Rome,28 mare 1609.
Bellarmin � son fr�re Thomas.
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/ Molto ili sig fratello. Non mi ha scritto nessuno da parte
delle monache di
Chiara. Quanto � suor Celia Mattioli, ho par
lato al secretarlo della congregatione de Regulari, et esso ha ris
posto che sar� impossibile ottener questo dalla congregatione, es-
^^sendosi negato � signore di molta nobilt�; il medesimo dicano i
cardinali dalla congregatione con ohi si � parlato in particulare.
Resta parlarne con N^o Signore, il che far� lunedi prossimo, se
bene il vicario non mi scrive niente di questo.
La copia del breve de padri d�'Servi di Pistoia non � suffici-
ente informatione, se non si vede ancora la sentenza data contro
di loro, perche la congregatione non � per farsi per un pezzo, ne
s� da chi informarmi, essendo andato � Milano il secretarlo che �
monsgr Seneca vescovo di Anagna. Si che bisogner� parlare al Papa,
il quale domander� che cosa vi sia contra questo breve, et io non
/ ^ g l i sapr� rispondere, se non veda la copia della sentenza data dal
la congregatione, � almeno,se qualcheduno non venga ad informarmi
di tutta la causa. Et perche N.Sig camina iuridicamente, se li
frati Francescani faccino parte contraria, bisogner� udirli et an
co prima citarli.
Si mandano tre libri, per il mulattiere, con la vita del Signo
re et figure assai belle; harei caro sapere se si sono riceute. Ho
dato ordine che si mandi la malvagia per la Sig^^ Francesca, et un'
offittio della settimana s^^ per Maria. Credo saranno venuti. Con
q uesto saluto tutti di casa. Di Roma li 28 di marzo 1609.
fratello aff^^ di V.S.
il Card. Bellarmino.
Al molto ill^^ Sig^ fratello,il Sig^ Thomaso Bellarmin!. (restes de cachet) Montepulciano. lettere ogirinali.