Rome,? d�e. 1611.
Bellarmin au P.Fam.Strada.
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Molto
Padre,
Ho visto con molta delettatione l'imitatione di varii poeti
scritta,et recitata da V.R. et non mi maraviglio, che sia stata
udita con molta attenzione, et ricanta con molto plauso. Mando �
y^V.R. un'operetta donatami da un mio amico Hollandese, discepolo di
Giusto Lipsio, giovanetto di anni, ma vecchio di senno,et, quel
che piu importa, di semplicit�,et purit� angelica, et per� quello
che V.R. legger� nel fine in lode mia, sappia che � nato da quella
regola generale, ohe i buoni credano che tutti gl'altri siano buo-
/yni,et migliori di loro, et non fu opera elaborata in molti giorni,
ma poco meno che extemporanea. Piacer� poi � V.R. di rimandarmela,
che la tengo cara per memoria di quel mio amico, che hora si trova
in Anversa. Ora pr� me. Di casa li 7 di Decembre 1611.
Di V.R.
Servo in
Roberto Card.Bellarmino.
Al molto R^� Padre il P.Famiano Strada della Comp^ di Gies�.
C.G. Varia ad Oard.Bellarm. spectantia, fol.213. Origin. autogr.