queste sue ideee, anzi non faceva altro che esortarlo a scrivere sempre altri libri &amp;quot;dicendo questo essere l'unico mezzo per dilatare e stabilire la Cristianità nella Cina&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;''R.'', II, p. 276. &amp;lt;/ref&amp;gt;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quindi è che, applicatosi con tenacia all'arido studio della difficilissima lingua cinese, in pochi anni arrivò a possederla come pochissimi Europei fino ai nostri giorni l'hanno mai posseduta. Ed ecco che, alla richiesta di Cchienciae [Ch'ien Chai] 乾齋 &amp;lt;ref&amp;gt;Il nome dato da Ricci a questo Principe &amp;quot;Chienzae&amp;quot; 乾齋, irreperibile altrove, si legge al principio di una antica copia dell' Amicizia 交友論 conservata nella VE., la quale nel margine porta questa indicazione bibliografica 吉安府彭奇寫. Fin dal principio vi si legge: 答建安王卽乾齋子友論 , ossia Trattato sull'Amicizia in risposta al Principe di Kienan [Chienngan], cioè il Filosofo Cchienciae. Questo titolo corrisponde bene all'altro che si legge sulla copia della traduzione italiana di questo trattatello conservataci nell'Archivio della Pontificia Università Gregoriana di Roma (t. 292, pp. 189-200), titolo che è concepito in questi termini: Risposta del P. Matteo Ricci da Macerata della Compagnia di Gesù intorno all'amicitia al Re Chiengan Chienzai. Tradotta dalla lingua cinese in italiano dal medesimo autore. Ciò farebbe pensare che la traduzione del Ricci, basata certamente sopre un'edizione anteriore a quella della PCLC., IV, fu fatta sopra un esemplare simile a quello della VE. Nella SM. c. 102, questo Principe porta il nome di Tuozié [To Chieh] 建安康懿王多幯. Egli assunse il titolo di Principe nel 1573 e morì nel 1601. &amp;lt;/ref&amp;gt;, Principe di&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/39&amp;diff=25806</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/39</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/39&amp;diff=25806"/>
		<updated>2018-02-06T09:39:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;mandarini, gente superiore, grandi uomini intelligenti, persone di talento e d'ingegno, e dalle loro conversazioni ho ritirato moli insegnamenti e molto profitto, di cui sono riconoscentissimo&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;CC., loc. cit., p. 52.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Mentre professava una schietta e profonda ammirazione per la Cina, il citesName::Ricci, da zelante missionario, aveva a cuore, non proprio di dire, ma piuttosto di fare indovinare ai suoi visitatori, che c'era pur qualche cosa, che essi non conoscevano ancora. A tal fine si serviva di tutti gli oggetti da lui portati o fatti venire Italia, o anche fabbricati da lui stesso sul posto; oggetti che eccitavano fortemente la curiosità dei Cinesi, i quali non ne avevano mai visto di simili. Nelle sue modeste residenze egli soleva esporre pendoli e strumenti di orologeria; vetri triangolari di Venezia; quadri del Salvatore, della Madonna di S. Maria Maggiore di Roma, o dei Santi Padri o dei Canonisti, magnificamente legati e dorati; strumenti di matematica e di astronomia, come astrolabi, sfere armillari, quadranti, meridiane; opere architettoniche, cosmografiche e geografiche; insomma tutto quello che poteva far conoscere la cultura occidentale ed eccitare nei visitatori, spesso Viceré o grandi Dignitari di Corte, alti mandarini e superbi letterati, il desiderio di saperne ancora di più. Egli discorreva coi suoi visitatori della rotondità della terra, del movimento dei pianeti, delle eclissi, e di altri simili soggetti scientifici. Poi profittava abilmente di tutto per far loro intravedere la bellezza di quella Religione, dalla quale tutta questa cultura occidentale emanava.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/36&amp;diff=25805</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/36</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/36&amp;diff=25805"/>
		<updated>2018-02-06T09:36:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;amai in cuor mio la dottrina della Cina e non credetti che dieci mila ''li''&amp;lt;ref&amp;gt;Misura itineraria cinese, variabile secondo i luoghi e i tempi, teoricamente equivalente oggi a 576 metri. Tra il II secolo d.C. il li valeva circa m. 414,5 mentre nei secoli VII-VIII d.C. il piccolo li valeva m. 454,4 e il grande li valeva m. 545.5. Cfr. Iücom, pp. 125a; 132b. Un'approsimazione del valore del li al tempo del Ricci ci è data dal Fiorentino Carletti, che restò a Macao dal 15 marzo 1598 al dicembre 1599, e che ivi conobbe uno dei primi compagni del Ricci, il P. Lazzaro Cattaneo, dal quale apprese molte cose sulla Cina. Ora, secondo il Carletti, &amp;quot;ciascuno di questi lij contiene una distanza di quanto si può sentire una persona che chiami l'altro colla sua voce in giorno quieto e sereno; e dieci di questi lij fanno... tre miglia italiane&amp;quot;. Ragionamenti / di Francesco / Carletti / Fiorentino / sopra le cose da lui vedute / ne' suoi viaggi /. Firenze. / Manni / 1701, II, pp. 126-127. Il manoscritto del Carletti, alle volte abbastanza differente dall'opera stampata, esiste ancora nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. (MS. Class. XIII, Cod. 8). Altrove egli dice che in ogni grado ci sono 60 miglia italiane e che ogni miglio italiano equivale a quattro li e mezzo; egli identifica 5750 li con 1380 miglia italiane e 8400 li con 1800 miglia italiane (ibid. pp. 213-214). La stessa definizione del li è data dal DU JARRIC, Histoire Des Choses Plus Memorables Advenues tant ez Indes Orientales, que autres païs de la descouverte des Portugais... Bourdeavs 1610, II, p. 501. Da questa definizione il Carletti deduce che nell'Atlante cinese Coamiüccao 廣與考, 1595, che ora si trova nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (MS. Class. XIII, Cod. 1 e 2), di cui egli fece regalo al Marchese Cosimo da Castiglione, gentiluomo della camera del Gran Duca di Toscana, ogni quadretto rappresenta 150 miglia italiane, cioè 5000 li. Cfr. più sotto nn. 112, 489. Il Ricci calcola 250 li per ogni grado di latitudine, forse perchè la Storia dei Ttam 唐書 (c. 31, f. 10b, esagerando ancora più, calcolava fino a 351 li e 80 passo per ogni grado di latitudine: 大率三百五十一里八十步而極差一渡極之遠. Che il Ricci conoscesse questo passo, è manifesto dalla Prefazione di Licezao 李之藻 al Mappamondo (Tavole XI-XII), dove esso ricorre e dove si fa notare che il li ha variato coi tempi. Del resto Licezao ammise che ogni grado di latitudine corrispondeva a 250 li (Prefazione alla Geografia dei Paesi Stranieri 職方外紀 dell'ALIENI in PCLC., XIII, f. Ib-2a). Opportunamente però il ch. dott. HOMUEILIEN [HUNG WEI-LIEN = William HUNG]Che il Ricci conoscesse questo passo, è manifesto dalla Prefazione di Licezao 李之藻 al Mappamondo (Tavole XI-XII), dove esso ricorre e dove si fa notare che il li ha variato coi tempi. Del resto Licezao ammise che ogni grado di latitudine corrispondeva a 250 li (Prefazione alla Geografia dei Paesi Stranieri 職方外紀 dell'ALIENI in PCLC., XIII, f. Ib-2a). Opportunamente però il ch. dott. HOMUEILIEN [HUNG WEI-LIEN = William HUNG] 洪煨蓮 osserva che il RIcci avrebbe dovuto ridurre ancora di una cinquantina di li l'esagerazione della Storia dei Ttam, giacchè ogni grado di latitudine dovrebbe corrispondere soltanto a poco più di 194 li. Cfr. Iücom, pp. 37b - 38a; n. 6.&amp;lt;/ref&amp;gt; fossero una distanza troppo grande. Dopo tre anni di viaggio&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/35&amp;diff=25804</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/35</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/35&amp;diff=25804"/>
		<updated>2018-02-06T09:36:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;irritare e per non umiliare inutilmente l'orgoglio di coloro che, nella loro semplicità, credevano di avere il monopolio della scienza, e per i quali i confini del [[citesWork::Regno di Mezzo]] coincidevano abbastanza bene coi confini del mondo, l'uno e l'altro chiamandosi l'Universo, ''Ttiensciia'' 天下 , cioè &amp;quot;[tutto quello che trovasi] sotto [la cappa del] cielo&amp;quot; !&amp;lt;br /&amp;gt; Quindi è che il Ricci non si presentò ai Cinesi come un superbo maestro, per cui tutti gli altri sarebbero stati semplici scolari ignoranti, ma come uno schietto ammiratore della Cina e dalla sua civiltà. In tutta la sua attività di missionario, durata poco meno di trenta anni, egli ebbe agio di praticare largamente la mitezza, la gentilezza, la buona grazia, il rispetto, la stima, la simpatia, insomma tutte le virtù necessarie e anzi indispensabili per guadagnarsi l'affetto e la stima di un popolo di antica cultura, come il cinese. Le conversazioni catechistiche che egli ebbe fin dai primi anni coi grandi letterati e mandarini, il cui testo cinese è stato da me recentemente scoperto, giocano proprio a lui, che vi impara tanta belle cose!&amp;lt;br /&amp;gt; Egli diceva, per esempio, ai suoi visitatori: &amp;quot;La Cina, questo grande paese, essendo lontana dal mio regno, non aveva mai avuto relazione con esso. Ecco perchè non conobbe il Signore del Cielo 天主&amp;lt;ref&amp;gt;È generalmente noto che i primi missionari gesuiti in Cina chiamarono Dio il &amp;quot;Signore del Cielo&amp;quot; 天主, ossia Ttienciu [= Celeste 天 Signore 主], solo nome approvato poi dalla Chiesa e anche oggi in uso dai Cattolici, non solo in Cina ma in tutto l'Estremo Oriente. Questo nome sembra essere stato trovato nel luglio-agosto 1583 da un giovane di Sciaochin, chiamato dal Ricci Cinnico (陳?), il quale fu uno dei primi Cinesi che ricevettero il battesimo solenne il 21 novembre 1584, prendendosi il nome di Giovanni. Il Ruggieri e il Ricci, arrivando a Sciaochin il 10 settembre 1583, videro quel nome Ttienciu 天主 scritto da questo giovane &amp;quot; nel mezzo del muro &amp;quot;, &amp;quot; in una tavoletta &amp;quot; posta in luogo di quadro nella saletta di sua casa, dove conservava l'altarino portatile lasciatogli in custodia dal Ruggieri, quando questi dovette fuggire da Sciaochin verso il maggio 1583 (R., I, pp. 126, 131). I due missionari ignoravano nel 1583 che per i Buddisti Ttienciu 天主 era Indra, e che perfino i Taoisti onoravano una divinità sotto questo nome. Essi ignoravano ancora di più, che, molto prima dell'introduzione del Buddismo in Cina, il Signor del Cielo era conosciuto dai Cinesi, poichè egli era uno degli Otto Signori (cioè del cielo 天主 , della terra, della guerra, del princio femminile in, del principio maschile iam, della luna, del sole e delle quattro stagioni9, ai quali fin dal 219 a.C. sacrificò l'Imperatore Scehoamti [Shih Huang-ti] 始皇帝 della dinastia Zzin [Ch'in] 秦. Cfr. CHAVANNES, Mèmoires historiques de Se-ma Ts'ien, III, pp. 432-435. Questo testo però è suscettibile di un'altra traduzione, come ivi stesso avverte sagacemente l'eminente sinologo. Invece di leggere: 八神. 一日天主. 祠天齊; gli Otto Spiriti: il primo si chiama Signore del Cielo; gli si sacrifica al [lago chiamato] &amp;quot;Ombellico celeste&amp;quot;; altri leggono: 八神. 一日天主. 主祠天齊; gli Otto Spiriti: il primo si chiama Cielo; egli presiede al sacrificio [che si fa] al [lago chiamato] &amp;quot;Ombellico celeste&amp;quot;. Ma il testo stesso dello storico cinese dà ad intendere che questi Otto Spiriti, senza indicarne però i nomi, sarebbero stati venerati fin dalla antichità, o almeno fin dal secolo XII a.C. E quando il Ricci più tardi venne forse a conoscenza di questa origine buddista o pagana , l'uso della parola era ormai troppo ivalso per poter introdurre un altro vocabolo senza sconcertare le menti e le coscienze. Dalla Cina questo nome Ttienciu dovette passare poi in Giappone, dove S. Francesco Saverio si era servito prima della parola Dainici 大日 [= Grande Sole], poi di Teno 天道 [= Via del Cielo] e finalmente della parola latina Deus. Cfr. SCHURHAMMER, Das kirchliche Sprachproblem in der Japanischen Jesuitenmission des 16 und 17 Jahrhunderts. Tokyo, 1928, pp. 25-42. Il primo documento stampato, nel quale l'Europa potè leggere questo nome, dovette essere il Breve Raguaglio / dell'isola del Giappone, / Et di questi Signori, che di là son venuti à dar obedientia / alla Santità di N. S. Papa Gregorio XIII, di quattro fogli in 4°, stampato in Modena non si sa quando, ma probabilmente negli anni che seguirono da vicino l'ambasceria dei Principi giapponesi, la quale avvenne nel 1584. Al verso del titolo, secondo il CORDIER (Bibliotheca Japonica, Parigi, 1912, p.98) si legge: Lingua Giapponica. Dio. Tonxù, idem est quod Dominus coeli. Evidentemente Tonxù = Tonsciu = Ttienciu 天主.&amp;lt;/ref&amp;gt; e non ebbe notizia del Vangelo. Io, sacerdote, fin dall'Europa&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/35&amp;diff=25803</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/35</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/35&amp;diff=25803"/>
		<updated>2018-02-06T09:35:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;irritare e per non umiliare inutilmente l'orgoglio di coloro che, nella loro semplicità, credevano di avere il monopolio della scienza, e per i quali i confini del [[citesWork::Regno di Mezzo]] coincidevano abbastanza bene coi confini del mondo, l'uno e l'altro chiamandosi l'Universo, ''Ttiensciia''天下 , cioè &amp;quot;[tutto quello che trovasi] sotto [la cappa del] cielo&amp;quot; !&amp;lt;br /&amp;gt; Quindi è che il Ricci non si presentò ai Cinesi come un superbo maestro, per cui tutti gli altri sarebbero stati semplici scolari ignoranti, ma come uno schietto ammiratore della Cina e dalla sua civiltà. In tutta la sua attività di missionario, durata poco meno di trenta anni, egli ebbe agio di praticare largamente la mitezza, la gentilezza, la buona grazia, il rispetto, la stima, la simpatia, insomma tutte le virtù necessarie e anzi indispensabili per guadagnarsi l'affetto e la stima di un popolo di antica cultura, come il cinese. Le conversazioni catechistiche che egli ebbe fin dai primi anni coi grandi letterati e mandarini, il cui testo cinese è stato da me recentemente scoperto, giocano proprio a lui, che vi impara tanta belle cose!&amp;lt;br /&amp;gt; Egli diceva, per esempio, ai suoi visitatori: &amp;quot;La Cina, questo grande paese, essendo lontana dal mio regno, non aveva mai avuto relazione con esso. Ecco perchè non conobbe il Signore del Cielo 天主&amp;lt;ref&amp;gt;È generalmente noto che i primi missionari gesuiti in Cina chiamarono Dio il &amp;quot;Signore del Cielo&amp;quot; 天主, ossia Ttienciu [= Celeste 天 Signore 主], solo nome approvato poi dalla Chiesa e anche oggi in uso dai Cattolici, non solo in Cina ma in tutto l'Estremo Oriente. Questo nome sembra essere stato trovato nel luglio-agosto 1583 da un giovane di Sciaochin, chiamato dal Ricci Cinnico (陳?), il quale fu uno dei primi Cinesi che ricevettero il battesimo solenne il 21 novembre 1584, prendendosi il nome di Giovanni. Il Ruggieri e il Ricci, arrivando a Sciaochin il 10 settembre 1583, videro quel nome Ttienciu 天主 scritto da questo giovane &amp;quot; nel mezzo del muro &amp;quot;, &amp;quot; in una tavoletta &amp;quot; posta in luogo di quadro nella saletta di sua casa, dove conservava l'altarino portatile lasciatogli in custodia dal Ruggieri, quando questi dovette fuggire da Sciaochin verso il maggio 1583 (R., I, pp. 126, 131). I due missionari ignoravano nel 1583 che per i Buddisti Ttienciu 天主 era Indra, e che perfino i Taoisti onoravano una divinità sotto questo nome. Essi ignoravano ancora di più, che, molto prima dell'introduzione del Buddismo in Cina, il Signor del Cielo era conosciuto dai Cinesi, poichè egli era uno degli Otto Signori (cioè del cielo 天主 , della terra, della guerra, del princio femminile in, del principio maschile iam, della luna, del sole e delle quattro stagioni9, ai quali fin dal 219 a.C. sacrificò l'Imperatore Scehoamti [Shih Huang-ti] 始皇帝 della dinastia Zzin [Ch'in] 秦. Cfr. CHAVANNES, Mèmoires historiques de Se-ma Ts'ien, III, pp. 432-435. Questo testo però è suscettibile di un'altra traduzione, come ivi stesso avverte sagacemente l'eminente sinologo. Invece di leggere: 八神. 一日天主. 祠天齊; gli Otto Spiriti: il primo si chiama Signore del Cielo; gli si sacrifica al [lago chiamato] &amp;quot;Ombellico celeste&amp;quot;; altri leggono: 八神. 一日天主. 主祠天齊; gli Otto Spiriti: il primo si chiama Cielo; egli presiede al sacrificio [che si fa] al [lago chiamato] &amp;quot;Ombellico celeste&amp;quot;. Ma il testo stesso dello storico cinese dà ad intendere che questi Otto Spiriti, senza indicarne però i nomi, sarebbero stati venerati fin dalla antichità, o almeno fin dal secolo XII a.C. E quando il Ricci più tardi venne forse a conoscenza di questa origine buddista o pagana , l'uso della parola era ormai troppo ivalso per poter introdurre un altro vocabolo senza sconcertare le menti e le coscienze. Dalla Cina questo nome Ttienciu dovette passare poi in Giappone, dove S. Francesco Saverio si era servito prima della parola Dainici 大日 [= Grande Sole], poi di Teno 天道 [= Via del Cielo] e finalmente della parola latina Deus. Cfr. SCHURHAMMER, Das kirchliche Sprachproblem in der Japanischen Jesuitenmission des 16 und 17 Jahrhunderts. Tokyo, 1928, pp. 25-42. Il primo documento stampato, nel quale l'Europa potè leggere questo nome, dovette essere il Breve Raguaglio / dell'isola del Giappone, / Et di questi Signori, che di là son venuti à dar obedientia / alla Santità di N. S. Papa Gregorio XIII, di quattro fogli in 4°, stampato in Modena non si sa quando, ma probabilmente negli anni che seguirono da vicino l'ambasceria dei Principi giapponesi, la quale avvenne nel 1584. Al verso del titolo, secondo il CORDIER (Bibliotheca Japonica, Parigi, 1912, p.98) si legge: Lingua Giapponica. Dio. Tonxù, idem est quod Dominus coeli. Evidentemente Tonxù = Tonsciu = Ttienciu 天主.&amp;lt;/ref&amp;gt; e non ebbe notizia del Vangelo. Io, sacerdote, fin dall'Europa&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/34&amp;diff=25802</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/34</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/34&amp;diff=25802"/>
		<updated>2018-02-06T09:35:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&amp;lt;center&amp;gt;CAPO II&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;LA SCIENZA AL SERVIZIO DEL VANGELO&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Guidato e sorretto dal Valignano, suo Superiore, il Ricci era convinto che non s'insegna il Vangelo nello stesso modo ai popoli barbari che mancano di letteratura e perfino l'alfabeto, e ai popoli che posseggono una letteratura abbondante e magari una civiltà plurimillenaria. Il popolo cinese, geloso ed altero della sua storia così antica, e spregiatore, al pari dei Greci e dei Romani, di tutto ciò che non era di casa propria e che era , per fatto stesso, &amp;quot;barbaro&amp;quot; ai suoi occhi, non poteva essere trattato alla pari d'una tribù selvaggia dell'Africa o dell'America. Occorreva innanzi tutto far conoscere ai Cinesi un'altra cultura, da essi totalmente ignorata, la cultura occidentale, nata dal Vangelo, venerabile per antichità di origine, ripiena della sapienza antica, benefica nelle istituzioni sociali, pura e retta nei costumi, vasta e profonda nelle scienze umane, come le matematiche, la fisica, l'astronomia ecc., splendida e nobile nelle belle arti. Conosciuta che l'avessero i Cinesi si sarebbero persuasi facilmente che la sorgente di tanti beni doveva essere la vita nuova trasfusa nella Roma pagana da quel Cristianesimo professato ed inculcato da quei dotti letterati, venuti ad essi dagli ultimi confini dell'Estremo Occidente. E nello stesso presentare questa civiltà occidentale, quanto tatto era necessario per non&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/33&amp;diff=25801</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/33</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/33&amp;diff=25801"/>
		<updated>2018-02-06T09:34:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;una quarta in Nanchino, e finalmente1-2nel 1601, la quinta ed ultima in Pechino, dove morì l'11 maggio 1610&amp;lt;ref&amp;gt; Per tutti questi fatti, la fonte più attendibile sono le Opere Storiche del Padre Matteo Ricci S. I. edite dal P. Pietro TACCHI VENTURI S. I. Macerata, I, 1911; II, 1913 - Può parere strano che autori che scrivono sul Ricci, anche venti e più anni sopo la pubblicazione di queste Opere, sembrano non conoscerle o almeno non se ne servono, attingendo a rivoli più o meno puri piuttosto che alla fonte stessa. A. B. DUVIGNEAU, C. M., scrivendo nel 1935 sulla Cartografia cinese, a proposito di Matteo Ricci(BCP., 1935, pp. 258-263, 304-310, 373-380, 430-434, 482-488), citerà lunghi estratti dal TRIGAULT (p. es., pp. 373-377, note). GLi editori del PFISTER, Notices biographiques et bibliographiques sur les Jésuites de l'ancienne mission de Chine, Shanghai, nella biografia del Ricci, pur non ignorando l'esistenza delle Opere, nel 1932 si serviranno della traduzione francese del TRIGAULT del 1616 (p. es., pp. 25 n. 1, 28, 32-33). Peggio ancora, Virgilio PINOT, raccontando nel suo libro, La Chine et la formation de l'esprit philosophique en France, Parigi, (pp. 21-22), le origini della missione cinese, attingerà nel 1932 le sue notizie sul Ricci alla traduzione francese, poco sicura, del KIRCHER, China Illustrata, fatta nel 1670 più o meno sul testo latino del 1667, il quale, su questo punto, dipende a sua volta dal latino del TRIGAULT. Le giuste esigenze della critica moderna non sembrarono approvare questo modo di scrivere la storia. - Una seconda edizione notabilmente accresciuta di queste Opere, a cura del presente autore, in cui troveranno luogo non solo i caratteri cinesi dei nomi di persone e di luoghi di cui parla il testo, ma anche abbondanti note, estratte da fonti cinesi, e una gran copia di documenti inediti, da me scoperti di recente, è in corso di stampa presso l'Istituto Poligrafico dello Stato in Roma. Data la ricchezza dei documenti e del commento, questa nuova edizione, interamente rifatta, comprenderà parecchi grossi volumi.&lt;br /&gt;
&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/32&amp;diff=25800</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/32</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/32&amp;diff=25800"/>
		<updated>2018-02-06T09:33:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;studiare la lingua e le istituzioni cinesi, aspettando così il momento opportuno di farsi strada nell'impenetrabile [[citesPlace::Regno di Mezzo]] e di fissarvi stabile dimora.&amp;lt;br/&amp;gt; Ciò gli riuscì di fare il 10 settembre 1583, dopo poco più di un anno di preparazione e di attesa in Macao, quando, insieme con Ruggieri, potette stabilirsi nella città di [[citesPlace::Sciaochin]], la moderna Shiuhing 肇慶, nel sud-ovest del Kwangtung, allora sede del Viceré delle due provincie civili del Kwangtung e del Kwangsi. Ottenuta licenza dallo stesso Viceré di edificare ivi una residenza e una chiesa intitolata al ''Fior dei Santi'' 僊花 , cioè alla Vergine Immacolata&amp;lt;ref&amp;gt;Questo ''Fior dei Santi'' 僊花 era &amp;quot; la Regina del Cielo, Nostra Signora &amp;quot;, a cui la casa, e quindi questa prima chiesa, era dedicata, come si rileva dalla lettera del Ricci al Generale Claudio Acquaviva in data 28 ottobre 1585. ''R''., II, p. 58.&amp;lt;/ref&amp;gt;, dette così principio a quelle missioni cattoliche della Cina, che, durate fino ad oggi, non avrebbero più patito interruzione. &amp;lt;br /&amp;gt; Fermo nel piano suggeritogli dal Valignano, che, a rendere stabile la predicazione del Vangelo in Cina, conveniva raggiungere le due Capitali dell'Impero, quella del sud o Nanchino 南京 , e quella del nord o Pechino 北京 , per convertire lo stesso Imperatore, o almeno renderselo favorevole, negli anni seguenti, il Ricci avanzò pasoo a passo dal mezzogiorno al settentrione, con la mira sempre fissa alla metropoli dell'Impero. Così, sei anni dopo di aver fondato la prima residenza in Sciaochin, nel 1589 ne aprì una seconda in Sciaoceu, la moderna Shiuchow 韶州 , nel nord del Kwangtung, indi nel 1595 una terza in Nanchang 南昌 , capoluogo del Kiangsi, poi nel 1599&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/32&amp;diff=25799</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/32</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/32&amp;diff=25799"/>
		<updated>2018-02-06T09:31:42Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;studiare la lingua e le istituzioni cinesi, aspettando così il momento opportuno di farsi strada nell'impenetrabile [[citesPlace::Regno di Mezzo]] e di fissarvi stabile dimora.&amp;lt;br/&amp;gt; Ciò gli riuscì di fare il 10 settembre 1583, dopo poco più di un anno di preparazione e di attesa in Macao, quando, insieme con Ruggieri, potette stabilirsi nella città di [[citesPlace::Sciaochin]], la moderna Shiuhing 肇慶, nel sud-ovest del Kwangtung, allora sede del Viceré delle due provincie civili del Kwangtung e del Kwangsi. Ottenuta licenza dallo stesso Viceré di edificare ivi una residenza e una chiesa intitolata al ''Fior dei Santi'' 僊花 , cioè alla Vergine Immacolata&amp;lt;ref&amp;gt;Questo ''Fior dei Santi'' 僊花 era &amp;quot; la Regina del Cielo, Nostra Signora &amp;quot;, a cui la casa, e quindi questa prima chiesa, era dedicata, come si rileva dalla lettera del Ricci al Generale Claudio Acquaviva in data 28 ottobre 1585. ''R''., II, p. 58.&amp;lt;/ref&amp;gt;, dette così principio a quelle missioni cattoliche della Cina, che, durate fino ad oggi, non avrebbero più patito interruzione. &amp;lt;br /&amp;gt; Fermo nel piano suggeritogli dal Valignano, che, a rendere stabile la predicazione del Vangelo in Cina, conveniva raggiungere le due Capitali dell'Impero, quella del sud o Nanchino 南京 , e quella del nord o Pechino 北京 , per convertire lo stesso Imperatore, o almeno renderselo favorevole, negli anni seguenti, il Ricci avanzò pasoo a passo dal mezzogiorno al settentrione, con la mira sempre fissa alla metropoli dell'Impero. Così, sei anni dopo di aver fondato la prima residenza in Sciaochin, nel 1589 ne aprì una seconda in [[citesPlace::Sciaoceu]], la moderna Shiuchow 韶州 , nel nord del Kwangtung, indi nel 1595 una terza in [[citesPlace::Nanchang 南昌]] , capoluogo del Kiangsi, poi nel 1599&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/31&amp;diff=25798</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/31</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/31&amp;diff=25798"/>
		<updated>2018-02-06T09:27:11Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;umane. Oridnato sacerdote, e, celebrata di [[citesPlace::Cocin]] la sua prima Messa il 26 luglio 1580, fece ritorno a Goa, dove nel 1581-1582 continuò e terminò lo studio interrotto della teologia. Verso il 15 aprile 1582, il chietino [[citesName::Alessandro Valignano]],&amp;lt;ref&amp;gt;Gli autori che hanno scritto di lui lo chiamano ordinariamente Valignani, eccetto pochissimi scrittori, p. es. il BRUCKER negli Etudes, 1910, t. 124, p. 193. Nei documenti del secolo XV, anteriori al P. Alessandro, &amp;quot;non è costante la scrittura di questo cognome: in alcuni si legge de Valignano, in altri de Valegnano e Valignani, come ha opportunamente osservato il ch. Mons. Antonio BALDUCCI nel suo Regesto delle Pergamene e Codici del Capitolo Metropolitano di Chieti, Casalbordino, 1929, p. 32, n. 1. È certo però che il P. Alessandro firmava nel suo carteggio Valignano, qualche volta Valegnano, mai Valignani. -Questo argomento non può avere un valore decisivo, data la grande libertà di cui si servivano nell'ortografia dei nomi propri durante i secoli XVI-XVII, non solo gli scrittori parlando di terze persone, ma anche lo stesso personaggio parlando di se stesso o firmando il proprio nome. Il P. Alessandro però è molto più costante dei suoi contemporanei nella grafia del suo nome, non ammettendo che le due varianti riferite sopra. Anche il Ricci e tutti i suoi contemporanei lo chiamano Valignano, mai Valignani. I membri lontani della famiglia oggi scrivono sempre Valignani. Non è improbabile che la forma plurale, specialmente sotto l'influenza della lingua toscana, sia dovuta alla forma parimente plurale del feudo della famiglia. Il feudo di cui si tratta è un paesello che conta oggi poco più di 1000 abitanti, a 310 m. sul livello del mare, nella provincia prima di Chieti, ora di Pescara. Esso nei documenti dei sec. XI e XII, come gentilmente me lo fa osservare il sullodato Mons. Balducci, è chiamato semplicemente Turri, mentre oggi porta il nome di Turrivalignani. Fu quando il feudo passò alla famiglia, che i Valignano divennero Valignani. In ogni modo, stimo che la grafia Valignano è da preferirsi pel P. Alessandro.&amp;lt;/ref&amp;gt; che governava allora col titolo di Visitatore, tutte le missioni dei gesuiti dall'India al Giappone, lo chiamò a Macao, dove da una quindicina di anni si era stabilita una colonia portoghese, e dove si trovava già il suo antico compagnio di viaggio, il [[citesName::P. Michele Ruggieri]], che ivi l'aveva preceduto fin dal luglio 1579. Partito da Goa il 26 aprile 1582, il Ricci approdò a [[citesPlace::Macao]] il 7 agosto dello stesso anno, e si mise subito di proposito a&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/31&amp;diff=25797</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/31</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/31&amp;diff=25797"/>
		<updated>2018-02-06T09:26:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;umane. Oridnato sacerdote, e, celebrata di [[citesPlace::Cocin]] la sua prima Messa il 26 luglio 1580, fece ritorno a Goa, dove nel 1581-1582 continuò e terminò lo studio interrotto della teologia. Verso il 15 aprile 1582, il chietino [[citesName::Alessandro Valignano]],&amp;lt;ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Jump up ↑ Gli autori che hanno scritto di lui lo chiamano ordinariamente Valignani, eccetto pochissimi scrittori, p. es. il BRUCKER negli Etudes, 1910, t. 124, p. 193. Nei documenti del secolo XV, anteriori al P. Alessandro, &amp;quot;non è costante la scrittura di questo cognome: in alcuni si legge de Valignano, in altri de Valegnano e Valignani, come ha opportunamente osservato il ch. Mons. Antonio BALDUCCI nel suo Regesto delle Pergamene e Codici del Capitolo Metropolitano di Chieti, Casalbordino, 1929, p. 32, n. 1. È certo però che il P. Alessandro firmava nel suo carteggio Valignano, qualche volta Valegnano, mai Valignani. -Questo argomento non può avere un valore decisivo, data la grande libertà di cui si servivano nell'ortografia dei nomi propri durante i secoli XVI-XVII, non solo gli scrittori parlando di terze persone, ma anche lo stesso personaggio parlando di se stesso o firmando il proprio nome. Il P. Alessandro però è molto più costante dei suoi contemporanei nella grafia del suo nome, non ammettendo che le due varianti riferite sopra. Anche il Ricci e tutti i suoi contemporanei lo chiamano Valignano, mai Valignani. I membri lontani della famiglia oggi scrivono sempre Valignani. Non è improbabile che la forma plurale, specialmente sotto l'influenza della lingua toscana, sia dovuta alla forma parimente plurale del feudo della famiglia. Il feudo di cui si tratta è un paesello che conta oggi poco più di 1000 abitanti, a 310 m. sul livello del mare, nella provincia prima di Chieti, ora di Pescara. Esso nei documenti dei sec. XI e XII, come gentilmente me lo fa osservare il sullodato Mons. Balducci, è chiamato semplicemente Turri, mentre oggi porta il nome di Turrivalignani. Fu quando il feudo passò alla famiglia, che i Valignano divennero Valignani. In ogni modo, stimo che la grafia Valignano è da preferirsi pel P. Alessandro.&amp;lt;/ref&amp;gt; che governava allora col titolo di Visitatore, tutte le missioni dei gesuiti dall'India al Giappone, lo chiamò a Macao, dove da una quindicina di anni si era stabilita una colonia portoghese, e dove si trovava già il suo antico compagnio di viaggio, il [[citesName::P. Michele Ruggieri]], che ivi l'aveva preceduto fin dal luglio 1579. Partito da Goa il 26 aprile 1582, il Ricci approdò a [[citesPlace::Macao]] il 7 agosto dello stesso anno, e si mise subito di proposito a&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/30&amp;diff=25796</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/30</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/30&amp;diff=25796"/>
		<updated>2018-02-06T09:24:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;Durante i suoi studi nel Collegio Romano si sviluppò in lui il desiderio di spendere la sua vita nelle missioni lontane. A questo fine il 18 maggio 1577, non ancora sacerdote, disse addio all'eterna città, e da Genova d'imbarcò per Lisbona. Arrivato però troppo tardi in Portogallo per poter prendervi la nave di quell'anno, gli convenne aspettare in Coimbra, dove continuò i suoi studi di teologia, fino al 24 marzo 1578 quando, in compagnia di altri tredici, tra cui il suo futuro compagno in Cina, il [[citesName::P. Michele Ruggieri]], e il suo primo Superiore di missione P. Eduárdo de Sande, salpò da Lisbona per le Indie Orientali.&lt;br /&gt;
Giunto a [[citesPlace::Goa]] il 13 settembre 1578, prima ivi stesso, poi, durante un semestre, in [[citesPlace::Cocin]], fu applicato all'insegnamento delle lettere&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/30&amp;diff=25795</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/30</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/30&amp;diff=25795"/>
		<updated>2018-02-06T09:24:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;Durante i suoi studi nel Collegio Romano si sviluppò in lui il desiderio di spendere la sua vita nelle missioni lontane. A questo fine il 18 maggio 1577, non ancora sacerdote, disse addio all'eterna città, e da Genova d'imbarcò per Lisbona. Arrivato però troppo tardi in Portogallo per poter prendervi la nave di quell'anno, gli convenne aspettare in Coimbra, dove continuò i suoi studi di teologia, fino al 24 marzo 1578 quando, in compagnia di altri tredici, tra cui il suo futuro compagno in Cina, il [[citesName::P. Michele Ruggieri]], e il suo primo Superiore di missione P. Eduárdo de Sande, salpò da Lisbona per le Indie Orientali.&lt;br /&gt;
Giunto a Goa il 13 settembre 1578, prima ivi stesso, poi, durante un semestre, in [[citesPlace::Cocin]], fu applicato all'insegnamento delle lettere&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/29&amp;diff=25794</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/29</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/29&amp;diff=25794"/>
		<updated>2018-02-06T09:23:22Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;poi dai gesuiti che aprirono un colleggio in [[citesPlace::Macerata]] nel maggio 1561, il giovane Ricci, al princio dello stdio del diritto. Attirato però dall'esempio del suo conterraneo, il P. Giulio Mancinelli S. I., rinunziando ai suoi primi disegni, tre anni dopo, domandò ed ottenne l'ammissione nel giovane Ordine della Compagnia di Gesù, dove entrò il 15 agosto 1571, incominciando il suo tirocinio in [[citesPlace::S. Andrea del Quirinale]] in Roma sotto la direzione del [[citesName::P. Fabio dei Fabii]], maestro dei novizi. Al principio del gennaio seguente venne mandato, ancora novizio, alla casa professa di Roma, dove il 25 maggio 1572 si legò a Dio coi tre voti religiosi. Fatta una breve dimora in un collegio della Toscana, probabilmente Firenze, il 17 settembre 1572 fu mandato al Collegio Romano, dove studiò sotto la guida del celebre [[citesName::P. Cristoforo Clavio]]&amp;lt;ref&amp;gt; Cristoforo Klau, latinizzato Clavius, donde, in italiano, Clavio (1538-1612) nacque a Bamberg in Germania. Nel febbraio 1555, fu ricevuto nella Compagnia di Gesù in Roma dallo stesso fondatore, S. Ignazio. Iniziò lo studio della filosofia a Coimbra in Portogallo, dove cominciò a rivelare il suo straordinario talento per le matematiche. Nel maggio 1561 era già di ritorno a Roma, dove lo si trova tra gli studenti del terzo anno di fisica. Al prcipio dell'anno scolastico 1563, non ancora sacerdote, cominciò nel Collegio Romano quell'insegnamento delle matematiche, che, dopo il sacerdozio (1563 o 1564) e lo studio della teologia, dal 1566 in poi doveva continuare ivi stesso per lunghi anni, e che doveva renderlo tanto celebre. Scienziati tedeschi facevano il viaggio di Roma per poter fare la sua conoscenza, e non mancavano di quelli che preferivano i suoi biasimi alle lodi degli altri. Il Ricci lo ebbe maestro nel Collegio Romano dal 1572 al 1575. L'8 settembre 1575 il Clavio fece in Roma la professione dei quattro voti. Egli godette la stima di Gregorio XIII e di Sisto V, strinse amicizia con Galileo, tenne corrispondenza con Tycho Brahe, col dotto padovano Giovanni Antonio Magini e con altri insigni scienziati di quel tempo. Si rese celebre per la riforma gregoriana del calendario nel 1582 e per le sue numerose opere più volte stampate separatamente, e riunite nel 1611-1612, poco prima della sua morte, sotto il titolo di Opera Mathematica, a Magonza, in cinque volumi in folio. Più d'una volta egli stesso fece omaggio delle sue opere scientifiche al suo antico alunno, diventato missionario della Cina ; alcuni di questi omaggi con la dedica dell'autore al Ricci esistono ancora oggi nell'antica biblioteca dei gesuiti di Pechino (BP), ora tra le mani dei lazzaristi al Péttam 北堂 o Chiesa del Nord, in Peiping ( = Pechino). Il Ricci nell'insegnare, tradurre e adattare le opere del Clavio in Cina, lo fece conoscere ai grandi letterati dle Regno di Mezzo, diventati suoi intimi amici e suoi alti ammiratori, sotto il cognome di Sig. Tim [Ting] 丁 , che significa &amp;quot;chiodo&amp;quot; ( = clavus = Clavius). Il Clavio morì nell'età do settantatre anni a Roma dopo la mezzanotte dal 5 al 6 gennaio 1612. La biblioteca della Pontificia Università Gregoriana in Roma possiede del Clavio un ritratto coevo, mentre l'Archivio ne conserva un voluminoso carteggio inedito. Cfr. NADAL, Epistolae, in Monumenta Historica Societatis Iesu, Madrid, 1889, II, p. 459; Catalogus eorum qui in Societate Jesu Romae versantur suo finem mensis maij anno MDLXI, in SOMMERVOGEL, Les Jèsuites de Rome et de Vienne d'après un Catalogue rarissime de l'époque, Lovanio, 1892, p. XV; Giovan Battista RICCIOLI, Almagestum novum astronomiam veterem novamque complectens, Bologna, 1651, I, Prima Pars, p.XXXII, col. 2.; DUHR, Geschichte der Jesuiten in Ländern deutschen Zunge, Friburgo, 1913, II, 2, pp. 430-432. VE., MS. Fondo gesuiti, N. 1645; Prefazione del dott. Paolo SIÜCOAMCCHI [HSÜ KUANG-CH'I] 徐光啟 alla traduzione cinese dei primi Sei Libri d'Euclide 幾何原本, in PCL., XIX, f. 2a-b. &amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/28&amp;diff=25793</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/28</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/28&amp;diff=25793"/>
		<updated>2018-02-06T09:21:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&amp;lt;center&amp;gt;CAPO I&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;BR/ &amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;L'AUTORE DEL MAPPAMONDO&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;BR/ &amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;IL P. MATTEO RICCI&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;BR/ &amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(1552-1610)&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;BR/ &amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poco meno di due mesi prima che [[citesName::S. Francesco Saverio]], l'apostolo delle Indie e del Giappone, spirasse il 3 dicembre &amp;lt;ref&amp;gt;Cfr. ''Monumenta Historia Societatis Jesu, Monumenta Xaveriana'', Madrid, I, 1899-1900, p. 191; II, 1912, pp. 791-794, n. 3, 813-814, 930&amp;lt;/ref&amp;gt; dinanzi al continente cinese, dove non gli era riuscito di approdare, nasceva in [[citesPlace::Macerata]] nelle Marche, in Italia, il 6 ottobre 1552, da [[citesName::Giovanni Battista Ricci]] e da Giovanna Angiolelli, primarie famiglie della città, colui che, sotto il nome di Matteo Ricci (fig. 1), era destinato dalla divina Provvidenza a riprendere la predicazione del Vangelo in Cina. Questa predicazione vi era stata già iniziata dai francescani nel 1294, ma poi era stata interrotta fin dal 1368 incirca, e varie volte era stata inutilmente ritentata da una sessantina di missionari, appartenenti, sia alla Compagnia di Gesù, sia all'Ordine di S. Francesco o ad altri Ordini religiosi.&lt;br /&gt;
Trascorsi i primi sedici anni nella sua città nativa, dove fu iniziato allo studio delle lettere, prima dal sacerdote Don Nicola Bencivegni,&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/16&amp;diff=25792</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/16</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/16&amp;diff=25792"/>
		<updated>2018-02-06T09:19:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;Possa questa pubblicazione non essere troppo indegna dell'alto patronato della Biblioteca Vaticana, sotto il quale essa esce, e, secondo l'espressione di S. E. il [[citesName::Card. Tisserant]], &amp;quot; far apparire meglio i meriti dell'illustre e dotto missionario&amp;quot;, il P. Matteo Ricci, che mettendo la scienza al servizio del Vangelo, si fece anche geografo e cartografo in Cina per farsi meglio missionario ed apostolo di Gesù Cristo.&amp;lt;BR/ &amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PASQUALE M. D'ELIA S.I.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/15&amp;diff=25791</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/15</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/15&amp;diff=25791"/>
		<updated>2018-02-06T09:18:42Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;PucciWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;Due indici, quello dei nomi geografici che s'incontrano sul mappamondo ricciano coll'indicazione del luogo esatto in cui si trovano, e quello analitico di tutto ciò che è contenuto nel Saggio Storico, nelle Leggende del mappamondo e nelle Note alle Tavole geografiche renderanno relativamente facili le ricerche degli studiosi. L'opera certo non è ancora perfetta. In modo particolare avrei desiderato che il testo cinese fosse più leggibile sulle riproduzioni dell'originale e che le leggende della traduzione spiccassero maggiormente: la cosa non ha dipeso da me, ma da chi ha curato queste Tavole. Con maggior diligenza da parte dello stampatore delle medesime Tavole, si avrebbero potuto evitare parecchi errori tipografici occorsi nelle Carte geografiche. Avrei inoltre desiderato di non lasciare nessun nome geografico non identificato. Ma tutto ciò non mi è stato possibile. Il presente lavoro resta dunque suscettibile di ulteriori ritocchi e perfezionamenti. Così com'è, però, la presente opera dovrebbe interessare i dotti e le grandi biblioteche del mondo. In tal modo, questo mappamondo ricciano, restato per gli Occidentali libro chiuso per più di tre secoli, adesso, per la prima volta, potrà essere di utilità generale a tutti gli studiosi. Speciali e sentiti ringraziamenti debbo al [[citesName::prof. Paolo Pelliot]] per parecchie utilissime indicazioni che si è compiaciuto di darmi e per l'interesse mostrato a questa opera. Al [[citesName::P. Lorenzo Rocci S.I.]], che è l'autore della dedica latina al S. Padre, debbo pure un ringraziamento tutto speciale.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/14&amp;diff=25789</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/14</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/14&amp;diff=25789"/>
		<updated>2018-02-06T09:16:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;mappamondo ricciano, le sue edizioni e ristampe, le cinque copie attualmente esistenti di cui si discute l'autenticità o meno, il contributo del Name alle conoscenze geografiche e cartografiche dei Cinesi, le fonti del suo mappamondo.&lt;br /&gt;
La seconda parte, che porta il titolo di [[citesWork::Tavole Geografiche]] (fuori testo), riproduce l'originale cinese del mappamondo vaticano con accanto la traduzione italiana. Dopo una Tavola che dà l'insieme dei sei quadri dell'originale e un'altra che dà l'insieme della traduzione, viene la riproduzione dei singoli quadri originali (ciascuno diviso in due metà) colla traduzione italiana di essi di fronte, dove ciascun nome e ciascuna leggenda occupa esattamente lo stesso posto che nell'originale. In tal modo, i geografi, gli storici della geografia, e gli studiosi in genere, anche se completamente ignari della lingua cinese, possono facilmente e esattamente rendersi conto di tutto quello che il Ricci ha messo nel suo mappamondo di Pechino del 1602. Per fare opera completa sono stati riprodotti pure gli altri quattro esemplari del mappamondo ricciano che esistono altrove nel mondo, anche se solo uno di questi sia autentico.&lt;br /&gt;
La terza parte, che va sotto il titolo di [[citesWork::Note alle Tavole Geografiche]] (pp. 193-238), chiarifica, in 500 note, qualche punto oscuro tanto dei nomi geografici, quanto delle leggende del mappamondo ricciano. In queste note spesso ho riportato la fonte europea o cinese di cui il Ricci ha fatto uso, oppure ho dato qualche spiegazione sinologica, storica, geografica o critica delle parole che potevano fare difficoltà a un lettore poco addentro nella sinologia.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/13&amp;diff=25788</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/13</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/13&amp;diff=25788"/>
		<updated>2018-02-06T09:14:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;ricc&lt;br /&gt;
ricciano restava rinchiuso nelle biblioteche, e, per la maggioranza degli studiosi, inutilizzato, perché tutto in cinese. Nel 1932 fu fondata la facoltà di Missiologia nella Pontificia Università Gregoriana in Roma e nel 1933 la fiducia dei miei Superiori mi chiamava ad occuparvi la cattedra di sinologia, dopo un soggiorno di più di sedici anni in Cina. Al mio arrivo in Roma nel 1934, sorse l'idea di pubblicare e d'illustrare il mappamondo ricciano della Vaticana. L'iniziativa venne dal [[citesName::prof. Giovanni Vacca]] della R. Università di Roma, il quale ne conferì l'onore col Pro-Prefetto della Biblioteca Vaticana, che era allora l'attuale [[citesName::Card. Eugenio Tisserant]]. Questi dunque il 15 febbraio 1935 mi scrisse in questi termini: &amp;quot;Il prof. Vacca mi ha parlato dell'utilità che vi sarebbe per il progresso degli studi sinologici di pubblicare una riproduzione del famoso mappamondo del P. Matteo Ricci, conservato, come Ella sa, in una copia ottima sotto la segnatura Barb. Orient. 150 Mi farebbe gran piacere se V. R. accettasse d'illustrare questa progettata riproduzione... Mi auguro che la Biblioteca Vaticana possa con questa iniziativa far apparire meglio i meriti dell'illustre e dotto missionario&amp;quot;. Accettai l'offerta e mi misi al lavoro che oggi, dopo tre anni di studio arduo e allora imprevisto, continuamente incoraggiato dall'attuale Prefetto della Biblioteca Vaticana, il [[citesName::R. P. Anselmo M. Albareda O. S. B.]], posso finalmente presentare al lettore. L'opera si compone di tre parti, una parte storica, una parte cartografica, e una parte esegetica. La prima parte, intitolata Saggio Storico (pp.3-187) passa in rivista in 12 capitoli tutto ciò che la Storia ci ha tramandato sul&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/12&amp;diff=25787</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/12</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/12&amp;diff=25787"/>
		<updated>2018-02-06T09:12:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;br /&gt;
nella Capitale del Sud, un gran mandarino del Ministro deegli Uffici civili venne a pregarlo di fare una seconda edizione della sua opera : fu quella di Nanchino del 1600, anche essa perduta. Giunto a Pechino l'anno seguente, altri mandarini vennero a pregarlo di fare una terza ed anche una quarta edizione del mappamondo : si ebbero allora le edizioni di Pechino del 1602 in sei quadri e del 1603 in otto quadri; anche questa ultima è andata. Finalmente nel gennaio del 1608, a richiesta dell'imperatore Uanli [Wanli] 萬曆, il Ricci fece l'edizione imperiale, che non era che la riproduzione della terza edizione in sei quadri, fatta già nel 1602. Oggi, di questi mappamondi ricciani non si conoscono che cinque esemplari della terza edizione: uno a Roma - è quello che si riproduce, si traduce e si commenta nella presente opera - un'altro a Kyoto nel Giappone, un terzo a Londra e due altri a Pechino. Senonchè lo studio comparativo di questi cinque esemplari rivela indubbiamente che solo l'esemplare di Roma e quello di Kyoto sono opera autentica del Ricci. L'esemplare di Roma, conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, si trova nel fondo Barberini, passato alla Biblioteca Vaticana nel 1902. Non è improbabile che provenga direttamente o indirettamente da qualche casa dei gesuiti. Una dodicesima parte di questo esemplare fu riprodotta dal P. PIETRO TACCHI VENTURI S.I. nel 1911 nel vol.1 (dopo p.30) delle Opere Storiche del P. Matteo Ricci S.I. da lui edite per la prima volta. Senonché anche così questo cimelio&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/11&amp;diff=25785</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/11</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/11&amp;diff=25785"/>
		<updated>2018-02-06T09:10:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;il celebre Cristoforo Clavio, il 18 maggio 1577 lasciò per sempre l'eterna città e l'Italia e, per Lisbona e Goa, giunse a Macao il 7 agosto 1582. Dopo un anno di seria preparazione, il 10 settembre 1583, in compagnia del [[citesName::P. Michele Ruggieri S.I]] di Spinazzola riuscì finalmente a penetrare in Cina, a fissarsi a [[citesPlace::Sciaochin]], la moderna Shiuhing 肇慶, nel sud del Kwangtung, ed a fondare nel Regno di Mezzo le missioni cattoliche, di cui oggi il mondo ammira la magnifica espansione. Dalla provincia meridionale del Kwangtung si spinse in quella centrale del Kiangsi, donde poi salì alla Capitale del Sud o Nanchino e perfino alla Capitale del Nord o Pechino dove finì i suoi giorni l'11 maggio 1610. Per far meglio accettare il messaggio evangelico dai Cinesi, naturalmente diffidenti degli stranieri e sprezzanti dei &amp;quot; barbari &amp;quot; - non meno di quanto lo erano i Greci dei Romani-, il Ricci si servì della scienza occidentale per attirarsi più facilmente la loro benevolenza. Avendo subito notato che per loro i confini del mondo coincidevano abbastanza bene coi confini dell'Impero cinese - l'uno e l'altro portando il nome di Universo o Ttiensciia  天下, vale a dire &amp;quot; [tutto quello che trovasi] sotto [la volta del] cielo &amp;quot; - fin dai primi mesi di soggiorno nella sua modesta residenza di Sciaochin, sospese alle pareti della sua abitazione un mappamondo europeo, il quale non mancò di eccitare la curiosità e l'interesse dei letterati, che accorsero numerosi a visitare il grande scienziato occidentale. Il governatore ella città pregò con insistenza il Ricci di tradurlo in cinese, ciò che fu fatto nell'ottobre del 1584: fu la prima edizione del mappamondo cinese, oggi perduta. Quando da Sciaochin il Ricci avanzò sempre più addentro nella Cina e si stabilì&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/10&amp;diff=25784</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/10</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/10&amp;diff=25784"/>
		<updated>2018-02-06T09:09:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;PREFAZIONE&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L'evangelizzazione cattolica in Cina cominciò verso il 1294 coll'arrivo del francescano italiano [[citesName::Giovanni da Montecorvino]], primo Arcivescovo di [[citesPlace::Khanbalik, la &amp;quot;città del Re&amp;quot;]] che poi doveva essere conosciuta nel mondo occidentale sotto il nome di Pechino. Questa evangelizzazione continuò durante la prima metà del secolo XIV per opera di altri francescani, in grande maggioranza italiani, ma verso il 1368 subì un eclissi totale che durò fino alla metà del secolo XVI.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Iniziata l'epoca delle grandi scoperte, il giovane Ordine della Compagnia di Gesù, approvato nel 1540, manda nel Medio ed Estremo Oriente [[citesName::Francesco Saverio]], uno dei primi compagni d'Ignazio di Loyola. Dall'India il Saverio, sempre anelante di anime, si spinge fino al Giappone, scoperto pochi anni prima. Avendovi avuto notizia della grande influenza culturale che la Cina aveva sempre esercitato sul Giappone, per meglio convertire questo ultimo paese, torna indietro e consacra le sue ultime forze di apostolo al [[citesPlace::Regno di Mezzo]], morendo inerte dinanzi al continente cinese la mattina del 3 dicembre 1552.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In quello stesso anno, poco meno di due mesi prima, il 6 ottobre, era nato a [[citesPlace::Macerata]] nelle :Marche colui che la Provvidenza aveva destinato a raccogliere l'eredità apostolica del Saverio e a menare a termine la sua impresa bruscamente interrotta dalla morte. Egli aveva nome Matteo Ricci. Entrato nella Compagnia di Gesù in Roma il 5 agosto 1571, ed educato nel Collegio Romano dove ebbe a maestro&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/37&amp;diff=25782</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/37</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/37&amp;diff=25782"/>
		<updated>2018-02-06T09:06:17Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;per mare sono arrivato a Sciaochin nel Kwangtung, dove S. E. il Vicerè Cuo&amp;lt;ref&amp;gt; Questo alto mandarino, che aveva per cognome (姓) Cuo [Kuo] 郭, per nome (名) Imppin [Yng-p'in] 應聘, e per agnome (字) Chiünpin [Chiün-pin] 君賓, era nato in Putien 莆田 vicino Hsinghwa 興化, nel Fukien. Fatto dottore nel 1550, fu subito nominato Direttore d'Ufficio nel Segretariato di seconda classe 主事郎中 al Ministero delle Finanze, indi Prefetto 知府 di Nanning 南寧 , nel Kwangsi e poi Vice Commissario Militare 兵備副使 di Weiyüan 威遠. Dopo qualche tempo egli venne nominato Assistente del Governatore Provinciale 參政 del Kwangtung, mentre la carica di Governatore Provinciale 布政使 era allora occupata da Ucoeifam [Wu Kuifang] 吳桂芳. Essendo stato di molto aiuto a questo Governatore per la soppressione di una rivolta, egli fu promosso prima Giudice 按察使 e, poco dopo, Governatore Provinciale 布政使 del Kwangsi. In premio dello sterminio da lui fatto nel 1570 di più di 7.000 ribelli a Kutien 古田, nel Fukien, egli venne nominato Secondo Vice Presidente del Consiglio dei Censori 右副都御史. L'imperatore Uanli [Wanli] 萬曆, compiaciutosi immensamente per la sottomissione di varie tribù autoctone del Kwangsi, ottenuta da Cuoimppin, lo promosse nel 1573 alla carica di Secondo Sottosegretario di Stato al Ministero della Guerra 兵部右待郎, conservandogli del resto il titolo di Vice Presidente del Consiglio dei Censori. L'anno seguente fu nominato Secondo Sottosegretario di Stato al Ministero delle Finanze 戶部右待郎, carica che tenne poco tempo a causa del lutto cagionato dalla morte di suo padre. Nel 1580, pur ritenendo la carica di Governatore Provinciale del Kwangsi, e il titolo di Vice Presidente del Consiglio del Censori, egli fu trasferito al Ministero della Guerra. Tra il 1583 e il 1586 egli fu Vicerè 總督 delle due provincie del Kwangtung e del Kwangsi ; fu durante questo tempo che, il 10 settembre 1583, il Ricci e il Ruggieri si fissarono nella città di Sciaochin 肇慶. Lasciando poi Uuenhoa [Wu Wen-hwa] 吳文華 al suo posto come Vicerè, egli fu applicato al Consiglio dei Censori 都察院 di Nanchino, dove non tardò ad essere nominato Ministro della Guerra 兵都尚書. Alcuni anni di poi si ritirò dalla vita pubblica, e sette mesi dopo di essere rientrato nella vita privata, morì. Le fonti cinesi esaltano la sua incorruttibilità e l'oppongono alla venalità del suo predecessore nella carica di Vicerè del Kwangtung e del Kwangsi. Cfr. Annali generali del Kwangtung 道光廣東通志, c.242, f.29a-b; cfr. ibid., c.18, f. 24b; SM., c.221, f. 2b; LIVR., I, f. 3b.&lt;br /&gt;
Ca &amp;lt;/ref&amp;gt;, trattando benignamente un uomo venuto da lontano,&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/45&amp;diff=24627</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/45</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/45&amp;diff=24627"/>
		<updated>2018-01-29T21:07:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: /* Not proofread */ Created page with &amp;quot;a citesName::Giorgio Reinel (1519), a citesName::Diego Ribeiro (1527, 1529), a citesName::Andrea Homen (1559), a citesName::Gerardo Kremer o Mercator (1559), a...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;a [[citesName::Giorgio Reinel]] (1519), a [[citesName::Diego Ribeiro]] (1527, 1529), a [[citesName::Andrea Homen]] (1559), a [[citesName::Gerardo Kremer]] o Mercator (1559), a [[citesName::Bartolomeo Velho]] (1562), o ad altri dei grandi cartografi portoghesi &amp;lt;ref&amp;gt;Sui cartografi portoghesi del secolo XVI, vedi CORTESÃO.&amp;lt;/ref&amp;gt; o italiani dei primi tre quarti del secolo XVI. Avrebbe potuto essere il ''Typus Orbis Terrarum'' (cfr. fig. 2) di [[citesName::Abramo Ortelio]] ossia Ortels, che si trova nel suo [[citesWork::''Theatrum Orbis'']] il quale dal 1570 al 1581 aveva già avuto almeno sette edizioni. Ma, se dobbiamo credere al [[citesName::Ricci]] che il 24 novembre 1585 scriveva: &amp;quot;Non ho libri, se non la [[citesWork::''Sfera'']] del [[citesName::P. Clavio]] et il Piccolomini&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;''R.'', II, p. 72.&amp;lt;/ref&amp;gt;, cioè il libro [[citesWork::''De la Sfera del Mondo'']] &amp;lt;ref&amp;gt;Cfr. più sotto, p. 170.&amp;lt;/ref&amp;gt;, sembrerà molto più verosimile che questo mappamondo dovesse essere qualche carta portoghese stampata a [[citesPlace::Goa]] o a [[citesPlace::Macao]]. Avendo vissuto a Goa dal 13 settembre 1578 fino al 26 al 26 aprile 1582, coll'eccezione di un semestre, egli avrà potuto conoscervi i lavori cartografici di [[citesName::Ferdinando Vaz Dourado]] (Goa, 1568, 1571) &amp;lt;ref&amp;gt;CORTESÃO, II, pp. 28-54.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Del resto le parole or ora citate del [[citesName::Ricci]] possono riferirsi soltanto ai libri necessari per la fabbrica degli orologi, secondo ciò che sembra suggerire il contesto. In ogni modo, dato il silenzio dei documenti sulla natura e l'origine di questo mappamondo, non è possibile, nello stato attuale delle nostre conoscenze, di saperne di più. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Benchè scritto in lingua europea, latino, portoghese, spagnuolo, o italiano, il mappamondo esposto dal [[citesName::Ricci]] interessò molto ai suoi visitatori, i quali, nella [[citesPlace::Cina]] della fine del secolo XVI, non avevano mai&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/44&amp;diff=24626</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/44</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/44&amp;diff=24626"/>
		<updated>2018-01-29T20:43:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&amp;lt;center&amp;gt;CAPO III.&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;LA PRIMA EDIZIONE E LA RPIMA RISTAMPA&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt;&amp;lt;center&amp;gt;DEL MAPPAMONDO.&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(Sciaochin, ottobre 1584 - Soochow 1596).&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fin dal principio della sua attività di missionario, il [[citesName::Ricci]] vide chiaramente il metodo apostolico che ho cercato di abbozzare nelle pagine precedenti. L'occasione di metterlo in pratica gli si offrì pochi mesi appena dopo che aveva preso dimora in [[citesPlace::Sciaochin 肇慶]]. Egli dunque inaugurò questo metodo coi lavori di geografia e di cartografia. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Appena stabilito nella sua modesta residenza nei dintorni della nuova [[citesPlace::Torre Cciomsci 祟禧]], innaalzata sul Fiume Occidentale o Sikiang 西江, prese un mappamondo stampato &amp;lt;ref&amp;gt;''R.'', I, p. 142.&amp;lt;/ref&amp;gt;, con leggende in lingua europea, che aveva portato con sè, e lo sospese alle pareti della residenza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Congetturalmente parlando, questo mappamondo avrebbe potuto appartenere a [[citesName::Nicola di Canerio]] (circa 1502), a [[citesName::Martino Waldseemüller]] o Waltzemüller (1507, 1513, 1516), a [[citesName::Lopo Homen]] (1519, 1554),&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/44&amp;diff=24625</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/44</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/44&amp;diff=24625"/>
		<updated>2018-01-29T20:42:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: /* Not proofread */ Created page with &amp;quot;&amp;lt;center&amp;gt;CAPO III.&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt; &amp;lt;center&amp;gt;LA PRIMA EDIZIONE E LA RPIMA RISTAMPA&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt; &amp;lt;center&amp;gt;DEL MAPPAMONDO.&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt;  &amp;lt;center&amp;gt;(Sciaochin, ottobre 1584 - Soo...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&amp;lt;center&amp;gt;CAPO III.&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;LA PRIMA EDIZIONE E LA RPIMA RISTAMPA&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;DEL MAPPAMONDO.&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(Sciaochin, ottobre 1584 - Soochow 1596).&amp;lt;/center&amp;gt; &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fin dal principio della sua attività di missionario, il [[citesName::Ricci]] vide chiaramente il metodo apostolico che ho cercato di abbozzare nelle pagine precedenti. L'occasione di metterlo in pratica gli si offrì pochi mesi appena dopo che aveva preso dimora in [[citesPlace::Sciaochin 肇慶]]. Egli dunque inaugurò questo metodo coi lavori di geografia e di cartografia. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Appena stabilito nella sua modesta residenza nei dintorni della nuova [[citesPlace::Torre Cciomsci 祟禧]], innaalzata sul Fiume Occidentale o Sikiang 西江, prese un mappamondo stampato &amp;lt;ref&amp;gt;''R.'', I, p. 142.&amp;lt;/ref&amp;gt;, con leggende in lingua europea, che aveva portato con sè, e lo sospese alle pareti della residenza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Congetturalmente parlando, questo mappamondo avrebbe potuto appartenere a [[citesName::Nicola di Canerio]] (circa 1502), a [[citesName::Martino Waldseemüller]] o Waltzemüller (1507, 1513, 1516), a [[citesName::Lopo Homen]] (1519, 1554),&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/41&amp;diff=24623</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/41</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/41&amp;diff=24623"/>
		<updated>2018-01-29T20:23:46Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;[[citesPlace::Kienan 建安王]] , scrive nel 1595 il suo primo lavoro in cinese, il trattatello sull' [[citesWork::''Amicizia'' 交友論]] , in cui rivela a quei popoli quanto di più bello hanno detto sull'argomento i filosofi e i santi dell'Occidente. Ecco che traduce, o fa tradurre, in cinese, in tutto o in parte, alcuni libri scientifici del suo antico maestro del Collegio Romano, il P. Cristoforo Clavio, per esempio, le [[citesWork::''Figure Isoperimetre'']] &amp;lt;ref&amp;gt;[[citesWork::''Hoaniom Chiaoi'' 圜容較義]], 1614, opera postuma, insegnata 授 dal [[citesName::Ricci]] e messa in cinese 演 in dieci giorni, nel dicembre 1608, dal dott. [Leone] [[citesName::LICEZAO 李之藻]] , sul quale vedi più sotto p. 59, n. 1. Trovasi in ''PCLC''., XXXI; BV., ''Barber. Orient.,'' 143, N. 16; VE.; COURANT, N. 4864. La prefazione di Licezao è del 24 aprile 1614.&amp;lt;/ref&amp;gt;, la [[citesWork::''Sfera'']] e l' [[citesWork::''Astrolabio'']] &amp;lt;ref&amp;gt;[[citesWork::''Hoencchae Ttomsciien Ttu Sciuo'' 渾蓋通憲圖說]] , opera messa in cinese 演 dal dott. [Leone] [[citesName::LICEZAO]], edita 訂 in [[citesPlace::Chuchow 處州]] , nel Chekiang, nel 1607, in due tomi da [[citesName::CEMHOAECCOEI]] [CHENG HUAI-K'UI] 鄭懷魁 , Prefetto 知府 di [[citesPlace::Chuchow]]. Vedi ''R.'' II, p. 334; cfr. ''ibid.,'' p. 363. Trovasi in ''PCLC.,'' XVII-XVIII; BV., ''Barber. Orient.'', 142, NN. 3-4; COURANT, N. 4899. Il [[citesName::Ricci]] ne mandò un esemplare al [[citesName::Generale Acquaviva]] nel 1608 ed uno al [[citesName::Clavio]]. Cfr. ''R.'', I, p.395; II, pp. 334, 363. Contiene in 2 tomi una Sezione Preliminare 首卷 e 2 cc. 卷, 上 e 下. Le due prefazioni sono del 21 gennaio- 19 febbraio 1607.&amp;lt;/ref&amp;gt;, l' [[citesWork::''Aritmetica'']] &amp;lt;ref&amp;gt;'[[citesWork::'Ttomuen Soance'' 同文算指]], opera postuma, insegnata 授 dal [[citesName::RICCI]] e messa in cinese 演 dal [[citesName::dott. Leone LICEZAO]], 1614. Essa si compone di tre parti: I. Sezione preliminare 前編 in 2 cc.; II. Sezione generale 通編 in 8 cc.; III. Sezione speciale 別編 in 2 cc. Le Sezioni I e II trovansi in ''PCLC.'', XXVI-XXX; ARSI, ''Jap. Sin.'', II, 11; BV., ''Barber. Orient.'', 143, NN. 11-15. La Sezione III incompleta e in parte manoscritta si trova in COURANT, N.4863.&amp;lt;/ref&amp;gt;, e perfino i primi [[citesWork::''Sei Libri di Euclide'']] &amp;lt;ref&amp;gt;[[citesWork::''Chiho Iüenpen'' 幾何原本]], Pechino, 1607, opera tradotta oralmente 口譯 dal [[citesName::RICCI]] e messa in cinese letterario 筆受 dal [[citesName::dott. Paolo SIÜCOAMCCHI]]. Contiene 6 cc., ciascuno preceduto da una Sezione preliminare. Trovasi in ''PCLC.'', XIX-XXII; ARSI, ''Jap. Sin.'', II, 13, 12; BV., ''Barber. Orient.'', 142, NN. 5-7 e ''Racc. Gener. Orient.'', III, 290 11; VE.; COURANT, NN. 4855-4856.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Erano questi i suoi libri di testo di cui si serviva coi gravi mandarini e coi dotti letterati che ora si mettevano sulla sua&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/41&amp;diff=24622</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/41</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/41&amp;diff=24622"/>
		<updated>2018-01-29T20:23:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;[[citesPlace::Kienan 建安王]] , scrive nel 1595 il suo primo lavoro in cinese, il trattatello sull' [[citesWork::''Amicizia'']] 交友論 , in cui rivela a quei popoli quanto di più bello hanno detto sull'argomento i filosofi e i santi dell'Occidente. Ecco che traduce, o fa tradurre, in cinese, in tutto o in parte, alcuni libri scientifici del suo antico maestro del Collegio Romano, il P. Cristoforo Clavio, per esempio, le [[citesWork::''Figure Isoperimetre'']] &amp;lt;ref&amp;gt;[[citesWork::''Hoaniom Chiaoi'' 圜容較義]], 1614, opera postuma, insegnata 授 dal [[citesName::Ricci]] e messa in cinese 演 in dieci giorni, nel dicembre 1608, dal dott. [Leone] [[citesName::LICEZAO 李之藻]] , sul quale vedi più sotto p. 59, n. 1. Trovasi in ''PCLC''., XXXI; BV., ''Barber. Orient.,'' 143, N. 16; VE.; COURANT, N. 4864. La prefazione di Licezao è del 24 aprile 1614.&amp;lt;/ref&amp;gt;, la [[citesWork::''Sfera'']] e l' [[citesWork::''Astrolabio'']] &amp;lt;ref&amp;gt;[[citesWork::''Hoencchae Ttomsciien Ttu Sciuo'' 渾蓋通憲圖說]] , opera messa in cinese 演 dal dott. [Leone] [[citesName::LICEZAO]], edita 訂 in [[citesPlace::Chuchow 處州]] , nel Chekiang, nel 1607, in due tomi da [[citesName::CEMHOAECCOEI]] [CHENG HUAI-K'UI] 鄭懷魁 , Prefetto 知府 di [[citesPlace::Chuchow]]. Vedi ''R.'' II, p. 334; cfr. ''ibid.,'' p. 363. Trovasi in ''PCLC.,'' XVII-XVIII; BV., ''Barber. Orient.'', 142, NN. 3-4; COURANT, N. 4899. Il [[citesName::Ricci]] ne mandò un esemplare al [[citesName::Generale Acquaviva]] nel 1608 ed uno al [[citesName::Clavio]]. Cfr. ''R.'', I, p.395; II, pp. 334, 363. Contiene in 2 tomi una Sezione Preliminare 首卷 e 2 cc. 卷, 上 e 下. Le due prefazioni sono del 21 gennaio- 19 febbraio 1607.&amp;lt;/ref&amp;gt;, l' [[citesWork::''Aritmetica'']] &amp;lt;ref&amp;gt;'[[citesWork::'Ttomuen Soance'' 同文算指]], opera postuma, insegnata 授 dal [[citesName::RICCI]] e messa in cinese 演 dal [[citesName::dott. Leone LICEZAO]], 1614. Essa si compone di tre parti: I. Sezione preliminare 前編 in 2 cc.; II. Sezione generale 通編 in 8 cc.; III. Sezione speciale 別編 in 2 cc. Le Sezioni I e II trovansi in ''PCLC.'', XXVI-XXX; ARSI, ''Jap. Sin.'', II, 11; BV., ''Barber. Orient.'', 143, NN. 11-15. La Sezione III incompleta e in parte manoscritta si trova in COURANT, N.4863.&amp;lt;/ref&amp;gt;, e perfino i primi [[citesWork::''Sei Libri di Euclide'']] &amp;lt;ref&amp;gt;[[citesWork::''Chiho Iüenpen'' 幾何原本]], Pechino, 1607, opera tradotta oralmente 口譯 dal [[citesName::RICCI]] e messa in cinese letterario 筆受 dal [[citesName::dott. Paolo SIÜCOAMCCHI]]. Contiene 6 cc., ciascuno preceduto da una Sezione preliminare. Trovasi in ''PCLC.'', XIX-XXII; ARSI, ''Jap. Sin.'', II, 13, 12; BV., ''Barber. Orient.'', 142, NN. 5-7 e ''Racc. Gener. Orient.'', III, 290 11; VE.; COURANT, NN. 4855-4856.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Erano questi i suoi libri di testo di cui si serviva coi gravi mandarini e coi dotti letterati che ora si mettevano sulla sua&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/41&amp;diff=24621</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/41</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/41&amp;diff=24621"/>
		<updated>2018-01-29T20:05:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: /* Not proofread */ Created page with &amp;quot;Kienan 建安王 , scrive nel 1595 il suo primo lavoro in cinese, il trattatello sull' ''Amicizia'' 交友論 , in cui rivela a quei popoli quanto di più bello hanno detto su...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;Kienan 建安王 , scrive nel 1595 il suo primo lavoro in cinese, il trattatello sull' ''Amicizia'' 交友論 , in cui rivela a quei popoli quanto di più bello hanno detto sull'argomento i filosofi e i santi dell'Occidente. Ecco che traduce, o fa tradurre, in cinese, in tutto o in parte, alcuni libri scientifici del suo antico maestro del Collegio Romano, il P. Cristoforo Clavio, per esempio, le ''Figure Isoperimetre'' &amp;lt;ref&amp;gt;''Hoaniom Chiaoi'' 圜容較義, 1614, opera postuma, insegnata 授 dal Ricci e messa in cinese 演 in dieci giorni, nel dicembre 1608, dal dott. [Leone] LICEZAO 李之藻 , sul quale vedi più sotto p. 59, n. 1. Trovasi in ''PCLC''., XXXI; BV., ''Barber. Orient.,'' 143, N. 16; VE.; COURANT, N. 4864. La prefazione di Licezao è del 24 aprile 1614.&amp;lt;/ref&amp;gt;, la ''Sfera'' e l' ''Astrolabio'' &amp;lt;ref&amp;gt;''Hoencchae Ttomsciien Ttu Sciuo'' 渾蓋通憲圖說 , opera messa in cinese 演 dal dott. [Leone] LICEZAO, edita 訂 in Chuchow 處州 , nel Chekiang, nel 1607, in due tomi da CEMHOAECCOEI [CHENG HUAI-K'UI] 鄭懷魁 , Prefetto 知府 di Chuchow. Vedi ''R.'' II, p. 334; cfr. ''ibid.,'' p. 363. Trovasi in ''PCLC.,'' XVII-XVIII; BV., ''Barber. Orient.'', 142, NN. 3-4; COURANT, N. 4899. Il Ricci ne mandò un esemplare al Generale Acquaviva nel 1608 ed uno al Clavio. Cfr. ''R.'', I, p.395; II, pp. 334, 363. Contiene in 2 tomi una Sezione Preliminare 首卷 e 2 cc. 卷, 上 e 下. Le due prefazioni sono del 21 gennaio- 19 febbraio 1607.&amp;lt;/ref&amp;gt;,&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/53&amp;diff=24615</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/53</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/53&amp;diff=24615"/>
		<updated>2018-01-29T17:55:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: /* Not proofread */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;ingranditi ai suoi regni forastieri e fatta piccola la [[citesPlace::Cina]]&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., I, p. 578.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Difatti i cartografi cinesi, nei loro sedicenti mappamondi, solevano occupare quasi tutto lo spazio con le 15 provincie della [[citesPlace::Cina]] &amp;quot;e all'intorno pingevano un puoco di mare nel qule facevano certe isolette, nelle quali scrivevano i nomi di tutti i regni, quanti ne avevano auto notitia, che tutti insieme uniti non facevano una piccola provincia della [[citesPlace::Cina]]&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., I, p. 142. Cfr. più sotto pp. 33, 63 e Figg. 5. 6.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
Otto anni dopo  i fatti, il [[citesName::Ricci]] torna sullo stesso argomento, scrivendo il 12 novembre 1592: &amp;quot;Stampossi un mappamondo che io avevo fatto con le loro lettere, benchè cosa difficile persuadere a tutti non esservi grande errore. Poichè vedevano chiaro che &amp;lt;i&amp;gt;la Cina non occupava nemmeno la millesima parte del mondo, contro a quello che loro si avevano persuaso e i loro cosmografi hanno descritto e scritto, che la Cina almanco conteneva di quattro parti del mondo le tre&amp;lt;/i&amp;gt;&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;R., II, p. 92.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Si capisce quindi facilmente l'amarezza risentita da questi superbi letterati cinesi &amp;lt;ref&amp;gt;Un eco di questa amarezza dei letterati si può vedere nel 大祕山房集. (c. 15 ff. 1a-2a), citato dal ch.mo dott. HOMUEILIEN in lücom, (p. 41b) in cui leggo: &amp;quot;Recentemente lo straniero Ricci ha fatto una Carta dei Monti e dei Mari, in cui ha molto rimpicciolito la Cina&amp;quot; 頃有化外人利西泰, 為山海國, 按小中國.&amp;lt;/ref&amp;gt; nel vedere la [[citesPlace::Cina]], non più rilegata in un angolo, è vero, come nei mappamondi europei, ma nondimeno molto più piccola di tutto il resto del mondo. Questa amarezza fu tale che, con le loro beffe, fecero paura ai missionari, i quali, fino al principio del 1608, non osarono mai presentare o far presentare il mappamondo all'Imperatore,&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/52&amp;diff=24603</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/52</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/52&amp;diff=24603"/>
		<updated>2018-01-29T15:49:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;PucciWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;il lor regno colà (come lor neve pareva) in un cantone del mondo; essendo consueto a' geografi [europei], nello spinar che fanno in carta il globo dalla terra, &amp;lt;i&amp;gt;far capo da quelle parti, che rispetto all'Europa soggiacciono al Sol levante, e sono il [[citesPlace::Giappone]] e la [[citesPlace::Cina]]&amp;lt;/i&amp;gt;. Perciò dunque, adattandosi al loro falso imaginare, &amp;lt;i&amp;gt;la trasse in mezzo alla mappa: e quinci ordinatamente a' suoi lati [a destra e a sinistra] distese le due metà della terra [l'[[citesPlace::Europa]] e l'[[citesPlace::Africa]] a sinistra e le due Americhe a destra]: il che valse molto a crescere amore all'opera e alla gloria all'autore&amp;lt;/i&amp;gt;&amp;quot; &amp;lt;ref&amp;gt;''BC.'', II, c. 6, p. 15. Il corsivo e le parentesi quadre sono mie. Vedi pure più sotto (p. 153, n. 1) come si esprime l'autore del [[citesWork::''Famiü Scemlio'']] 方輿勝略 verso il 1610&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Del resto, su questo punto il [[citesName::Ricci]] è così chiaro ed esplicito, che fa veramente meraviglia come il suo testo non solo non sia stato vagliato più attentamente per confutare la leggenda, ma non sia stato nemmeno consultato. Narra egli che molti letterati, vedendo il suo mappamondo &amp;lt;i&amp;gt;cinese&amp;lt;i&amp;gt;, si lamentarono, dicendo che i missionari &amp;quot;avevano&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/49&amp;diff=24593</id>
		<title>Page:Il mappamondo cinese del P. Matteo Ricci.pdf/49</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gate.unigre.it/mediawiki/index.php?title=Page:Il_mappamondo_cinese_del_P._Matteo_Ricci.pdf/49&amp;diff=24593"/>
		<updated>2018-01-29T12:37:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Simona Vitiello: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;VitielloWiki&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;stare nel centro del mondo, come essi avevano fino allora creduto, nella supposizione che la terra fosse quadrata. Il [[citesName::Ricci]] credette inopportuno d'irritare per questo l'orgoglio dei Cinesi, e quindi, senza venir meno alla verità geografica, non fece altro che cambiare soltanto la disposizione adottata dai cartografi europei. Questi infatti solevano nei loro mappamondi di allora mettere le due Americhe a sinistra di chi guarda, l'Europa e l'Africa nel centro e l'Asia a destra; naturalmente la Cina e il Giappone erano rappresentati nell'estremo lembo destro della carta &amp;lt;ref&amp;gt;Vari esempi di mappamondi di quel tempo si possono vedere riprodotti in fotografia alla fine del Volume II di CORTESÃO, segnatamente a Tavole II (1502), IV (1519), V (''ca.'' 1519), XIV (1554), XVIII (1558), XX (1529), XXII (1561). Anche l'Ortelio adotta la disposizione antica nel suo [[citesWork::''Typus Orbis Terrarum'']].&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il [[citesName::Ricci]], volendo tener legittimo conto delle suscettibilità dei suoi visitatori, mise nel suo mappamondo l'Europa e l'Africa a sinistra di chi guarda, l'Asia nel centro, e le due Americhe a destra. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dallo studio personale del mappamondo del [[citesName::Ricci]] ero già arrivato a questa ferma conclusione, per spiegarmi l'origine della leggenda che attribuisce da secoli all'integerrimo autore di aver ingrandito la [[citesPlace::Cina]] a discapito del resto del mondo &amp;lt;ref&amp;gt;Una leggenda tenace vuole che il [[citesName::Ricci]], per adulare i Cinesi, avrebbe deliberatamente ingrandita la [[citesPlace::Cina]], mettendola nel centro del suo mappamondo, e rimpicciolito tutti gli altri paesi, che sarebbero stati messi come tante frange del [[citesPlace::Regno di Mezzo]]. Il [[citesName::Trigault]], in un passo da lui interpolato nel testo del [[citesName::Ricci]], si contentò soltanto di notare, ciò che era vero, che il [[citesName::Ricci]] mise la [[citesPlace::Cina]], non nell'angolo a destra, come solevano fare i cartografi europei di quel tempo, ma nel centro, nel senso da me spiegato nel testo. Dopo aver indicato infatti la difficoltà di togliere così presto ai Cinesi l'idea che avevano che la [[citesPlace::Cina]] stesse nel centro della terra, supposta quadrata, il [[citesName::TRIGAULT]] continua che per questo il [[citesName::Ricci]] nel suo mappamondo &amp;quot;projectionem nostram nonnihil mutavit, et, reiecto Insularum Fortunatarum primo meridiano, ad Geographicae descriptionis dextra laevaque margines fecit, ut Sinarum Imperium in media descriptione, non sine ipsorum applausu ac voluptate spectaretur&amp;quot;. [[citesWork::''De Christiana Expeditione apud Sinas'']], Aug. Vindel. 1615, p.183. Tutto questo è esatto e non è contrario alla verità geografica, giacchè non si parla ancora d'ingrandire la Cina e di rimpicciolire il resto del mondo. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La leggenda comincia una quarantina d'anni dopo la morte del Ricci, per opera di un suo confratello ferrarese, il P. Giovanni Battista Riccioli (nato il 17 aprile 1598, entrato nella Compagnia di Gesù il 6 ottobre 1614, morto il 25 giugno 1617), professore di rettorica, di filosofia e di teologia, e appassionato cultore delle matematiche e dell'astronomia. Nel 1651 egli finì di stampare la prima parte del Tomo I del suo ''Almagestum'' / ''Novum'' / ''Astronomiam Veterem'' / ''Novamque complectens'' / ''Observationibus aliorum, et propriis,'' / ''Novisque Theorematibus, Problematibus,'' / ''ac Tabulis promotam,'' / ''in tres Tomos distributam...'' / Auctore P. Joanne Baptista RICCIOLO / Societatis Jesu / Ferrariensi / Philosophiae, Theologiae, et Astronomiae professore./ -Al principio di questa opera si trovano brevi biografie di scienziati sotto il titolo ''Chronici Pars II Ordine alphabetico et ampliori eruditione digesta'' stampate nel 1651; cfr. ''ibid''. [[citesName::Iohannes Baptista Riccioli]], dove si dice che questo tomo fu cominciato nel 1648 e finito di stampare nel 1651. Ora lì ci è pure una breve biografia di [[citesName::Matthaeus Riccius]], e di lui si legge: &amp;quot;Macaum appulit anno 1582 augusto mense, &amp;amp; sequente anno in Sinense regnum penetrans, Cosmographicam tabulam totius orbis ita descripsit, ut Sinae regnum in medio maiorem partem occuparet, reliqua regna in finibus mappae oviformis exigua apparerent, ut genio gentis de se magnifice, de aliis regnis anguste sentientis, salva Geographopticae veritate indulgeret ... Cosmographicam tabulam commentarijs locupletavit ... Obijt sancte, uti vixerat, Pachini, quae est Regia Sinarum, anno 1610 Maii II, eique Rege decretum est sepulchrum perhonorificum&amp;quot; (p.XL). -Questa volta la leggenda è completa: secondo il [[citesName::Riccioli]], il [[citesName::Ricci]] mise la [[citesPlace::Cina]] in mezzo e l'ingrandì a discapito di tutti gli altri paesi del mondo, per adattarsi ai gusti cinesi, senza però offendere (?) l'ottica geografica. Sfortunatamente il [[citesName::Riccioli]] non indica nessuna fonte; probabilmente egli stesso ricamò sul testo del [[citesName::Trigault]]. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In ogni modo queste parole del [[citesName::Riccioli]] dovevano far fortuna. Anche l'accorto critico [[citesName::YULE]] ammise la leggenda in buona fede nel ''Geographical Magazine'', 1874, luglio, e il [[citesName::CORDIER]] la ripetette ne [[citesWork::''L'imprimerie Sino-Europèenne en Chine'']], Parigi, 1901, p.41, N.243, sforzandosi di corroborarla col richiamo al testo del Riccioli, da me sopra riportato, e coll'allusione al mappamondo visto (?) da [[citesName::Gemelli-Careri]] a [[citesPlace::Pechino]] nel 1695, secondo quel che narra nel suo [[citesWork::''Giro del mondo'']], Parte IV, Napoli 1700, f.198. Ivi questo autore scrive: &amp;quot;La nazione cinese è si passionata di se stessa, che stima tutte le altre genti barbare e rozze. I missionari europei la vanno tuttavia disingannando con l'impressione di 500 libri della legge di Dio, c'han fatto meno d'un secolo, avendo tradotte l'opere di [[citesName::S.Tommaso]], e la Sacra Scrittura ancora. Tengono perciò in [[citesPlace::Pekin]] una buona libreria di libri cinesi e europei, nella quale ho veduto tradotto il mappa in lingua cinese, ma in forma quadrata; stimando quella nazione, che la lor [[citesPlace::Cina]] sia nel mezzo, e gli altri Regni quasi isole d'intorno&amp;quot;. Ma il mappamondo cinese, in forma quadrata, con la [[citesPlace::Cina]] nel mezzo, circondata da tutti gli altri regni come da tante isole, veduto (?) dal [[citesName::Gemelli-Careri]] nella Biblioteca dei gesuiti a [[citesPlace::Pechino]], era evidentemente una carta della [[citesPlace::Cina]] fatta dai Cinesi, secondo i loro criteri, come se ne possono vedere ancora oggi, e non aveva niente a che fare col mappamondo del [[citesName::Ricci]]. Non sapendo leggere il cinese, egli era incapace di giudicare se fosse &amp;quot;tradotta&amp;quot; o meno; ancora meno poteva egli sapere se fosse il mappamondo del [[citesName::Ricci]], fatto un secolo prima. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Se questi due autori ammisero la leggenda ad occhi chiusi, non farà meraviglia che il &amp;quot;vulgus&amp;quot; degli altri scrittori abbia continuato a ripeterla fino ai giorni nostri. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Due sono i punti affermati da questa leggenda: 1° il [[citesName::Ricci]] ingrandì la [[citesPlace::Cina]] e rimpicciolì il resto del mondo; 2° la [[citesPlace::Cina]] si trovava nel mezzo del mappamondo. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il primo punto deve essere negato recisamente, come è facile convincersene dando un semplice sguardo sul mappamondo qui riprodotto, e leggendo le parole del Ricci che citerò tra breve nel testo (più sotto pp. 28-31). Quanto al secondo punto, il Ricci cambiò innocentemente la disposizione dei mappamondi del suo tempo, per mettere meglio in vista la zona estremo-orientale dell'Asia, facnedo passare a poca distanza all'est del Giappone il meridiano centrale del suo mappamondo, con l'Europa, l'Africa e l'Asia a sinistra di chi guarda e le due Americhe a destra. Ma facendo ciò, egli fece ancora meno di ciò che facevano gli altri cartografi di quel tempo per riguardo alla posizione centrale del mondo da dare alla Cina; mentre infatti i cartografi, anche alla fine del secolo XVII e magari più tardi ancora continuavano a mettere [[citesPlace::Pechino]] a 150° o 160° est dall'[[citesPlace::Isola di Ferro]] (Canarie), il Ricci, almeno nel suo mappamondo del 1602, metteva [[citesPlace::Pechino]] a quasi 129°, con sbaglio di circa cinque gradi solamente. Inoltre, facendo ciò egli non era per i Cinesi più esigente degli Inglesi i quali fanno passare il 1° meridiano per [[citesPlace::Greenwinch]], o dei Francesi che preferirebbero farlo passare per [[citesPlace::Parigi]]. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma questa leggenda è tenace, e non son certo se, dopo queste oneste spiegazioni, sarà d'oggi in poi definitivamente abbandonata. Ancora nel 1929 [[citesName::Kennet Scott LATOURETT]]E scriveva ([[citesWork::''A History of the Christian Mission in China'']], [[citesPlace::Londra]], 1929, p. 92): &amp;quot;[[citesName::Ricci]] prepared a map of the world which showed the location of the countries of Europe but discreetly put China in the center and pictured the rest of the earth as decorative franges&amp;quot;. E, un po' meno inesattamente, ma nella stessa linea, [[citesName::Virgilio PINOT]] nel 1932 ([[citesWork::''La Chine et la formation de l'esprit philosophique en France'']], [[citesPlace::Parigi]], 1932, p.22) affermava: &amp;quot;Aussi [Ricci] s'emppressa-t-il de faire une nouvelle carte générale, et il la divisa en deux hémisphères (?), faisant en sorte que la Chine se trouvât au milieu du monde&amp;quot;.&amp;lt;/ref&amp;gt;, quando ritrovai nel [[citesName::Bartoli]] la&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Simona Vitiello</name></author>
	</entry>
</feed>