Rome,6 aout 1616. Bellarmin � Frangole Maria Cervini
A.
/ Molto 111/re Sig/r Nepote, Alla lettera di V.S. bisogna che io
risponda per capi,per le difficolt� varie che sono in questo negotio
Primo dico ohe la reduttione delle Messe si suol fare dall'Or
dinario in visita, et cosi non si spende niente; ma se si voglia
- fdalla Sedia Apostolica, va in Datarla e si spende assai.
2� dico, ohe le parole del testamento non assegnono 300 scudi
per dire ogni giorno una messa, ma per erigere una cappella et l'al
tare, nel quale alla giornata i sacerdoti di quella chiesa habbiano
commodit� di celebrar la S/ta messa, nella quale deono anco prega-
/^re per l'anime de benefattori.
3�, vorrei sapere che si � fatto di quelli 300 scudi, ci� � se
sono stati spesi nella fabrica della cappella et altare, � vero se
siano messi � frutto in compra di poderi � vigne, � dati � censo,
perche da questo si giudicar� che obligo habbiano li signori operar^^
4� et ultimo, � me pareria che le Signorie vostre informassero
il Signor Vicario, et esso ne desse conto al Sig/r Ugo. Et cos� con
l'informatione del Sig/r Vicario et con la risposta di V.S. � ques
ta mia lettera si chiarir� ogni cosa, et allora,se bisogner�, trat
ter� con N.S. del desiderio loro, et far� ogni cosa per dargli so-
-^/disfattione.
Con questo gli prego da Dio ogni prosperit�. Di Roma li 6 d�'a-
gosto 1616. Di V.S. molto 111/re Sig/r Francesco Cervini. Montepulciano.
Zio amorevolissimo il Card/le Bellarmino.
Archiv.Vatic.Gesuiti 19 fol.84. Autogr.