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	<title>GATE - User contributions [en]</title>
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		<updated>2019-02-08T13:57:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;ArchivesPUG&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;[[Category:EBC_Lovison_Not proofread]]&lt;br /&gt;
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che si dia alle Scritture un senso contrario alli Santi Padri et a tutti li espositori greci e latini, Né si può rispondere che questa non sia materia di fede, perché se non é materia di fede &amp;lt;hi rend=&amp;quot;underline&amp;quot;&amp;gt;ex parte objecti&amp;lt;/hi&amp;gt;, é materia di fede &amp;lt;hi rend=&amp;quot;underline&amp;quot;&amp;gt;ex parte dicentis&amp;lt;/hi&amp;gt;; e così sarebbe heretico chi dicesse che Abramo non habbia havuti due figliuolie Jacob dodici, come chi dicesse che Christo non é nato di vergine, perché l'uno e l'altro lo dice lo Spirito Santo per bocca de'Profeti et Apostoli. &lt;br /&gt;
3° Dico che quando ci fusse vera demostratione che il sole stia nel centro del mondo e la terra nel 3° cielo, e che il sole non circonda la terra, ma la terra circonda il sole, all hora bisogneria  andar con molta consideratione in esplicare le Scritture che paiano contrarie, e più tosto dire che non l'intendiamo, che dire che sia falso,quello che si dimostra. Ma io non credero che sia tale dimostratione, fin che non mi sia mostrata; nè è l'istesso dimostrare che in verità il sole stia nel centro e la terra nel cielo. si salvino le apparenze, e dimostrare che in verità il sole stia nel centro e la terra nel cielo; perchè la prima dimostratione credo che ci possa essere, ma delle 2a ho grandissimo dubbio, et in caso di dubbio non si dee lasciare la Scrittura Santa,esposta da'San Padri. Aggiungo che quello che scrisse:&amp;lt;hi rend=&amp;quot;underline&amp;quot;&amp;gt;Oritur sol,et occidit, et ad locum suum revertitur&amp;lt;/hi&amp;gt;,etc. fu Salomone, il quale non solo parlò inspirato da Dio,mafu huomo sopra tutti gli altri sapientissimo e dottissimo nelle scienze humane e nella cognitione delle cose create, e tutta questa sapienza l'hebbe da Dio; onde non è verosimile che affermasse una cosa che fusse contraria alla verità dimostrata o che si potesse dimostrare. E se mi dirà che Salomone parla secondo l'apparenza, parendoa  a noi ch'il sole giri, mentre la terra gira, come a chi si parte da litto pare che il litto si parta dala nave, risponderò che chi si parte dal litto,se bene gli pare che il litto si parta da lui, nondimeno conosce che questo è errore&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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Al molto R.do Padre Mro F.Paolo Antonio Foscarini Provinciale de'Carmelit.ni della Provincia di Calabria. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Molto R.do Padre mio, &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ho letto volentieri l'epistola italiana e la scrittura latina che la P.V. m'ho mandato la ringratio dell'una e dell'altra, e confesso che sono tutte piene d'ingegno e di dottrina. Ma perché lei dimanda il mio parere, lo farò con molta brevità, perché lei hora ha poco tempo di leggere et io ho poco tempo di scrivere. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
P° Dico che mi pare che V.P. et il Sig.r Galileo facciano prudentemente a contentarsi dei parlare &amp;lt;hi rend=&amp;quot;underline&amp;quot;&amp;gt;ex suppositione&amp;lt;/hi&amp;gt; e non assolutamente,come io ho sempre creduto che habbia parlato il Copernico&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/nicola-copernico/ http://nicola-copernico]&amp;lt;/ref&amp;gt;, perché il dire, che supposto che la terra si muove et il sole stia fermo si salvano tutte l'apparenze meglio che con porre gli eccentrici et epicicli, è benissimo detto, e non ha pericolo nessuno; e questo basta al mathematico: ma volere affermare che realmente il sole stia nel centro del mondo,e solo si rivolti in se stesso senza correre dall'oriente all'occidente, e che la terra stia nel 3° cielo e giri con somma velocità intorno al sole, é cosa molto pericolosa non solo d'irritare tutti i filosofi e theologi scholastici, ma anco di nuocere alla Santa Fede con rendere false le Scritture Sacre; perchè la P.V. ha bene dimostarto molti modi di esporre le Sante Scritture, ma non li ha applicati in particolare, chè senza dubbio havria trovato grandissime difficultà, se havesse voluto esporre tutti quei luoghi che lei tessa ha citati.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
2° Dico che,come lei sa, il Concilio prohibise esporre le Scritture contra il commune consenso de'Santi Padri; e se la P.V. vorrà leggere non dico solo li Santi Padri, ma li commentarii moderni sopra il Genesi, sopra li Salmi, sopra Eclesiaste, sopra Giousè, trovarà,che tutti convengono in esporre &amp;lt;hi rend=&amp;quot;underline&amp;quot;&amp;gt;ad literam&amp;lt;/hi&amp;gt; ch'il sole è nel cielo e gira intorno alla terra con somma velocità, e che la terra è lontanissima dal cielo e sta nel centro del mondo,immobile. Consideri hora lei, con la sua prudenza, se la Chiesa possa sopportare&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-02-08T13:50:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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teri parrocho nempe ea peccata a quibus alias non fuerunt legitime absoluti&amp;quot;.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dalle cui dichiarationi difficilmente si cava il vero senso et autorità che si cerca, e l'istesso del proprio sacerdote in confessione saltem in anno dice il catechismo romano. E perchè  questa decisione non si trova directe et immediate nel Concilio g) alla Tridentino, fa che maggior difficultà à regolari apporti;attesochè,come nota nella sua prasse episcopale Paulo Piacesio h),questi nostri privilegi sono da Gregorio 13 redotti secondo all'uso e decreto Tridentino e che non ad esso siano contrari,ponendovi queste due clausule il Pontefice &amp;quot;Nullis contrariis etiam suis obstantibus&amp;quot;, e &amp;quot;in quantum decretis Concilii Tridentini non sunt contraria&amp;quot;. Cosi dice in una sula bolla data e publicata nel 1572 nel primo anno del suo pontificato,rivocando tutti i privilegii di Pio Quinto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/pio-v-papa-santo/ http://pio-v-papa-santo/]&amp;lt;/ref&amp;gt;; e l'istesso dice Roderiquez i). Questi autori dicono di più che tutti i Papi sogliono nelle confirmationi di privilegii mettervi tale clausule. E perchè il detto capitolo &amp;lt;hi rend=&amp;quot;underline&amp;quot;&amp;gt;Omnis&amp;lt;/hi&amp;gt; stá in corpore iuris,se non ne fa espressa mentione, difficilmente appare che i Pontefici, dando i privilegi, voglino derogare á quei decreti,come il medesimo Roderiquez cita autori nel detto articolo e nel 12, 13 e 14.&lt;br /&gt;
Ora per questi et altri capi mi sono mosso à scrivere à V.S.Ill.ma,acciò mi determini la practica e costitutione della della Curia Romana. Inoltre prego anche prego anche V.S.Ill.ma che me facci consapevole del uso e pratica circa il decreto Tridentino k) e bolla di Pio Quinto data nell'anno 1564 nel 5° anno del suo pontificato: se i prelati e predicatori regolari siano tenuti à proressare la fede come prova il Roderiquez l), quale dice che in Ispagna per commissione dell'Ill.mo protettore loro e del Commessario generale furano sospesi tutti i lettori e predicatori in fin che fecero tale professione di fede; e nell'art.2 cerca similmente se le promottioni de dottorati e de qualsivoglia arte e facultá&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-02-08T13:48:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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enim quis confiteri alteri habenti iurisdictionem aliis duobus modis&amp;quot;: cioé delegata come per privilegio habiamo noi Mendicanti, ò verso á iure,come i vescovi, parrocchiani etc. Dunque non ci é contro di noi niente. L'istesso affermano Soto b), quale vole che per veruno decreto sia derogato a nostri privilegi. Navarro c), il Suarez d) et tutti i moderni, e fra l'altri Roderiquez e) defende gagliaradamente tale nostra autoritá. E avverta V.S. Ill.ma ch'io favello della confessione annuale e&lt;br /&gt;
non fra anno, dove io ho trovato e mi dà assai difficultà un decreto che é in corpore iuris, cioé il cap.Omnis utriusque sexus; De poenit.et remissione cap. 12 che dice così: Omnis utriusque sexus fidelis, postquam ad annos discretionis pervenerint omnia sua solus peccata saltem semel in anno fideliter confiteatur proprio sacerdoti. Ma questo &amp;lt;hi rend=&amp;quot;underline&amp;quot;&amp;gt;semel in anno&amp;lt;/hi&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/vocabolario/semel-in-anno-licet-insanire http://semel-in-anno-licet-insanire]/&amp;lt;/ref&amp;gt; é dal Sacro Concilio Tridentino statuito e dichiarato nel tempo di quaresima f) E' vero e lo sò che li citati autori nelli luoghi accennati dichiarano il tal decreto, ma per lo più la dichiaratione sta infra anno,e anche se le confessioni fatte da fedeli tra anno si devono ripetere al proprio sacerdote, statuendo il contrario di ciò per refutare una opinione di alcuni authori in quei tempi Vedasi il Soto e Suarez dove sopra. Ma venendo alla confessione attuale quaresimale antecedente alla comunione pasquale,dicono il Suarez etc.detto luogo, in expenendo una Extravagante di Sisto 4°&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/sisto-iv-papa/ http://sisto-iv-papa]&amp;lt;/ref&amp;gt;, intorno á ciò conchiudendo, dice:'Teneri fideles tempore Paschatis confiteri proprio sacerdoti ad communicandum,si confessione indigeant&amp;quot;; e li stesso esponendo Roderiquez art.8 nella nominata questione dice:'Atque ita interpretandus est Sixtus quartus negans se novum ius condere,sed explicare ius positvum in capitulo &amp;lt;hi rend=&amp;quot;underline&amp;quot;&amp;gt;Omnis Utriusque sexus&amp;lt;/hi&amp;gt;, quo laici, non obstantibus privilegiis Mendicantium, ob quae eis confiteri tenentur de iure saltem in anno, ante communionem Paschae,confi-&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T17:07:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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(in)nite gratie à V.S.Ill.ma, sicome farò io restando obligato per sempre à tanto favore, ricevendolo come havesse dato à me un vescovato.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Et li bacio humilissimamente le mani. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di Capoa il di 27 di giugno 1615. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill.ma et Rev.ma&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Humilissimo et obligatissimo servitore &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giacom'Antonio Perotta. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si risponda che io mi sentivo obligato in conscienza à dare un beneficio di momento secondo la giustitia distributiva al piu meritevole; et però l'ho dato ad uno che da nessuno mi è stato raccomandato, perche tutti quelli che mi hanno scritto, che sono stati molti, et anco alcune Principesse, tutti si movevano per interessi particulari. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(adresse)°: All' Ill.mo e R.mo Sig.r P'ron mio Col.mo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Sig.r Cardinale Bellarmino. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Roma.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T17:06:56Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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Ill.mo o R.mo Sig.re Padrone mio col.mo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Don Pompeo d'Angelo di Prossimo passerà à miglior vita, essendo la sua infirmità gravissima: vacarà il suo canonicato sacerdotale; et è l'istesso et con la istessa prebenna che mi diede la buona memoria del Signor cardinale di Sermoneta in di {di} San Giovan Battista à Cisterna, con cento et dieci scudi di moneta di pensione dell'anno 1681, et io col mio denaro estinsi la pensione, et sino ad hoggi vive uno de pensionarii. Questa vacanza vene à V.S.Ill.ma per opera mia, poiche,essendo stato ricercato Don Pompeo da molti Capoani à far nova coadiutoria con partiti grassissimi, lui se ne consultò con me come suo amico et vicino: gli diedi conseglio fidele che non dovesse farla, poiche possea con buona coscienza tirare tutte l'intrate del canonicato, et se liberava dal pericolo di havere un altro coadiutore come il Gravante, dal quale havea ricevuti infiniti disqusti: Non nego che io habbi mira ancora alla prossima vacanza, ô che succedesse in mese di Monsignore Arcivescovo, et in tal caso ne forria stato provisto D. Giolonardo Perrotta sacristano della Nuntiata, che lasciò in capo de lista delli providendi al Sig.r Cardinale Caetano, quandò parti per Spagna; ô fusse nelli mesi di V.S. Ill.ma, et in tal caso havea speranza ne fusse provisto don Lorenzo Farina mio nipote, proposto altre volte da me à V.S. Ill.ma con il requisiti della sufficiente litteratura, della bontà della vita, de honorato nascimento et carrico di sorelle et fratelli poveri, con padre et madre vecchi, che non hanno altra speranza che in questo figlio. Vengo dunque con questa à supplicarne instantissimamente V.S.Ill.ma che voglia haverlo per raccomandato, havendomene data piú volte intentione di volermi far questa gratia, ponendoci quella pensione che parerà à V.S.Ill.ma. Io non hò altri mezzi per supplicarli questa gratia, solo che li miei amici et, se ci fusse il Signor Abbate, sò che ne supplicarlia V.S.Ill.ma con molta efficacia, et facendo la gratia in sua assenza, ne renderà infi&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T17:05:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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Ill.mo et Rev.mo Signore&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nell'ottava di Pasqua di ressurrettione certi preti pellegrini venuti di costì mi diedero due bolle per una compagnia di Zappatori&amp;lt;ref&amp;gt;[https://it.wikipedia.org/wiki/Zappatore_(militare) https://Zappatore]&amp;lt;/ref&amp;gt;, eretta costì sino al tempo delle santa memoria di Sisto 4° et mi fecero instanza di supplicare la Santità di Nostro Signore per la rinovatione delle bolle. Io feci l'offitio et ottenni quanto si desiderava; ma perche non tornorno poi da me li predetti né altri mi fanno instanza di questo, ne meno mi si domandano le bolle vecchie che mi furono lassate, hò voluto scrivere à V.S. che avisi à cotesti à quali spetta, accio gli dichino che cosa si deve fare di questo negotio, et che ordinino à chi dovrò consegnare le loro bolle. Che è quanto mi occorre dire con questa à V.S. alla quale prego da Dio ogni contento. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di Roma li 26 di giugno 1615. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S. Ill.ma e molto rev.da &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
per fargli servitio&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Card.le Bellarmino. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sig.r Canonico Stettener,Trento. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
(adresse):&lt;br /&gt;
All'Ill.mo et M.to Rev. Sig.re il Sig.r Canonico Stettner&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Treno          (Cachet)&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T17:02:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;ArchivesPUG&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;[[Category:EBC_Lovison_Not proofread]]&lt;br /&gt;
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da una volta all'altra. Tuttavia, dove si tratta dell'offesa del Signore Dio, non voglio operare senza consiglio di persona dottissima e pratichissima.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si compaccia dunque S.S.Ill.ma et R.ma per Charità farmi havere si desiderata risolutione in faro conscientiae. Et io,povera creatura, non potendo esserli grato in altro, almeno nelle mie fredde orationi, pregaro il Signore per S.S.Ill.ma, à quale per fine baccio la fimbria delle sacre vesti. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di Bergamo, il 22 giugno,1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill.ma et rev.ma&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Indegno servo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Frate Alberto da Bergamo indegno sacerdote capucc.o.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si risponda che la licenza si parlar alle monache è riservata hora al Sommo Pontefice et si dà con molte limitationi, di non parlare se non li tal giorno et la tal'hora, alla tale sola et con l'assistenza di tali persone. Onde io vedendo il gran conto che si fa di questa prohibitione di parlare à monache, stimo che sia cosa grave et obligatoria à peccato mortale in tutti tre li casi Proposti. Et quando ancora questo non fusse certo, deve ogn'uno in dubio astenersene per non si metter à periculo di peccato mortale: perche,come lei sà, è peccato mortale fare una cosa della quale si dubita che sia peccato mortale, come si può veder ne'casisti,verbo &amp;quot;Dubium&amp;quot;, alli quali mi rimetto. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(adresse): All'Ill.mo et R.mo S.re il S.re Cardinale Bellarminio &lt;br /&gt;
+Roma        ( Cachet) &amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T17:00:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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Ill.mo e Rev.mo Signore. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Con quell'humiltà che posso,da povero Capucino, confidato nella grande humanita di V.S.Ill.ma et Rev.ma, che risuona per tutto il mondo sino nell'orecchie de poveri frati, ardisco pregarla che per amore di Dio voglia compiacersi di consigliarmi in foro conscientiae cerca alcuni dubii in materia del decreto che regolari non visitino monache senza licentia. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Et prima: Io mi ritrovo havere una licentia gia tre anni sono di visitare una mia sorella carnale monaca in un conevnto in Bergamo, (d)ove si ritrovano monache anco una mia zia et un nipote, et dicendo la licentia che non si parli con altra, io mai me ne so prevaluto; perche, se voglio parlare alla sorella, vengono presenti anco le altre parenti che mi dimandaranno qualche cosa come occorre et non volendogli rispondere, pare cosa incivile et rispettosa Percio desiderio sapere per quiete della conscientia mia, se rispondendo sia peccato mortale?&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
2° Quando presento la licentia al suo rev.o padre confessore, accio sia presente,come dice il decreto, esso,che conosce et le monache et me, alle volte non vorrà essere presente, ma mi concederà che io gli parli senza essere presente esso, doppo havere vista la licenza sottoscritta dall'ordinario et dal padre Provinciale nonstro. Desidero sapere se,parlando senza tale presentia,sia peccato mortale ?&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
3° Occorrerà che la rev.da madre Abbadessa verra presente et mi ricercara qualche cosa; onde pare atto d'irriverentia il non rispondergli. Onde desidero sapere anco in questo caso si rispondendo sia peccato; perche pare cosa molto dura,havendo la licentia essentiale, et mancando ò non servandosi una delle condittioni sudette, il credere che l'ill.ma et rev.ma Sacra Congregatione voglia obligare la creatura à dannatione eterna,massime persone che sono di bonissima mente et che stanno molti anni à servirsi di simili licentie,&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T16:58:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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Molto ill.re Sig.or Cugino, Mi pare benessimo fatto, che il Sig.or Marcello nostro finisca lo studio dell'instituto qua in Roma, come ha cominciato. Per l'anno,che viene non saria male provare un poco Siena,ò Perugia, et poi attaccarsi à quel luogo, che riesce meglio. Ma la prego prego à credermi, che io non desidero,se non quello, che é di maggior sodisfattione di V.S. et del Sig.or Marcello, et  se&lt;br /&gt;
io ho dimostrato l'altro anno,et anco quest'anno per lettere, et per mezo del P.Giacomo Nobili il mio parere essere, che Roma non sia buona per studiare, l'ho fatto, perche l'intendo; ma non per questo ho,ne havero à male, che V.S. sequiti il parere di altri, parlandosi di studio di legge, perche se si parlasse di studio di filosfia et theologia, io anteporria lo studio di Roma nel collegio della Compagnia di Gesù à tutti li altri studii d'Italie, perche nel collegio della Compagnia si leggano in ogni facultà circa trecento lettioni, senza rumori, et con disputi frequentissime, dove che negl'altri studii à pena si leggano settanta lettioni con molti fracassi, et rarissime dispute. Con questo prego da Dio à V.S. et à tutta la sua casa ogni contento. Di Roma li 20. si Giugno 1615, &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S. M.to ill.re &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cugino aff.mo per servirla sempre &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Card.le Bellarmino. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sig.or Antonio Cervini. Al vivo. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
(adresse;) E Al molto Ill.re Sig.or Cugino il Sig.or Antonio Cervini &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Al vivo          (cachet)&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T16:56:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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Molto Ill.re et R.mo Signore &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ho letto l'epistola,et li&lt;br /&gt;
versi presentatimi dal comune amico Monsig're Amalteo, et ringratio quanto devo V.S. dell'uno et dell'altro; et mi dispiace non poterci far sopra quelle considerationi, che la compositione meriterebbe; si perché mi trovo con molte et gravi occupationi, come perché  trovandomi in età quasi decrepita non posso dilettarmi più di simili studi, ma solo di solo di cose gravi,et principalmente di quelle che sono utili per apparecchiare l'anima al passagio all'altra vita. con questo mi offero à V.S.R.ma per servirla, et prego Dio che la prosperi et feliciti. Di Roma li 10 di Giugno 1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill.ma et R.ma &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Come fratello aff.mo per servirla &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
R.Card.le Bellarmino.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<title>Page:EBC 1615 05 31 1578.pdf/1</title>
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		<updated>2019-01-30T16:54:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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Ill.mo et Rev.mo Sig.r mio et patrone osserva.mo. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La cura d'un populo commessome da monsgr vescovo di Squillace contro mia voglia m'ha trattenuto per insin'adesso che non habbia venuto comforme la mia volontà et obligo à far'riverenza a V.S.Illma come con questa mia con l'occasione di questo mio fratello faccio. Non per questo ho cessato mai ne cessarò nelle mie tepide e fredde orationi e sacrifici pregarne la divina bontà che voglia concederli salute e lunga vita qui per il bisogno che tene Santa Chiesa della sua presenza, e darli forza per sostener'il peso e carrico continuo che sostene. lo per più attender'à me e perche mi riconosco insofficiente à questo peso e cura d'anime, desidero renontiare questo beneficio, e monsignor mio de Squillace non ha voluto admetterme, ma per l'insofficienza che ritrovo in me e per l'occasione che desidero havere di trattenermi in Roma sotto l'ordine e servitù de V.S.Ill.ma comforme l'ardentissimo mio desiderio ch'altare volte l'ho comunicato, me stimola la conscienza de renontiarlo, supplico V.S.Ill.ma, che in questo come in tutte le cose mie m'ordini quanto haverò 'esseguire. Il presente mio fratello ragionerà con V.S.Ill.ma sopra una dispensa per l'irregolarità incorsa d'un homicidio per rissa per un clerico che desidera ascender'all'ordini sacri. La supplico quanto più posso che ne voglia favorire se potrà esser per via de penitentieria secreta ô di quel meglio modo che li parerà, certificandola che sarà servitio grande de nostro Signore Dio; et io per fine faccio humilmente reverenza a V.S. Ill.ma.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Squillace li 31 maggio 1615. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill.ma &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
indegnissimo et humilissimo servo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Don Giovan Jacomo Colocitti&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
che fu indegno d'esser della Compagnia de Jesus. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si risponda che io non posso consigliarlo di renuntiare la cura di anime,essendo offitio gratissimo à Dio, et della sufficienza ha da lassare la cura à giudicarlo al superiore.Quanto alla dispensa che si domanda per il clerico,lassarò che il fratello glia dia ragguaglio di&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T16:52:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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Ill.mo et Rev.mo Sig.r mio padrone sempre oss.mo&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quantunque io non sia di merito alcuno appresso V.S.Ill.ma, sapendosi la professione che fò di esserle servitore aff.mo per la sua molta virtù, vengono facilmente alcuni,ch'hanno bisogno del favore di V.S.Ill.ma, à ricorrere da mé, come il padre don'Herrico Fortuna celestino, che desidera per convenienti rispetti li sia assegnato il monasterio di Napoli per stanza in questo prossimo capitolo; et solendo pratticate spesso con mé,non senza mia edificatione, supplico V.S.Ill.ma vogli ordinare à chi spetta, doni à detto padre in ciò la desiderata sodisfattione, ché ne resterò à V.S. Illma con particular'obligo; alla quale bacio humilmente le mani,pregandole ogni meggior grandezza. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Napoli 25 di aprile 1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill.ma et R.ma &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Humilissimo servitor perpetuo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ottaviano vescovo di Nicotera.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ill.mo Bellarmino.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si risponda che a me non tocca, anzi é proibito nel breve della Protettione anco agli protettori il disporre delli religiosi et assegnarli i luoghi; onde solo posso raccomandare stimili negotii alli Superiori regulari, et cosi farò di questo etc.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T16:50:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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&lt;br /&gt;
Molto Ill.re Sig.or Cugino, Quando il sig.or Marcello haverà l'età,et li altri requisiti, non solo potrà sperare  Canonicati, ma anco Vescovati, et questi piu facilmente che quelli. Ma per hora bisogna attendere àfarsi habile et meritevole,massime che in questi tempi è difficilissimo bavere benefitii semplici,ò pensioni, et perche io havevo provato di ottenere qualche cosa per il sig.or Marcello dal Card.le Farnese, et non mi era riuscito, et sapevo la difficultà di ottenere simili cose dal Papa, non essendo io sua Creatura, mi risolsi dar le pensioni delle mie proprie entrate alli miei nipoti,et alli figlioli di cugini. Come anco non havendo potuto in sedici anni provedere tanmi miei servitori di qualche benefitio, divisi cinquecento scudi delle mie entrate in forma di pensione à Giuseppe mio Nipote, che morì, et à quattro miei servitori. In somma V.S. sia secura che non manca in me la buona voluntà di aiutare il sig.or Marcello, ma per hora ci manca la possibilità. Con che gli prego da Dio ogni bene. Di Roma li 18 d'Aprile 1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di V.S. M/to Ill/re &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Affmo Cugino per servirla &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Card. Bellarmino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(adresse): Al m.to ill.re Sig.or Cugino,il Sig.or Antonio Cervini &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Montepulciano             (cachet)&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T16:49:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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un decreto che sotto pena di scommunica latae sententiae et d'inhabilità al generalato,non sia lecito à nissuno procurare il generalato per se ò per altri, et quando l'abbate generale sia convinto d'havere procurato la confirmatione, ipso facto sia inhabile che quella volta ad esser confirmato; l'altro di ordinare che quelli priori soli habbiano voto in capitolo che sono fatti priori nel capitolo generale ò annala; gli altri,fatti dall'Abbate generale solo nel suo triennio, non habbiano voto; perche in questo modo si chiudarebbe la strada all'Abbate Generale di farsi li voti per la confirmatione. Se con questi rimedii ò altri,che alle RR.VV. verranno in mente, si possi assicurare la Congregatione che la confirmatione possa essere utile, potranno le RR.VV. nel capitolo generale presente mettere à partito, se sia bene tornare al primo instituto di S.Pietro C[e]lestino; et parendogli bene, ne potranno fare decreto,il quale io procurato di farlo confirmare da Nostro Signore et quando non gli paia bene, non si farà altro; perche non pretendo violentare in cosa nessuna la volontà loro. Et perché il rev.mo padre Abbate generale presente hà dato nel suo governo compita sodisfattione alla Santità di Nostro Signore et à me, havendo dimostarto prudenza et giustitia et integrità di vita et zelo dell'honore di Dio et del bene della Congregatione, ne ci é  pericolo che si habbia procurato la confirmatione, sapendo che,secondo le Constitutioni, non poteva essere confirmato, per questo mi é  parso di mio proprio moto impetrare da Nostro Signore un breve per il quale sia data facoltà al capitolo generale di poterlo confirmare pro hac vice tantum, il quale si leggerà alle RR.VV. Et se bene Nostro Signore et io lasciamo intiera libertà al capitolo di confirmarlo ò non confirmarlo, nondimeno io non posso fare di meno di pregare le RR.VV. che,spogliate d'ogni interesse proprio, considerino quello che io dissi da principio che, quando il Superiore é buono, in tre anni soli poco frutto può fare nel suo buon governo, ma,essendo confirmato, può giovare grandemente. Et sopra tutto le prego à credermi che in queste cose che gl'ho pro&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T16:46:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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Al molto R.do Padre Mro F.Paolo Antonio Foscarini Provinciale de'Carmelit.ni della Provincia di Calabria. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Molto R.do Padre mio, &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ho letto volentieri l'epistola italiana e la scrittura latina che la P.V. m'ho mandato la ringratio dell'una e dell'altra, e confesso che sono tutte piene d'ingegno e di dottrina. Ma perché lei dimanda il mio parere, lo farò con molta brevità, perché lei hora ha poco tempo di leggere et io ho poco tempo di scrivere. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
P° Dico che mi pare che V.P. et il Sig.r Galileo facciano prudentemente a contentarsi dei parlare '''ex suppositione''' e non assolutamente,come io ho sempre creduto che habbia parlato il Copernico&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/nicola-copernico/ http://nicola-copernico]&amp;lt;/ref&amp;gt;, perché il dire, che supposto che la terra si muove et il sole stia fermo si salvano tutte l'apparenze meglio che con porre gli eccentrici et epicicli, è benissimo detto, e non ha pericolo nessuno; e questo basta al mathematico: ma volere affermare che realmente il sole stia nel centro del mondo,e solo si rivolti in se stesso senza correre dall'oriente all'occidente, e che la terra stia nel 3° cielo e giri con somma velocità intorno al sole, é cosa molto pericolosa non solo d'irritare tutti i filosofi e theologi scholastici, ma anco di nuocere alla Santa Fede con rendere false le Scritture Sacre; perchè la P.V. ha bene dimostarto molti modi di esporre le Sante Scritture, ma non li ha applicati in particolare, chè senza dubbio havria trovato grandissime difficultà, se havesse voluto esporre tutti quei luoghi che lei tessa ha citati.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
2° Dico che,come lei sa, il Concilio prohibise esporre le Scritture contra il commune consenso de'Santi Padri; e se la P.V. vorrà leggere non dico solo li Santi Padri, ma li commentarii moderni sopra il Genesi, sopra li Salmi, sopra Eclesiaste, sopra Giousè, trovarà,che tutti convengono in esporre '''ad literam''' ch'il sole è nel cielo e gira intorno alla terra con somma velocità, e che la terra è lontanissima dal cielo e sta nel centro del mondo,immobile. Consideri hora lei, con la sua prudenza, se la Chiesa possa sopportare&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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Molto Ill.re Sig.ora Nipote, Ho visto quanto mi scrivete, et quanto anco scrivete all'Abbate della Ciaia, et quanto havete fatto scriver'à diversi Padri della Compagnia. Vedi,che il Sig.or Marcello si persuade, che io possa et non voglia provederlo di qualche buona entrata ecclesiastica. Ma in vero s'inganna, perche se io havesse potuto per via del Papa,ò del sig/or Card.Farnese, come ho p procurato, fargli havere benefitii,ò pensioni, non mi saria privato io stesso di parte delle mie poche entrate per dargli la pensione che gl'ho dato. Ma à chi non vole esser capace della verità,io non posso farli capace per forza. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tutta via se portò ottenergli qualche cosa, non mancaro di farlo: se bene la s.ta memoria di Papa Marcello&amp;lt;ref&amp;gt;[https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Marcello_II https://Papa_Marcello_II]&amp;lt;/ref&amp;gt;,nel suo Cardinato, che durò sedici anni, non diede mai niente alle sorelle, et à nipoti da parte di sorella, ma tutto quello che diede, lo diede al fratello, et io ho dato al mio fratello tanto poco,che è quasi niente, et à gli'altri ho dato pure qualche cosa; et piu darò,se potrò. Con questo vi prego da Dio ogni prosperità. Di Roma li 4 d'Aprile 1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vostro Zio amorevole&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Card,Bellarmino.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(adresse):&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Alla M.to ill.re Sig.ra Nipote, la Sig.ra Maria Bellarmini ne Cervini.   (Cachet)&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
Montepuciano.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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Ill.mo e Rev.mo Signore&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Mando à V.S.Ill.ma e Rev.ma alcuni frutti donatimi in questo tempo quadragesimale, che sono tartuffi, e glie li mando con questo pensiero che gli sieno grati, e tanto piu acciocche lei ancora partecipi di quel bene che hò mediante le mie fatiche. Io m'accorgo che è troppo l'ardir mio, ma con lei, che conosce il mio affetto, non m'imagino che mi sia necessario addure altre scuse che l'istesso affetto et amore, con et amore, con che, se bene son lontano, l'ammiro et osservo. Intanto il nostro Signore la conservi e prosperi, ch'io, humilmente baciandogli le vesti, me gl'offerto e raccomando. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di Siena il di 2 di aprile 1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill.ma e R.ma&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Devotiss.o et humiliss.o servo&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fra Paolo Ciera Venetiano agostiniano.&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
(minute de la rèponse, sur la même feuille):&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si risponda che ho ricevuto il cestello con li tartuffi; ma, perche la bolla de doni,che fanno li religiosi, prohibisce che non si pigli niente,se non viene in nome di tutto il convento, io non sono stato ardito di accettarli, ma l'ho mandato al R.mo P.Generale, il quale però l'ha rimandato in nome di tutta la religione. Con tutto ciò prego la R.V. che non mandi piú niente, ché io non accetto doni di religiosi, ne anco di quelli sono protettore. Aggiongo che il paniere era mezo, et però si crede che qualch'uno habbia preso la sua parte.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(adresse): &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
All'Ill.mo e R.mo Sig.re Patron col.mo il Sig.r Cardinale Bellarmino. Roma.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T16:40:58Z</updated>

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Molto Ill.re Sig.ra Sorella, Ho visto,quanto mi scrivete: et ho pensato ancor'io,come restareste, se io morisse prima di voi; et se bene chi ha visto voi,et me, dice,che io sono per vivere piu di voi: nondimeno puo esser'ancora il contrario. Et però vi ho raccommandato all'Abbate, il quale alla mia morte resterà ricco di piu di mille scudi d'entrata, et potrà darvi quello,che vi do io; et mi ha promesso di farlo, et lo farà, perche vi tiene in luogo di madre. Aggiongo, che io gia ho pensato,et ordinato qualche altra cosa, in caso che l'Abbate morisse prima, ò non volesse aiutarvi, il che non è verisimile; et questo che io ha ordinato, lo saperete quando sarà il tempo. Aggiongo per ultimo, che bisogna con viva fede,et fiducia confidare in Dio, il quale non manca mai à chi lo serve di cuore, et si fida in lui. Et io credo,che una delle cause, per le quali é piaciuto à Dio mettermi in questo grado,del quale io non havevo bisogno, sia stata per sovvenire à voi,et à mio fratello, il quale senza questo aiuto non haveria potuto vivere con tanta famiglia. Onde si come Iddio vi ha provisto fin'hora: siate sicura, che non vi mancarà in quel poco tempo,che resta; pregate Dio per me. Di Roma li 14 Marzo 1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
fratello aff.mo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Card.Bellarmino.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
(adresse):&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Alla m.to ill.re Sig.ra sorella,la Sig.ra Camilla Bellarmini, ne Burratti.             (cachet)&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Montepulciano.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
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		<updated>2019-01-30T16:39:46Z</updated>

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si devino fare con le detta professione di fede, e dice di si. Ora queste cose non sò se sono in uso, ne si devino fare e con quali solennitá. Desidero il tutto di sapere per scarico di conscientia. Mi perdoni pertanto V.S.Ill.ma e R.ma dell'incommodo et io sarò sempre tenuto à pregare il Signore Iddio per V.S.Ill.ma per sua maggior grandezza e conservatione della vita.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di marzo il di 12, in Cortona 1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill.ma e Rev.ma&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Devotissimo Servitore &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fra Francesco Maria Samuelli&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si risponda che, come un'altra volta gli scrissi, io non posso attendere à rispondere a tanti dubii; ne havendo bisogno di me potendo scrivere alla Cong/ne del Concilio o alli suoi Padri della Minerva&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.romasegreta.it/pigna/piazza-della-minerva.html https://piazza-della-minerva]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
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		<updated>2019-01-30T16:38:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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teri parrocho nempe ea peccata a quibus alias non fuerunt legitime absoluti&amp;quot;.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dalle cui dichiarationi difficilmente si cava il vero senso et autorità che si cerca, e l'istesso del proprio sacerdote in confessione saltem in anno dice il catechismo romano. E perchè  questa decisione non si trova directe et immediate nel Concilio g) alla Tridentino, fa che maggior difficultà à regolari apporti;attesochè,come nota nella sua prasse episcopale Paulo Piacesio h),questi nostri privilegi sono da Gregorio 13 redotti secondo all'uso e decreto Tridentino e che non ad esso siano contrari,ponendovi queste due clausule il Pontefice &amp;quot;Nullis contrariis etiam suis obstantibus&amp;quot;, e &amp;quot;in quantum decretis Concilii Tridentini non sunt contraria&amp;quot;. Cosi dice in una sula bolla data e publicata nel 1572 nel primo anno del suo pontificato,rivocando tutti i privilegii di Pio Quinto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/pio-v-papa-santo/ http://pio-v-papa-santo/]&amp;lt;/ref&amp;gt;; e l'istesso dice Roderiquez i). Questi autori dicono di più che tutti i Papi sogliono nelle confirmationi di privilegii mettervi tale clausule. E perchè il detto capitolo '''Omnis''' stá in corpore iuris,se non ne fa espressa mentione, difficilmente appare che i Pontefici, dando i privilegi, voglino derogare á quei decreti,come il medesimo Roderiquez cita autori nel detto articolo e nel 12, 13 e 14.&lt;br /&gt;
Ora per questi et altri capi mi sono mosso à scrivere à V.S.Ill.ma,acciò mi determini la practica e costitutione della della Curia Romana. Inoltre prego anche prego anche V.S.Ill.ma che me facci consapevole del uso e pratica circa il decreto Tridentino k) e bolla di Pio Quinto data nell'anno 1564 nel 5° anno del suo pontificato: se i prelati e predicatori regolari siano tenuti à proressare la fede come prova il Roderiquez l), quale dice che in Ispagna per commissione dell'Ill.mo protettore loro e del Commessario generale furano sospesi tutti i lettori e predicatori in fin che fecero tale professione di fede; e nell'art.2 cerca similmente se le promottioni de dottorati e de qualsivoglia arte e facultá&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T16:37:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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test enim quis confiteri alteri habenti iurisdictionem aliis duobus modis&amp;quot;: cioé delegata come per privilegio habiamo noi Mendicanti, ò verso á iure,come i vescovi, parrocchiani etc. Dunque non ci é contro di noi niente. L'istesso affermano Soto b), quale vole che per veruno decreto sia derogato a nostri privilegi. Navarro c), il Suarez d) et tutti i moderni, e fra l'altri Roderiquez e) defende gagliaradamente tale nostra autoritá. E avverta V.S. Ill.ma ch'io favello della confessione annuale e&lt;br /&gt;
non fra anno, dove io ho trovato e mi dà assai difficultà un decreto che é in corpore iuris, cioé il cap.Omnis utriusque sexus; De poenit.et remissione cap. 12 che dice così: Omnis utriusque sexus fidelis, postquam ad annos discretionis pervenerint omnia sua solus peccata saltem semel in anno fideliter confiteatur proprio sacerdoti. Ma questo '''semel in anno'''&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/vocabolario/semel-in-anno-licet-insanire http://semel-in-anno-licet-insanire]/&amp;lt;/ref&amp;gt; é dal Sacro Concilio Tridentino statuito e dichiarato nel tempo di quaresima f) E' vero e lo sò che li citati autori nelli luoghi accennati dichiarano il tal decreto, ma per lo più la dichiaratione sta infra anno,e anche se le confessioni fatte da fedeli tra anno si devono ripetere al proprio sacerdote, statuendo il contrario di ciò per refutare una opinione di alcuni authori in quei tempi Vedasi il Soto e Suarez dove sopra. Ma venendo alla confessione attuale quaresimale antecedente alla comunione pasquale,dicono il Suarez etc.detto luogo, in expenendo una Extravagante di Sisto 4°&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/sisto-iv-papa/ http://sisto-iv-papa]&amp;lt;/ref&amp;gt;, intorno á ciò conchiudendo, dice:'Teneri fideles tempore Paschatis confiteri proprio sacerdoti ad communicandum,si confessione indigeant&amp;quot;; e li stesso esponendo Roderiquez art.8 nella nominata questione dice:'Atque ita interpretandus est Sixtus quartus negans se novum ius condere,sed explicare ius positvum in capitulo '''Omnis Utriusque sexus''', quo laici, non obstantibus privilegiis Mendicantium, ob quae eis confiteri tenentur de iure saltem in anno, ante communionem Paschae,confi-&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T16:36:43Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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&lt;br /&gt;
Ill.mo et R.mo Mons.re padrone mio col'mo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
'E vero, Ill.mo e R.mo Monsignore, et à me pur assai rincresce che venghi io quasi spesso à salutare V.S. Ill.ma con lettere dandole noia e incomodo. Ma è anche vero, Ill.mo Sig.re, che chi volle delle gratie et favori concernenti la salute dell'anima, che alle volte si trova in lacii et laberinti, bisogna ricorrere al fonte et quasi altrocervio liberarsi dalli veleni mortiferi.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Occorse dunque, Ill.mo Monsignore, che à questi giorni passati è venuto in pensiero all Sig.r vicario di questa città di Cortona&amp;lt;ref&amp;gt;[https://it.wikipedia.org/wiki/Cortona https://Cortona]&amp;lt;/ref&amp;gt;, non essendovi Monsignore nostro, quale è buono in se et hà ottimo fine, ma i mezzi per pervenire ad esso non paiono lodevoli,massime quando concernono il pregiudito del terzo, et è che dice volere mandare un editto à tutti christiani fedeli sotto la sua dittone che questa Quadragesima si vadino ciascuno di loro à confessare al proprio parrochiano, e non esclude i Mendicanti, havendo privilegii. Laddove,presentito tal pensiero, alcuni padri della mia religione, stando qua, andorono à trovare il Sig/r Vicario con farli intendere che eccettuasse noi altri religiosi in respetto de'privilegii ch'abbiamo. Rispose che non ne volea far altro e diceva poterlo fare, perche cosi fatto dalla città de Ascesi&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/assisi_%28Enciclopedia-Dantesca%29 http://assisi]&amp;lt;/ref&amp;gt; una volta da un  pastore di quella, e che anche ciò hà trovati nel Toledo&amp;lt;ref&amp;gt;[https://it.wikipedia.org/wiki/Toledo https://Toledo]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il che sono stato pregato da alcuni miei padri che ci studiaasse e vi scrivessi. Ora perche i privilegi de'regolari à ora à ora si estendano e se lievano e coartano, e bene spesso non sapendosi da tutti, io ho pensato che,dopo havere studiato tal materia, di avvisare V.S.Ill.ma di tutto quello ho trovato scritto circa di ciò,e sapere come costà nella curia romana si pratica etc. Onde per cominciare da quello che dice havere trovato nella Somma del Toledo,dico che quello Ill/mo Cardinale a) in dechiarando qual sia il proprio sacedorte, dice queste precise parola &amp;quot; Hoc autem non est intelligendum quasi sit necessarium confiteri proprio sacerdoti simpliciter; po-&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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(in)nite gratie à V.S.Ill/ma, sicome farò io restando obligato per sempre à tanto favore, ricevendolo come havesse dato à me un vescovato.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Et li bacio humilissimamente le mani. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di Capoa il di 27 di giugno 1615. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill/ma et Rev/ma&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Humilissimo et obligatissimo servitore &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giacom'Antonio Perotta. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si risponda che io mi sentivo obligato in conscienza à dare un beneficio di momento secondo la giustitia distributiva al piu meritevole; et però l'ho dato ad uno che da nessuno mi è stato raccomandato, perche tutti quelli che mi hanno scritto, che sono stati molti, et anco alcune Principesse, tutti si movevano per interessi particulari. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(adresse)°: All' Ill/mo e R/mo Sig/r P'ron mio Col/mo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Sig/r Cardinale Bellarmino. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Roma.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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Ill/mo o R/mo Sig/re Padrone mio col/mo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Don Pompeo d'Angelo di Prossimo passerà à miglior vita, essendo la sua infirmità gravissima: vacarà il suo canonicato sacerdotale; et è l'istesso et con la istessa prebenna che mi diede la buona memoria del Signor cardinale di Sermoneta in di {di} San Giovan Battista à Cisterna, con cento et dieci scudi di moneta di pensione dell'anno 1681, et io col mio denaro estinsi la pensione, et sino ad hoggi vive uno de pensionarii. Questa vacanza vene à V.S.Ill/ma per opera mia, poiche,essendo stato ricercato Don Pompeo da molti Capoani à far nova coadiutoria con partiti grassissimi, lui se ne consultò con me come suo amico et vicino: gli diedi conseglio fidele che non dovesse farla, poiche possea con buona coscienza tirare tutte l'intrate del canonicato, et se liberava dal pericolo di havere un altro coadiutore come il Gravante, dal quale havea ricevuti infiniti disqusti: Non nego che io habbi mira ancora alla prossima vacanza, ô che succedesse in mese di Monsignore Arcivescovo, et in tal caso ne forria stato provisto D. Giolonardo Perrotta sacristano della Nuntiata, che lasciò in capo de lista delli providendi al Sig/r Cardinale Caetano, quandò parti per Spagna; ô fusse nelli mesi di V.S. Ill/ma, et in tal caso havea speranza ne fusse provisto don Lorenzo Farina mio nipote, proposto altre volte da me à V.S. Ill/ma con il requisiti della sufficiente litteratura, della bontà della vita, de honorato nascimento et carrico di sorelle et fratelli poveri, con padre et madre vecchi, che non hanno altra speranza che in questo figlio. Vengo dunque con questa à supplicarne instantissimamente V.S.Ill/ma che voglia haverlo per raccomandato, havendomene data piú volte intentione di volermi far questa gratia, ponendoci quella pensione che parerà à V.S.Ill/ma. Io non hò altri mezzi per supplicarli questa gratia, solo che li miei amici et, se ci fusse il Signor Abbate, sò che ne supplicarlia V.S.Ill/ma con molta efficacia, et facendo la gratia in sua assenza, ne renderà infi&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T13:17:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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Ill/mo et Rev/mo Signore&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nell'ottava di Pasqua di ressurrettione certi preti pellegrini venuti di costì mi diedero due bolle per una compagnia di Zappatori&amp;lt;ref&amp;gt;[https://it.wikipedia.org/wiki/Zappatore_(militare) https://Zappatore]&amp;lt;/ref&amp;gt;, eretta costì sino al tempo delle santa memoria di Sisto 4° et mi fecero instanza di supplicare la Santità di Nostro Signore per la rinovatione delle bolle. Io feci l'offitio et ottenni quanto si desiderava; ma perche non tornorno poi da me li predetti né altri mi fanno instanza di questo, ne meno mi si domandano le bolle vecchie che mi furono lassate, hò voluto scrivere à V.S. che avisi à cotesti à quali spetta, accio gli dichino che cosa si deve fare di questo negotio, et che ordinino à chi dovrò consegnare le loro bolle. Che è quanto mi occorre dire con questa à V.S. alla quale prego da Dio ogni contento. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di Roma li 26 di giugno 1615. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S. Ill/ma e molto rev/da &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
per fargli servitio&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Card/le Bellarmino. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sig/r Canonico Stettener,Trento. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
(adresse):&lt;br /&gt;
All'Ill/mo et M/to Rev. Sig/re il Sig/r Canonico Stettner&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Treno          (Cachet)&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T09:41:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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Molto Reverendo Padre &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Desiderando io grandemente il bene di questa santa Congregatione, della quale il Vicario di Christo mi ha fatto Protettore, hò più volte fra me considerato che, quando il capo della Congregatione è buono, è ben fatto che stia in governo lungo tempo, et per il contrario, quando non è buono, è ben fatto che il governo suo sia brevissimo. Per questo la beata memoria del Santo Pontefice Pietro Celestino&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/santo-celestino-v_(Enciclopedia-dei-Papi)/ http://santo-celestino-v]&amp;lt;/ref&amp;gt;, inspirato da Dio et mosso anco dalla raggione evidente, ordinò che l'Abbate Generale della sua congregatione governasse per tre anni et poi rinuntiasse; ma aggionse che il capitolo generale lo potesse eleggere di nuovo,se lo giudicasse buono, altrimente eleggessero un'altro. Così con gran prudenza provedde che con giusto titolo fosse rimosso quello che non era buono, et diede luogo di allongare il tempo alli buoni, perchè in vero tre anni sono troppo breve tempo,quando il superiore è buono. Onde hoggi quasi tutte le religioni,ò vero hanno il Generale perpetuo, ò,se è temporale, l'hanno per sei anni, ò lo possano confirmare almeno una volta. Con tutto ciò non riprendo, anzi laudo et riverisco il giuditio di quel capitolo generale, che al tempo di Giovanni xxii&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-xxii_%28Enciclopedia-dei-Papi%29/ http://giovanni-xxii]&amp;lt;/ref&amp;gt; ordinò che l'Abbate Generale de Celestini non si potesse confirmare, ma,finito il suo triennio, dovesse in ogni modo lassare il governo; perchè in quel tempo comunciavano li Abbati generali, sapendo di poter essere confirmati, procurarsi per varie strade la confirmatione, e senza dubio chi procura la confirmatione non è degno d'essere confirmato, dichiarandosi manifestamente ambitioso. Ma quando si trovasse qualche rimedio efficace contra l'ambitione et che la congregatione si potesse assicurare che l'Abbate Generale non hà desiderato,et molto meno procurato direttamente la confirmatione, allora senza dubio saria bene ritornare alla prima institutione dal Santissimo fondatore Santo Pietro Celestino. A me occorrevano due rimedii: uno di fare&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T09:32:11Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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Al molto R/do Padre Mro F.Paolo Antonio Foscarini Provinciale de'Carmelit/ni della Provincia di Calabria. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Molto R/do Padre mio, &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ho letto volentieri l'epistola italiana e la scrittura latina che la P.V. m'ho mandato la ringratio dell'una e dell'altra, e confesso che sono tutte piene d'ingegno e di dottrina. Ma perché lei dimanda il mio parere, lo farò con molta brevità, perché lei hora ha poco tempo di leggere et io ho poco tempo di scrivere. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
P° Dico che mi pare che V.P, et il Sig/r Galileo facciano prudentemente a contentarsi dei parlare '''ex suppositione''' e non assolutamente,come io ho sempre creduto che habbia parlato il Copernico&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/nicola-copernico/ http://nicola-copernico]&amp;lt;/ref&amp;gt;, perché il dire, che supposto che la terra si muove et il sole stia fermo si salvano tutte l'apparenze meglio che con porre gli eccentrici et epicicli, è benissimo detto, e non ha pericolo nessuno; e questo basta al mathematico: ma volere affermare che realmente il sole stia nel centro del mondo,e solo si rivolti in se stesso senza correre dall'oriente all'occidente, e che la terra stia nel 3° cielo e giri con somma velocità intorno al sole, é cosa molto pericolosa non solo d'irritare tutti i filosofi e theologi scholastici, ma anco di nuocere alla Santa Fede con rendere false le Scritture Sacre; perchè la P.V. ha bene dimostarto molti modi di esporre le Sante Scritture, ma non li ha applicati in particolare, chè senza dubbio havria trovato grandissime difficultà, se havesse voluto esporre tutti quei luoghi che lei tessa ha citati.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
2° Dico che,come lei sa, il Concilio prohibise esporre le Scritture contra il commune consenso de'Santi Padri; e se la P.V. vorrà leggere non dico solo li Santi Padri, ma li commentarii moderni sopra il Genesi, sopra li Salmi, sopra Eclesiaste, sopra Giousè, trovarà,che tutti convengono in esporre '''ad literam''' ch'il sole è nel cielo e gira intorno alla terra con somma velocità, e che la terra è lontanissima dal cielo e sta nel centro del mondo,immobile. Consideri hora lei, con la sua prudenza, se la Chiesa possa sopportare&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T09:26:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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Molto Ill/re Sig/ora Nipote, Ho visto quanto mi scrivete, et quanto anco scrivete all'Abbate della Ciaia, et quanto havete fatto scriver'à diversi Padri della Compagnia. Vedi,che il Sig/or Marcello si persuade, che io possa et non voglia provederlo di qualche buona entrata ecclesiastica. Ma in vero s'inganna, perche se io havesse potuto per via del Papa,ò del sig/or Card.Farnese, come ho p procurato, fargli havere benefitii,ò pensioni, non mi saria privato io stesso di parte delle mie poche entrate per dargli la pensione che gl'ho dato. Ma à chi non vole esser capace della verità,io non posso farli capace per forza. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tutta via se portò ottenergli qualche cosa, non mancaro di farlo: se bene la s/ta memoria di Papa Marcello&amp;lt;ref&amp;gt;[https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Marcello_II https://Papa_Marcello_II]&amp;lt;/ref&amp;gt;,nel suo Cardinato, che durò sedici anni, non diede mai niente alle sorelle, et à nipoti da parte di sorella, ma tutto quello che diede, lo diede al fratello, et io ho dato al mio fratello tanto poco,che è quasi niente, et à gli'altri ho dato pure qualche cosa; et piu darò,se potrò. Con questo vi prego da Dio ogni prosperità. Di Roma li 4 d'Aprile 1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Vostro Zio amorevole&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Card,Bellarmino.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(adresse):&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Alla M/to ill/re Sig/ra Nipote, la Sig/ra Maria Bellarmini ne Cervini.   (Cachet)&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
Montepuciano.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T08:59:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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si devino fare con le detta professione di fede, e dice di si. Ora queste cose non sò se sono in uso, ne si devino fare e con quali solennitá. Desidero il tutto di sapere per scarico di conscientia. Mi perdoni pertanto V.S.Ill/ma e R/ma dell'incommodo et io sarò sempre tenuto à pregare il Signore Iddio per V.S.Ill/ma per sua maggior grandezza e conservatione della vita.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di marzo il di 12, in Cortona 1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill/ma e Rev/ma&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Devotissimo Servitore &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fra Francesco Maria Samuelli&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si risponda che, come un'altra volta gli scrissi, io non posso attendere à rispondere a tanti dubii; ne havendo bisogno di me potendo scrivere alla Cong/ne del Concilio o alli suoi Padri della Minerva&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.romasegreta.it/pigna/piazza-della-minerva.html https://piazza-della-minerva]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<title>Page:EBC 1615 03 12 1550.pdf/3</title>
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		<updated>2019-01-30T08:52:41Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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teri parrocho nempe ea peccata a quibus alias non fuerunt legitime absoluti&amp;quot;.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dalle cui dichiarationi difficilmente si cava il vero senso et autorità che si cerca, e l'istesso del proprio sacerdote in confessione saltem in anno dice il catechismo romano. E perchè  questa decisione non si trova directe et immediate nel Concilio g) alla Tridentino, fa che maggior difficultà à regolari apporti;attesochè,come nota nella sua prasse episcopale Paulo Piacesio h),questi nostri privilegi sono da Gregorio 13 redotti secondo all'uso e decreto Tridentino e che non ad esso siano contrari,ponendovi queste due clausule il Pontefice &amp;quot;Nullis contrariis etiam suis obstantibus&amp;quot;, e &amp;quot;in quantum decretis Concilii Tridentini non sunt contraria&amp;quot;. Cosi dice in una sula bolla data e publicata nel 1572 nel primo anno del suo pontificato,rivocando tutti i privilegii di Pio Quinto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/pio-v-papa-santo/ http://pio-v-papa-santo/]&amp;lt;/ref&amp;gt;; e l'istesso dice Roderiquez i). Questi autori dicono di più che tutti i Papi sogliono nelle confirmationi di privilegii mettervi tale clausule. E perchè il detto capitolo '''Omnis''' stá in corpore iuris,se non ne fa espressa mentione, difficilmente appare che i Pontefici, dando i privilegi, voglino derogare á quei decreti,come il medesimo Roderiquez cita autori nel detto articolo e nel 12, 13 e 14.&lt;br /&gt;
Ora per questi et altri capi mi sono mosso à scrivere à V.S.Ill/ma,acciò mi determini la practica e costitutione della della Curia Romana. / Inoltre prego anche prego anche V.S.Ill/ma che me facci consapevole del uso e pratica circa il decreto Tridentino k) e bolla di Pio Quinto data nell'anno 1564 nel 5° anno del suo pontificato: se i prelati e predicatori regolari siano tenuti à proressare la fede come prova il Roderiquez l), quale dice che in Ispagna per commissione dell'Ill/mo protettore loro e del Commessario generale furano sospesi tutti i lettori e predicatori in fin che fecero tale professione di fede; e nell'art.2 cerca similmente se le promottioni de dottorati e de qualsivoglia arte e facultá&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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test enim quis confiteri alteri habenti iurisdictionem aliis duobus modis&amp;quot;: cioé delegata come per privilegio habiamo noi Mendicanti, ò verso á iure,come i vescovi, parrocchiani etc. Dunque non ci é contro di noi niente. L'istesso affermano Soto b), quale vole che per veruno decreto sia derogato a nostri privilegi. Navarro c), il Suarez d) et tutti i moderni, e fra l'altri Roderiquez e) defende gagliaradamente tale nostra autoritá. E avverta V.S. Ill/ma ch'io favello della confessione annuale e&lt;br /&gt;
non fra anno, dove io ho trovato e mi dà assai difficultà un decreto che é in corpore iuris, cioé il cap.Omnis utriusque sexus; De poenit.et remissione cap. 12 che dice così: Omnis utriusque sexus fidelis, postquam ad annos discretionis pervenerint omnia sua solus peccata saltem semel in anno fideliter confiteatur proprio sacerdoti. Ma questo '''semel in anno'''&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/vocabolario/semel-in-anno-licet-insanire http://semel-in-anno-licet-insanire]/&amp;lt;/ref&amp;gt; é dal Sacro Concilio Tridentino statuito e dichiarato nel tempo di quaresima f) E' vero e lo sò che li citati autori nelli luoghi accennati dichiarano il tal decreto, ma per lo più la dichiaratione sta infra anno,e anche se le confessioni fatte da fedeli tra anno si devono ripetere al proprio sacerdote, statuendo il contrario di ciò per refutare una opinione di alcuni authori in quei tempi Vedasi il Soto e Suarez dove sopra. Ma venendo alla confessione attuale quaresimale antecedente alla comunione pasquale,dicono il Suarez etc.detto luogo, in expenendo una Extravagante di Sisto 4°&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/sisto-iv-papa/ http://sisto-iv-papa]&amp;lt;/ref&amp;gt;, intorno á ciò conchiudendo, dice:'Teneri fideles tempore Paschatis confiteri proprio sacerdoti ad communicandum,si confessione indigeant&amp;quot;; e li stesso esponendo Roderiquez art.8 nella nominata questione dice:'Atque ita interpretandus est Sixtus quartus negans se novum ius condere,sed explicare ius positvum in capitulo '''Omnis Utriusque sexus''', quo laici, non obstantibus privilegiis Mendicantium, ob quae eis confiteri tenentur de iure saltem in anno, ante communionem Paschae,confi-&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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Ill/mo et R/mo Mons/re padrone mio col'mo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
'E vero, Ill/mo e R/mo Monsignore, et à me pur assai rincresce che venghi io quasi spesso à salutare V.S. Ill/ma con lettere dandole noia e incomodo. Ma è anche vero, Ill/mo Sig/re, che chi volle delle gratie et favori concernenti la salute dell'anima, che alle volte si trova in lacii et laberinti, bisogna ricorrere al fonte et quasi altrocervio liberarsi dalli veleni mortiferi.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Occorse dunque, Ill/mo Monsignore, che à questi giorni passati è venuto in pensiero all Sig/r vicario di questa città di Cortona&amp;lt;ref&amp;gt;[https://it.wikipedia.org/wiki/Cortona https://Cortona]&amp;lt;/ref&amp;gt;, non essendovi Monsignore nostro, quale è buono in se et hà ottimo fine, ma i mezzi per pervenire ad esso non paiono lodevoli,massime quando concernono il pregiudito del terzo, et è che dice volere mandare un editto à tutti christiani fedeli sotto la sua dittone che questa Quadragesima si vadino ciascuno di loro à confessare al proprio parrochiano, e non esclude i Mendicanti, havendo privilegii. Laddove,presentito tal pensiero, alcuni padri della mia religione, stando qua, andorono à trovare il Sig/r Vicario con farli intendere che eccettuasse noi altri religiosi in respetto de'privilegii ch'abbiamo. Rispose che non ne volea far altro e diceva poterlo fare, perche cosi fatto dalla città de Ascesi&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/assisi_%28Enciclopedia-Dantesca%29 http://assisi]&amp;lt;/ref&amp;gt; una volta da un  pastore di quella, e che anche ciò hà trovati nel Toledo&amp;lt;ref&amp;gt;[https://it.wikipedia.org/wiki/Toledo https://Toledo]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il che sono stato pregato da alcuni miei padri che ci studiaasse e vi scrivessi. Ora perche i privilegi de'regolari à ora à ora si estendano e se lievano e coartano, e bene spesso non sapendosi da tutti, io ho pensato che,dopo havere studiato tal materia, di avvisare V.S.Ill/ma di tutto quello ho trovato scritto circa di ciò,e sapere come costà nella curia romana si pratica etc. Onde per cominciare da quello che dice havere trovato nella Somma del Toledo,dico che quello Ill/mo Cardinale a) in dechiarando qual sia il proprio sacedorte, dice queste precise parola &amp;quot; Hoc autem non est intelligendum quasi sit necessarium confiteri proprio sacerdoti simpliciter; po-&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
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Ill/mo et R/mo Mons/re padrone mio col'mo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
'E vero, Ill/mo e R/mo Monsignore, et à me pur assai rincresce che venghi io quasi spesso à salutare V.S. Ill/ma con lettere dandole noia e incomodo. Ma è anche vero, Ill/mo Sig/re, che chi volle delle gratie et favori concernenti la salute dell'anima, che alle volte si trova in lacii et laberinti, bisogna ricorrere al fonte et quasi altrocervio liberarsi dalli veleni mortiferi.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Occorse dunque, Ill/mo Monsignore, che à questi giorni passati è venuto in pensiero all Sig/r vicario di questa città di Cortona&amp;lt;ref&amp;gt;[https://it.wikipedia.org/wiki/Cortona https://Cortona]&amp;lt;/ref&amp;gt;, non essendovi Monsignore nostro, quale è buono in se et hà ottimo fine, ma i mezzi per pervenire ad esso non paiono lodevoli,massime quando concernono il pregiudito del terzo, et è che dice volere mandare un editto à tutti christiani fedeli sotto la sua dittone che questa Quadragesima si vadino ciascuno di loro à confessare al proprio parrochiano, e non esclude i Mendicanti, havendo privilegii. Laddove,presentito tal pensiero, alcuni padri della mia religione, stando qua, andorono à trovare il Sig/r Vicario con farli intendere che eccettuasse noi altri religiosi in respetto de'privilegii ch'abbiamo. Rispose che non ne volea far altro e diceva poterlo fare, perche cosi fatto dalla città de Ascesi&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.treccani.it/enciclopedia/assisi_%28Enciclopedia-Dantesca%29 http://assisi]/&amp;lt;/ref&amp;gt; una volta da un  pastore di quella, e che anche ciò hà trovati nel Toledo&amp;lt;ref&amp;gt;[https://it.wikipedia.org/wiki/Toledo https://Toledo]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il che sono stato pregato da alcuni miei padri che ci studiaasse e vi scrivessi. Ora perche i privilegi de'regolari à ora à ora si estendano e se lievano e coartano, e bene spesso non sapendosi da tutti, io ho pensato che,dopo havere studiato tal materia, di avvisare V.S.Ill/ma di tutto quello ho trovato scritto circa di ciò,e sapere come costà nella curia romana si pratica etc. Onde per cominciare da quello che dice havere trovato nella Somma del Toledo,dico che quello Ill/mo Cardinale a) in dechiarando qual sia il proprio sacedorte, dice queste precise parola &amp;quot; Hoc autem non est intelligendum quasi sit necessarium confiteri proprio sacerdoti simpliciter; po-&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
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Ill/mo et R/mo Mons/re padrone mio col'mo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
'E vero, Ill/mo e R/mo Monsignore, et à me pur assai rincresce che venghi io quasi spesso à salutare V.S. Ill/ma con lettere dandole noia e incomodo. Ma è anche vero, Ill/mo Sig/re, che chi volle delle gratie et favori concernenti la salute dell'anima, che alle volte si trova in lacii et laberinti, bisogna ricorrere al fonte et quasi altrocervio liberarsi dalli veleni mortiferi.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Occorse dunque, Ill/mo Monsignore, che à questi giorni passati è venuto in pensiero all Sig/r vicario di questa città di Cortona&amp;lt;ref&amp;gt;[https://it.wikipedia.org/wiki/Cortona https://Cortona]&amp;lt;/ref&amp;gt;, non essendovi Monsignore nostro, quale è buono in se et hà ottimo fine, ma i mezzi per pervenire ad esso non paiono lodevoli,massime quando concernono il pregiudito del terzo, et è che dice volere mandare un editto à tutti christiani fedeli sotto la sua dittone che questa Quadragesima si vadino ciascuno di loro à confessare al proprio parrochiano, e non esclude i Mendicanti, havendo privilegii. Laddove,presentito tal pensiero, alcuni padri della mia religione, stando qua, andorono à trovare il Sig/r Vicario con farli intendere che eccettuasse noi altri religiosi in respetto de'privilegii ch'abbiamo. Rispose che non ne volea far altro e diceva poterlo fare, perche cosi fatto dalla città de Ascesi&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.treccani.it/enciclopedia/assisi_%28Enciclopedia-Dantesca%29/&amp;lt;/ref&amp;gt; una volta da un  pastore di quella, e che anche ciò hà trovati nel Toledo&amp;lt;ref&amp;gt;https://it.wikipedia.org/wiki/Toledo&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il che sono stato pregato da alcuni miei padri che ci studiaasse e vi scrivessi. Ora perche i privilegi de'regolari à ora à ora si estendano e se lievano e coartano, e bene spesso non sapendosi da tutti, io ho pensato che,dopo havere studiato tal materia, di avvisare V.S.Ill/ma di tutto quello ho trovato scritto circa di ciò,e sapere come costà nella curia romana si pratica etc. Onde per cominciare da quello che dice havere trovato nella Somma del Toledo,dico che quello Ill/mo Cardinale a) in dechiarando qual sia il proprio sacedorte, dice queste precise parola &amp;quot; Hoc autem non est intelligendum quasi sit necessarium confiteri proprio sacerdoti simpliciter; po-&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
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		<title>Page:EBC 1615 03 12 1550.pdf/1</title>
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Ill/mo et R/mo Mons/re padrone mio col'mo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
'E vero, Ill/mo e R/mo Monsignore, et à me pur assai rincresce che venghi io quasi spesso à salutare V.S. Ill/ma con lettere dandole noia e incomodo. Ma è anche vero, Ill/mo Sig/re, che chi volle delle gratie et favori concernenti la salute dell'anima, che alle volte si trova in lacii et laberinti, bisogna ricorrere al fonte et quasi altrocervio liberarsi dalli veleni mortiferi.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Occorse dunque, Ill/mo Monsignore, che à questi giorni passati è venuto in pensiero all Sig/r vicario di questa città di Cortona&amp;lt;ref&amp;gt;https://it.wikipedia.org/wiki/Cortona&amp;lt;/ref&amp;gt;, non essendovi Monsignore nostro, quale è buono in se et hà ottimo fine, ma i mezzi per pervenire ad esso non paiono lodevoli,massime quando concernono il pregiudito del terzo, et è che dice volere mandare un editto à tutti christiani fedeli sotto la sua dittone che questa Quadragesima si vadino ciascuno di loro à confessare al proprio parrochiano, e non esclude i Mendicanti, havendo privilegii. Laddove,presentito tal pensiero, alcuni padri della mia religione, stando qua, andorono à trovare il Sig/r Vicario con farli intendere che eccettuasse noi altri religiosi in respetto de'privilegii ch'abbiamo. Rispose che non ne volea far altro e diceva poterlo fare, perche cosi fatto dalla città de Ascesi&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.treccani.it/enciclopedia/assisi_%28Enciclopedia-Dantesca%29/&amp;lt;/ref&amp;gt; una volta da un  pastore di quella, e che anche ciò hà trovati nel Toledo&amp;lt;ref&amp;gt;https://it.wikipedia.org/wiki/Toledo&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per il che sono stato pregato da alcuni miei padri che ci studiaasse e vi scrivessi. Ora perche i privilegi de'regolari à ora à ora si estendano e se lievano e coartano, e bene spesso non sapendosi da tutti, io ho pensato che,dopo havere studiato tal materia, di avvisare V.S.Ill/ma di tutto quello ho trovato scritto circa di ciò,e sapere come costà nella curia romana si pratica etc. Onde per cominciare da quello che dice havere trovato nella Somma del Toledo,dico che quello Ill/mo Cardinale a) in dechiarando qual sia il proprio sacedorte, dice queste precise parola &amp;quot; Hoc autem non est intelligendum quasi sit necessarium confiteri proprio sacerdoti simpliciter; po-&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
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(in)nite gratie à V.S.Ill/ma, sicome farò io restando obligato per sempre à tanto favore, ricevendolo come havesse dato à me un vescovato.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Et li bacio humilissimamente le mani. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di Capoa il di 27 di giugno 1615. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill/ma et Rev/ma&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Humilissimo et obligatissimo servitore &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giacom'Antonio Perotta. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si risponda che io mi sentivo obligato in conscienza à dare un beneficio di momento secondo la giustitia distributiva al piu meritevole; et però l'ho dato ad uno che da nessuno mi è stato raccomandato, perche tutti quelli che mi hanno scritto, che sono stati molti, et anco alcune Principesse, tutti si movevano per interessi particulari. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(adresse)°: All' Ill/mo e R/mo Sig/r P'ron mio Col/mo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Sig/r Cardinale Bellarmino. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Roma.&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-30T07:42:41Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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Ill/mo o R/mo Sig/re Padrone mio col/mo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Don Pompeo d'Angelo di Prossimo passerà à miglior vita, essendo la sua infirmità gravissima: vacarà il suo canonicato sacerdotale; et è l'istesso et con la istessa prebenna che mi diede la buona memoria del Signor cardinale di Sermoneta in di {di} San Giovan Battista à Cisterna, con cento et dieci scudi di moneta di pensione dell'anno 1681, et io col mio denaro estinsi la pensione, et sino ad hoggi vive uno de pensionarii. Questa vacanza vene à V.S.Ill/ma per opera mia, poiche,essendo stato ricercato Don Pompeo da molti Capoani à far nova coadiutoria con partiti grassissimi, lui se ne consultò con me come suo amico et vicino: gli diedi conseglio fidele che non dovesse farla, poiche possea con buona coscienza tirare tutte l'intrate del canonicato, et se liberava dal pericolo di havere un altro coadiutore come il Gravante, dal quale havea ricevuti infiniti disqusti: Non nego che io habbi mira ancora alla prossima vacanza, ô che succedesse in mese di Monsignore Arcivescovo, et in tal caso ne forria stato provisto D. Giolonardo Perrotta sacristano della Nuntiata, che lasciò in capo de lista delli providendi al Sig/r Cardinale Caetano, quandò parti per Spagnaa; ô fusse nelli mesi di V.S. Ill/ma, et in tal caso havea speranza ne fusse provisto don Lorenzo Farina mio nipote, proposto altre volte da me à V.S. Ill/ma con il requisiti della sufficiente litteratura, della bontà della vita, de honorato nascimento et carrico di sorelle et fratelli poveri, con padre et madre vecchi, che non hanno altra speranza che in questo figlio. Vengo dunque con questa à supplicarne instantissimamente V.S.Ill/ma che voglia haverlo per raccomandato, havendomene data piú volte intentione di volermi far questa gratia, ponendoci quella pensione che parerà à V.S.Ill/ma. Io non hò altri mezzi per supplicarli questa gratia, solo che li miei amici et, se ci fusse il Signor Abbate, sò che ne supplicarlia V.S.Ill/ma con molta efficacia, et facendo la gratia in sua assenza, ne renderà infi&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<title>Page:EBC 1615 06 26 1589.pdf/1</title>
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		<updated>2019-01-30T07:14:24Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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Ill/mo et Rev/mo Signore&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nell'ottava di Pasqua di ressurrettione certi preti pellegrini venuti di costì mi diedero due bolle per una compagnia di Zappatori, eretta costì sino al tempo delle santa memoria di Sisto 4° et mi fecero instanza di supplicare la Santità di Nostro Signore per la rinovatione delle bolle. Io feci l'offitio et ottenni quanto si desiderava; ma perche non tornorno poi da me li predetti né altri mi fanno instanza di questo, ne meno mi si domandano le bolle vecchie che mi furono lassate, hò voluto scrivere à V.S. che avisi à cotesti à quali spetta, accio gli dichino che cosa si deve fare di questo negotio, et che ordinino à chi dovrò consegnare le loro bolle. Che è quanto mi occorre dire con questa à V.S. alla quale prego da Dio ogni contento. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di Roma li 26 di giugno 1615. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S. Ill/ma e molto rev/da &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
per fargli servitio&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Card/le Bellarmino. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sig/r Canonico Stettener,Trento. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
(adresse):&lt;br /&gt;
All'Ill/mo et M/to Rev. Sig/re il Sig/r Canonico Stettner&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Treno          (Cachet)&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<title>Page:EBC 1615 06 22 1586.pdf/2</title>
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		<updated>2019-01-29T22:22:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;ArchivesPUG&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;[[Category:EBC_Lovison_Not proofread]]&lt;br /&gt;
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da una volta all'altra. Tuttavia, dove si tratta dell'offesa del Signore Dio, non voglio operare senza consiglio di persona dottissima e pratichissima.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si compaccia dunque S.S.Ill/ma et R/ma per Charità farmi havere si desiderata risolutione in faro conscientiae. Et io,povera creatura, non potendo esserli grato in altro, almeno nelle mie fredde orationi, pregaro il Signore per S.S.Ill/ma, à quale per fine baccio la fimbria delle sacre vesti. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di Bergamo, il 22 giugno,1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill/ma et rev/ma&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Indegno servo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Frate Alberto da Bergamo indegno sacerdote capucc/o.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si risponda che la licenza si parlar alle monache è riservata hora al Sommo Pontefice et si dà con molte limitationi, di non parlare se non li tal giorno et la tal'hora, alla tale sola et con l'assistenza di tali persone. Onde io vedendo il gran conto che si fa di questa prohibitione di parlare à monache, stimo che sia cosa grave et obligatoria à peccato mortale in tutti tre li casi Proposti. Et quando ancora questo non fusse certo, deve ogn'uno in dubio astenersene per non si metter à periculo di peccato mortale: perche,come lei sà, è peccato mortale fare una cosa della quale si dubita che sia peccato mortale, come si può veder ne'casisti,verbo &amp;quot;Dubium&amp;quot;, alli quali mi rimetto. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
(adresse): All'Ill/mo et R/mo S/re il S/re Cardinale Bellarminio &lt;br /&gt;
+Roma        ( Cachet) &amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-29T22:11:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
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Ill/mo e Rev/mo Signore. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Con quell'humiltà che posso,da povero Capucino, confidato nella grande humanita di V.S.Ill/ma et Rev/ma, che risuona per tutto il mondo sino nell'orecchie de poveri frati, ardisco pregarla che per amore di Dio voglia compiacersi di consigliarmi in foro conscientiae cerca alcuni dubii in materia del decreto che regolari non visitino monache senza licentia. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Et prima: Io mi ritrovo havere una licentia gia tre anni sono di visitare una mia sorella carnale monaca in un conevnto in Bergamo, (d)ove si ritrovano monache anco una mia zia et un nipote, et dicendo la licentia che non si parli con altra, io mai me ne so prevaluto; perche, se voglio parlare alla sorella, vengono presenti anco le altre parenti che mi dimandaranno qualche cosa come occorre et non volendogli rispondere, pare cosa incivile et rispettosa Percio desiderio sapere per quiete della conscientia mia, se rispondendo sia peccato mortale?&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
2° Quando presento la licentia al suo rev/o padre confessore, accio sia presente,come dice il decreto, esso,che conosce et le monache et me, alle volte non vorrà essere presente, ma mi concederà che io gli parli senza essere presente esso, doppo havere vista la licenza sottoscritta dall'ordinario et dal padre Provinciale nonstro. Desidero sapere se,parlando senza tale presentia,sia peccato mortale ?&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
3° Occorrerà che la rev/da madre Abbadessa verra presente et mi ricercara qualche cosa; onde pare atto d'irriverentia il non rispondergli. Onde desidero sapere anco in questo caso si rispondendo sia peccato; perche pare cosa molto dura,havendo la licentia essentiale, et mancando ò non servandosi una delle condittioni sudette, il credere che l'ill/ma et rev/ma Sacra Congregatione voglia obligare la creatura à dannatione eterna,massime persone che sono di bonissima mente et che stanno molti anni à servirsi di simili licentie,&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-29T21:52:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
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Molto ill/re Sig/or Cugino, Mi pare benessimo fatto, che il Sig/or Marcello nostro finisca lo studio dell'instituto qua in Roma, come ha cominciato. Per l'anno,che viene non saria male provare un poco Siena,ò Perugia, et poi attaccarsi à quel luogo, che riesce meglio. Ma la prego prego à credermi, che io non desidero,se non quello, che é di maggior sodisfattione di V.S. et del Sig/or Marcello, et  se&lt;br /&gt;
io ho dimostrato l'altro anno,et anco quest'anno per lettere, et per mezo del P.Giacomo Nobili il mio parere essere, che Roma non sia buona per studiare, l'ho fatto, perche l'intendo; ma non per questo ho,ne havero à male, che V.S. sequiti il parere di altri, parlandosi di studio di legge, perche se si parlasse di studio di filosfia et theologia, io anteporria lo studio di Roma nel collegio della Compagnia di Gesù à tutti li altri studii d'Italie, perche nel collegio della Compagnia si leggano in ogni facultà circa trecento lettioni, senza rumori, et con disputi frequentissime, dove che negl'altri studii à pena si leggano settanta lettioni con molti fracassi, et rarissime dispute. Con questo prego da Dio à V.S. et à tutta la sua casa ogni contento. Di Roma li 20. si Giugno 1615, &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S. M/to ill/re &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cugino aff/mo per servirla sempre &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il Card/le Bellarmino. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sig/or Antonio Cervini. Al vivo. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
(adresse;) E Al molto Ill/re Sig/or Cugino il Sig/or Antonio Cervini &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Al vivo          (cachet)&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-29T20:32:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;ArchivesPUG&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;[[Category:EBC_Lovison_Not proofread]]&lt;br /&gt;
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Ill/mo et Rev/mo Sig/r mio et patrone osserva/mo. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
La cura d'un populo commessome da monsgr vescovo di Squillace contro mia voglia m'ha trattenuto per insin'adesso che non habbia venuto comforme la mia volontà et obligo à far'riverenza a V.S.Illma come con questa mia con l'occasione di questo mio fratello faccio. Non per questo ho cessato mai ne cessarò nelle mie tepide e fredde orationi e sacrifici pregarne la divina bontà che voglia concederli salute e lunga vita qui per il bisogno che tene Santa Chiesa della sua presenza, e darli forza per sostener'il peso e carrico continuo che sostene. lo per più attender'à me e perche mi riconosco insofficiente à questo peso e cura d'anime, desidero renontiare questo beneficio, e monsignor mio de Squillace non ha voluto admetterme, ma per l'insofficienza che ritrovo in me e per l'occasione che desidero havere di trattenermi in Roma sotto l'ordine e servitù de V.S.Ill/ma comforme l'ardentissimo mio desiderio ch'altare volte l'ho comunicato, me stimola la conscienza de renontiarlo, supplico V.S.Ill/ma, che in questo come in tutte le cose mie m'ordini quanto haverò 'esseguire. Il presente mio fratello ragionerà con V.S.Ill/ma sopra una dispensa per l'irregolarità incorsa d'un homicidio per rissa per un clerico che desidera ascender'all'ordini sacri. La supplico quanto più posso che ne voglia favorire se potrà esser per via de penitentieria secreta ô di quel meglio modo che li parerà, certificandola che sarà servitio grande de nostro Signore Dio; et io per fine faccio humilmente reverenza a V.S. Ill/ma.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Squillace li 31 maggio 1615. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill/ma &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
indegnissimo et humilissimo servo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Don Giovan Jacomo Colocitti&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
che fu indegno d'esser della Compagnia de Jesus. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si risponda che io non posso consigliarlo di renuntiare la cura di anime,essendo offitio gratissimo à Dio, et della sufficienza ha da lassare la cura à giudicarlo al superiore.Quanto alla dispensa che si domanda per il clerico,lassarò che il fratello glia dia ragguaglio di&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-29T20:20:22Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;ArchivesPUG&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;[[Category:EBC_Lovison_Not proofread]]&lt;br /&gt;
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Ill/mo et Rev/mo Sig/r mio padrone sempre oss/mo&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quantunque io non sia di merito alcuno appresso V.S.Ill/ma, sapendosi la professione che fò di esserle servitore aff/mo per la sua molta virtù, vengono facilmente alcuni,ch'hanno bisogno del favore di V.S.Ill/ma, à ricorrere da mé, come il padre don'Herrico Fortuna celestino, che desidera per convenienti rispetti li sia assegnato il monasterio di Napoli per stanza in questo prossimo capitolo; et solendo pratticate spesso con mé,non senza mia edificatione, supplico V.S.Ill/ma vogli ordinare à chi spetta, doni à detto padre in ciò la desiderata sodisfattione, ché ne resterò à V.S. Illma con particular'obligo; alla quale bacio humilmente le mani,pregandole ogni meggior grandezza. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Napoli 25 di aprile 1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Di V.S.Ill/ma et R/ma &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Humilissimo servitor perpetuo &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ottaviano vescovo di Nicotera.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ill/mo Bellarmino.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si risponda che a me non tocca, anzi é proibito nel breve della Protettione anco agli protettori il disporre delli religiosi et assegnarli i luoghi; onde solo posso raccomandare stimili negotii alli Superiori regulari, et cosi farò di questo etc.&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<updated>2019-01-29T20:10:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;ArchivesPUG&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;[[Category:EBC_Lovison_Not proofread]]&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
Molto Ill/re Sig/or Cugino, Quando il sig/or Marcello haverà l'età,et li altri requisiti, non solo potrà sperare  Canonicati, ma anco Vescovati, et questi piu facilmente che quelli. Ma per hora bisogna attendere àfarsi habile et meritevole,massime che in questi tempi è difficilissimo bavere benefitii semplici,ò pensioni, et perche io havevo provato di ottenere qualche cosa per il sig/or Marcello dal Card/le Farnese, et non mi era riuscito, et sapevo la difficultà di ottenere simili cose dal Papa, non essendo io sua Creatura, mi risolsi dar le pensioni delle mie proprie entrate alli miei nipoti,et alli figlioli di cugini. Come anco non havendo potuto in sedici anni provedere tanmi miei servitori di qualche benefitio, divisi cinquecento scudi delle mie entrate in forma di pensione à Giuseppe mio Nipote, che morì, et à quattro miei servitori. In somma V.S. sia secura che non manca in me la buona voluntà di aiutare il sig/or Marcello, ma per hora ci manca la possibilità. Con che gli prego da Dio ogni bene. Di Roma li 18 d'Aprile 1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di V.S. M/to Ill/re &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Affmo Cugino per servirla &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Card. Bellarmino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(adresse): Al m/to ill/re Sig/or Cugino,il Sig/or Antonio Cervini &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Montepulciano             (cachet)&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
	</entry>
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		<title>Page:EBC 1615 04 18 1568.pdf/1</title>
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		<updated>2019-01-29T20:10:11Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;pagequality level=&amp;quot;1&amp;quot; user=&amp;quot;ArchivesPUG&amp;quot; /&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;[[Category:EBC_Lovison_Not proofread]]&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
/ Molto Ill/re Sig/or Cugino, Quando il sig/or Marcello haverà l'età,et li altri requisiti, non solo potrà sperare  Canonicati, ma anco Vescovati, et questi piu facilmente che quelli. Ma per hora bisogna attendere àfarsi habile et meritevole,massime che in questi tempi è difficilissimo bavere benefitii semplici,ò pensioni, et perche io havevo provato di ottenere qualche cosa per il sig/or Marcello dal Card/le Farnese, et non mi era riuscito, et sapevo la difficultà di ottenere simili cose dal Papa, non essendo io sua Creatura, mi risolsi dar le pensioni delle mie proprie entrate alli miei nipoti,et alli figlioli di cugini. Come anco non havendo potuto in sedici anni provedere tanmi miei servitori di qualche benefitio, divisi cinquecento scudi delle mie entrate in forma di pensione à Giuseppe mio Nipote, che morì, et à quattro miei servitori. In somma V.S. sia secura che non manca in me la buona voluntà di aiutare il sig/or Marcello, ma per hora ci manca la possibilità. Con che gli prego da Dio ogni bene. Di Roma li 18 d'Aprile 1615.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di V.S. M/to Ill/re &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Affmo Cugino per servirla &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Card. Bellarmino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(adresse): Al m/to ill/re Sig/or Cugino,il Sig/or Antonio Cervini &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Montepulciano             (cachet)&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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		<title>Index:EBC 1615 04 18 1568.pdf</title>
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		<updated>2019-01-29T19:57:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Ajay Nelson Dsilva: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template&lt;br /&gt;
|Title=Letter&lt;br /&gt;
|Author=Bellarmino&lt;br /&gt;
|Recipient=Antoine Cervini&lt;br /&gt;
|Certain date=1615/04/18&lt;br /&gt;
|Place of origin=Rome&lt;br /&gt;
|Place of destination=&lt;br /&gt;
|Is followed by=&lt;br /&gt;
|Follows=&lt;br /&gt;
|Language=ITA&lt;br /&gt;
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		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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posto, io non ci ho interesse nessuno, salvo che il servitio di Dio et bene dell'istessa Congregatione. &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Finalmente gli fò sapere che l'ambasciatore del rè di Francia hà pregato la Santità di nostro Signore da parte del suo rè, che gli piaccia separare à fatto li Celestini di Francia da quello d'Italia, con permettere che in Francia vi sia un'Abbate generale et tre Provinciali. Il papa hà rimesso à me il memoriale: io glì hò detto che voglio sapere il parere del capitolo generale; però potranno trattare anco questo particolare con farmi sapere il senso del capitolo. Solo gli ricordo che questa divisione pare direttamente contraria alla Constitutione di Santo Pietro Celestino. Con questo etc. [Romae 18 Aprilis 1615]&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
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un decreto che sotto pena di scommunica latae sententiae et d'inhabilità al generalato,non sia lecito à nissuno procurare il generalato per se ò per altri, et quando l'abbate generale sia convinto d'havere procurato la confirmatione, ipso facto sia inhabile che quella volta ad esser confirmato; l'altro di ordinare che quelli priori soli habbiano voto in capitolo che sono fatti priori nel capitolo generale ò annala; gli altri,fatti dall'Abbate generale solo nel suo triennio, non habbiano voto; perche in questo modo si chiudarebbe la strada all'Abbate Generale di farsi li voti per la confirmatione. Se con questi rimedii ò altri,che alle RR.VV. verranno in mente, si possi assicurare la Congregatione che la confirmatione possa essere utile, potranno le RR.VV. nel capitolo generale presente mettere à partito, se sia bene tornare al primo instituto di S.Pietro C[e]lestino; et parendogli bene, ne potranno fare decreto,il quale io procurato di farlo confirmare da Nostro Signore et quando non gli paia bene, non si farà altro; perche non pretendo violentare in cosa nessuna la volontà loro. Et perché il rev/mo padre Abbate generale presente hà dato nel suo governo compita sodisfattione alla Santità di Nostro Signore et à me, havendo dimostarto prudenza et giustitia et integrità di vita et zelo dell'honore di Dio et del bene della Congregatione, ne ci é  pericolo che si habbia procurato la confirmatione, sapendo che,secondo le Constitutioni, non poteva essere confirmato, per questo mi é  parso di mio proprio moto impetrare da Nostro Signore un breve per il quale sia data facoltà al capitolo generale di poterlo confirmare pro hac vice tantum, il quale si leggerà alle RR.VV. Et se bene Nostro Signore et io lasciamo intiera libertà al capitolo di confirmarlo ò non confirmarlo, nondimeno io non posso fare di meno di pregare le RR.VV. che,spogliate d'ogni interesse proprio, considerino quello che io dissi da principio che, quando il Superiore é buono, in tre anni soli poco frutto può fare nel suo buon governo, ma,essendo confirmato, può giovare grandemente. Et sopra tutto le prego à credermi che in queste cose che gl'ho pro&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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Molto Reverendo Padre &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Desiderando io grandemente il bene di questa santa Congregatione, della quale il Vicario di Christo mi ha fatto Protettore, hò più volte fra me considerato che, quando il capo della Congregatione è buono, è ben fatto che stia in governo lungo tempo, et per il contrario, quando non è buono, è ben fatto che il governo suo sia brevissimo. Per questo la beata memoria del Santo Pontefice Pietro Celestino, inspirato da Dio et mosso anco dalla raggione evidente, ordinò che l'Abbate Generale della sua congregatione governasse per tre anni et poi rinuntiasse; ma aggionse che il capitolo generale lo potesse eleggere di nuovo,se lo giudicasse buono, altrimente eleggessero un'altro. Così con gran prudenza provedde che con giusto titolo fosse rimosso quello che non era buono, et diede luogo di allongare il tempo alli buoni, perchè in vero tre anni sono troppo breve tempo,quando il superiore è buono. Onde hoggi quasi tutte le religioni,ò vero hanno il Generale perpetuo, ò,se è temporale, l'hanno per sei anni, ò lo possano confirmare almeno una volta. Con tutto ciò non riprendo, anzi laudo et riverisco il giuditio di quel capitolo generale, che al tempo di Giovanni xxii ordinò che l'Abbate Generale de Celestini non si potesse confirmare, ma,finito il suo triennio, dovesse in ogni modo lassare il governo; perchè in quel tempo comunciavano li Abbati generali, sapendo di poter essere confirmati, procurarsi per varie strade la confirmatione, e senza dubio chi procura la confirmatione non è degno d'essere confirmato, dichiarandosi manifestamente ambitioso. Ma quando si trovasse qualche rimedio efficace contra l'ambitione et che la congregatione si potesse assicurare che l'Abbate Generale non hà desiderato,et molto meno procurato direttamente la confirmatione, allora senza dubio saria bene ritornare alla prima institutione dal Santissimo fondatore Santo Pietro Celestino. A me occorrevano due rimedii: uno di fare&amp;lt;noinclude&amp;gt;&amp;lt;references/&amp;gt;&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Ajay Nelson Dsilva</name></author>
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