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Florence,30 sept.16^1. Nic.dell'Antella � Curtius Ficchena. (post 1104)

Molto Ill/re S/re et Prdne oss/mo. Ho considerate le aggiunte due let

tere del S/r Card/le Bellarmino,una dirizzata � Mad/ma Ser/ma, col altra al

Pre Confessore,intorno al contenuto delle quali m'occorre ricordare che se

non si h voluto guando ^ stato cu� l'Abbate della Ciaia nipote del Q/r Card

/le et vic/o episcopale in quella citt� confessarli cosa alcuna, il medesi

mo,et maggiormente pare che convenga rispondere per lettera per non mettere

in scrittura simil sorte di negotii. Mi pare ancora � proposito che Mad/ma

Ser/ma sappia ohe la prima volta che l'Abbate mi parl� rimessoni dell'Alt.

Ser. scusandosi dell'errore commesso in quella citat�one offerse longamente

che i canonici renunzierebbono alla lite di Roma,et la introdurrebbono nel-

li Stati di V.S. dicendo d'essere stato consigliato a far questo da un prat-

tico nella Corte dell'Arcivescovado. Et se bene io mela passai senza allar

garmi, non per questo sotto certe generalit� mancai di non lodare il pensie

ro, ma non havendo di poi sentito che sia stato effettuato �mw me pare che

si raccolga chiaramente che habbino voluto prima aspettare quello che op��?

la lettere del S/r Ccrd/le. Onde per mantenere la jurisditione,e che non si

introduca esempio cosi pernitioso massime in quella citt�, credo convenga

che si stia fermo nella prima risolutione,ma3sime che tutte queste cose fu

rono assai bene prevedute, lo perche convienne dare risposta alla lettera

del s/r Card/le la quale se bene si rimette � quanto le sera esposto dal Pa

dre Confessore,nondimeno tocca alcuni particolari,cosi potrebbe rispondere.

Che non � stato mai fra i pensieri dell'Alt.S. impedire l'unione delle

due Parrochie,ne d'opporsi che l'entrate d'una,non si applichino al Capitolo

de Canonici,per conto della quale unione d/o S/r Card/le ne scrive � S.A. et

quando Mad/ma Ser/ma bevesse havuto consideratione alcuna harebbe sempre

fatto capo � S.3.11l/ma sotto la cui protettione si regge hoggi quella Chie

sa,si come all'incontro mostrandosi quei Parrochian� di restarne mal con

tenti non h� Mad/ma inteso di pregiudicare alle ragioni loro,n� d'impedire

che non siano vedute le ragioni loro � fori e tribunali ecclesiastici dove

per ordinario vanno in questo l'Alt.S. sene rimette totalmente alli ordini

della giust�tia. Quanto poi � carcerati,rispondere che l'Alt.S.h� detto al

Padre Confessore che sentendo ohe tutti sono vassali et persone laiche sot

toposte alla jurisdittione di S.A. non credo che � suoi ministri habbino

fatto carcerarli senza giusta ragione � quali tocca � fare i processi, et

quando le cause loro saranno digerite et ben discusse,

ohe poi li saranno

preposto per l'ultima speditionc non mancher� d'hhver l'occhio � tutto, et

con'questo finire la lettera.

Il Padre poi Confessore potrebbe rispondere bavere trovato Mad/ma Ser/ma

molto aliena d'ingerirsi di quelle unione, volendo che in questo si faccia

tutto quello viene ordinato da Superiori et tribunali ecclesiastici,� quali