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Rome,? janvier I6lt. Bellarmin � la gr.duch.de Toscane. 1030 / Ser"^ Madama L'Altezza V. Ser"^ si degn� alcuni mesi sono a mia intercessio ne far'gratia � Francesco Bellarmini di pagare una certa pena pe cuniaria in cinque anni. Bora intendo che non h� cominciato � paga.f"re nel tempo determinato, e per� � spirato il tempo della gratia. Se io credessi, che esso non havesse obedito per qualche mala vo lont�, non lo stimarei degno mai pi� della gratia di V.A. ne della mia intercessione: ma perche s� certo, che non h� obedito, perche non h� potuto, rispetto alla grandissima povert�, nella quale sa/y ria longo il dire per che causa sia caduta la casa sua, essendo prima delle pi� ricche di Montepulciano: mi sono mosso � compassio ne,et per� son risoluto pagare io quella pena pecuniaria, quando piaccia alla molta benignit� di V.A. rinnovare la gratia gi� fat ta, et spirata nel settembre prossimo passato. Esso non potendo /^"ripatriare, desiderava venire alla servit� mia, � di qualche altro cardinale in Roma; ma non h� voluto admettere alla mia corte, ne aiutarlo per entrare in altera, finch� � contumace di V.A. Onde � ci� questo povere giovine, che h� errato per vindicare l'injuria fatta � suo padre da persona vile, non vada sperso, et sia costretto dalla necessit� di far'peggio: supplico con ogni affetto la mol ta piet� di V.A. ad havergli compassione: et fargli quella maggior' gratia, che lei stessa giudicar� esser'conveniente, et dare ordine al capitano di giustitia di Montepulciano della quantit� del dena ro,et del tempo, nel quale si haver� da pagare, che io far� che non <t^si manchi di obedire � quanto da lei sar� ordinato. Et con questo fine prego da Dio ogni prosperit� � V.A. et � tutta la Ser^^ casa et gli f� humilissima riverenza. Di Roma il di 7 di Gennaro 1611. Di V.A.Ser^a humiliss� et devotiss� servitore il Card^^ Bellarmino. Florence.Archiv.Mediceo, voi.6009.