Verone,4 janv.l6l9. Fr.Jean Bapt.de Mantoue Capuo.� Bellarmin;
suivi de la minute de la r�ponse.
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/ Ill/mo et Rev/mo Sig/re et padrone colendissimo.
Havendo io scritto difusamente sopra il decreto della Santit�
di Nostro Signore Clemente Ottavo de Casibus reservatis, n� vorrei
tralasciare cosa ohe fosse necessaria per la chiarezza dei casi,
jTm'occorse dubitare se nell'undecimo caso nel quale si dice ch'in
corra quello ch'aprir� o retardar� le lettere de'Superiori, s'in
cluda anco quello che nello stesso modo interciper�, ritardar� �
vitiar� in alcun modo anche l'ubidienze di detti superiori, atte
so che ben spesso maggior negotio � l'ubidienza, che non � una
lettera et seco porta maggior utile alle Religioni l'esecutione
delle ubidiente che delle lettere. Aggi�ngo che, essendo anco mu
nite co'l sigillo del prelato, pare che dovriano essere annovera
te tr� le scritture publiche, portando seco quella necessit� acc
ennata dal sacro concilio di Trento Sess.25)Cap.4. Per la vera in-
^^rtelligenza di questo con ogni humile riverenza supplico V.S.Il^/ma
e R/ma gratiarmi del suo sempre sicurissimo parere. Et quando le
paresse bene farne anche motto nella sacra Congregatione de Rego
lari, per authenticare meglio il caso, mi rimetto in tutto a lei.
Non attribuisca questa mia dimanda a poca reverenza, m� ad una si-
^^cura fermezza che tengo essere ogni suo parere firmassimo oracolo.
Et Dio nostro Signore si degni longamente conservarla a beneficio
di sua chiesa. Che sar� il fine con che a V.S.Ill/ma et R/ma fo
umile riverenza et mi dono in gratin.
Verona 4 gennaro 1619.
Di V.S.Ill/ma et R/ma
Servo minimo.
Fra Gio.Baatta Mantovano Capuccino.
All'Ill/mo et R/mo mio Sig/re et Pr'one col/mo il Sig/re Card.B.
(cachet)
Roma.
Si risponda che ho considerato il caso che la P/t� Sua mi ha domandato: et io tengo certo che quell'articolo non si pu� esten-