187 Bellarmin � son fr�re Thomas Rome, 12 Octobre 1601.
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/ Molto 111 Sig fratello. Non risposi all'altra sua, per
che ero in Tivoli, dove sono stato � spasso per undici giorni. Non
so chi vi habbia scritto del mio male delle gambe, come se fosse
cosa di molta importanza. Io mostrai subbito le gambe ignude � ms
.^Marsilio, il quale non ne fece caso, et cosi con alcuni pochi bag-
nuoli si sgonfiorno, ne ci � pericolo di hidroposia,� altri mali
gravi non havendo sete, ne durezza veruna.
Si mandar� hoggi per il procaccio la cina per Agnolo. Ho parla-
to con un cerus � , il quale mi ha detto, che non gli pare si
faccia locali alla lingua, per esser cosa pericolosa,et poco utile.
Ho gli mostro la mia lingua, et si stupito, che sia cosi taglia
ta, essendoci solchi grandi, che vi entra un dito, et non dimeno
non ci ho fatto mai niente. Haver� il parere di un altro pi� dotto,
et con l'altro ordinario l'avisar�. Mi piace il suo parere intorno
alli debiti di mg. Bartoletto, et cosi per hora non ne far� altro.
Mg. Ricciardo Benci mi scrive di trovarsi in grandissima necessit�,
mancandogli questo anno 30 stara di grano per potere vivere. Non
pensavo, che fusse in tanta miseria. Mi far� V. S. piacere � scri
vermi se la necessit� sua � tanta,che gli dar� qualche cosa. Esso
vorrebbe di nuovo che tentasse di fargli habere offitii in questo
della Chiesa. Ma poi che si � scritto al Gran Duca, che si deside
ra introdurlo nella servit� sua, pi pare una leggierezza mutarsi,
et meglio saria provare se si pu� bavere qualche offitio costi.Con
questo mi raccomando � tutti. Di Roma li 12 di ottobre 1601.
Fratello amorevolissimo di V. S.
il Card. Bellarmino.
Al molto 111^^ Sig^^ Fratello, il Sig^ Thommasso Bellarmin!.
F. B. 1. Autogr.
Montepulciano.
(cach.pap.)