Rome,26 sept. 1609. Bellarmin au meme.
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/ Molto �ll^^ Sig^ fratello. Ho dato ordine che si pigli la
nuova licenza per Ippolita; se verr� � tempo, si mandar� con questa Io non ho visto lettera nessuna del Vinta in materia di StA + C) Chiara, ma solo in materia dell'unione del benefitio di S Mus-
jTtiola.Se vi � tal lettera, haver� caro vederla. Ho caro che il
Sig^^ vicario si contenti di restare nell'offitio, senza dare altra
spesa ai Sig Ubaldini. I Gesuiti non accettano ne possono accet
tare governo di monache, ne anco di essere confessori ordinarii di
monache per tempo longo ne corto; solo possono per una volta stra
zi ordinariamente confessarle, se loro si contentalo et l'ordinario
li mandi.
La riforma del monasterio di
Girolamo mi saria carissima,
perche dubito se con buona conscienza possine haver^ propriet�,
massime essendo dell'ordine di S. Francesco, che sopra tutte le
/y^cose voleva la vera et reale povert�; et perche non spero tal ri
forma, ho sempre desiderato che le sue figliole si monacassero in
Bernardo dove ci � piu sicurt� della vita eterna, che importa
piu d'ogni altra cosa; et se fussero mie figliole, piu tosto le
vorrei maritare che monacarle in
Girolamo. Tuttavia intender�
volentieri che sorte di riforma pensa V.S. che si potria introdurre
con l'aiuto della nuova ministra. Con questo saluto tutti di casa.
Di Roma, li 26 di settembre 1609.
fratello di V.S. aff^^
Il Card. Bellarmino.
Al molto ill^^ Sig
fratello,il Sig^ Thommasso Bellarmin!. (cach.pap.) Montepulciano.
Lettere originali.