.Rome,20 mare 1609*
Bellarmin � son fr�r^ Thomas.
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/ Molto ill^^ Sig^ fratello. I libri di canto che manda^^^n sono difficili come paiono. Io li cantavo facilmente. Odo volentieri che Roberto mostri habilit� et ingegno; bisogna pregare Iddio che lo conservi, perche la sanit� et vita de fanciulli � monto incerta. JTlo sto adesso in procurare con il Gran Duca la grafia per Mario et Francesco Bellarmin! et non sono ancora certo se l'haveremo; onde non mi pare conveniente di domandare la Sapientia per Giulio Contucci, per non inculcare tante domande insieme. Credo seria bene aspettare l'arcivescovo di Pisa et per mezo suo domandare questa /^Sapienza; ma quando la cosa andasse in longo, copo qualche mese potria io tentare. Il Sig^ Giuseppe Vignanesi rispose alla mia intorno al credito che ha con V.S. et disse che quella lettera che mi scrisse fu vis ta et approvata da V.S., eccetto in quel punto di pagare il debito /^rcon la provisione ordinaria, ma che lui la mand� con quella clausula per non pigliarsi fatiga di riscriverla. Onde conchiude che il suo credito � liquido et che V.S. lo confessa. Voleva mandar qua li libri; ma io gl'ho fatto intendere, che non occorre mandar libri, bastando mandare in un foglio quella partita. Ms. Ricciardo Benci m! ricorda che, quando volse maritare la sua figliola con ms.Alessandro Ricciardi, io gli promisi cento scu di, et hora li vorrebbe. Non ho tempo di rispondergli, ma V.S. po trebbe dirgli che gli promisi cento scudi, perche allora la dote haveva da esser di 1500 scudi, et il parentado era piu honorevole, ^^^et bisognava far le nozze con qualche splendore; ma hora non mi pa re di essere obligato perche la dote � di 1000 scudi 0 manco; il parentado � molto inequale, et non occorre far nozze in Montepulci ano, anzi � meglio mandar la sposa tacitamente � Chianciano senza farci altro. Tutta via, quando paresse � V.S. conveniente che gli desse qualche cosa, potrebbe dirgli che non posso dargli piu di cinquanta scudi, et trovando ohi voglia dargleli cost�, io li ri-