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Naples, 20 juin 1602. Le Cardinal Gesuald � Bellarmin.

257

/ ^11n1-mo et. R^mo S^r mi.o osservmo

H� visto quanto V. S. 111^^ s'� degnata di scrivermi intorno

alla sua venuta in questa citt� et come suo vero, sincero et affet-

tionatissimo servitore le diro liberamente quel che m'occorre.

^ Il Vicer� sta tuttavia pigliando li suoi rimedii et Kieri

prese un'altra medicina, et per questa causa non esce dalla sua

camera, anzi il pi� del tempo et� in letto, dove negotia fuora

dell'hora d^ i rimedii et si lascia visitare, et per�, venendo V.

S. 111^^ qui, per l'impedimento ddl suo male et de i rimedii che

fa, non potrebbe esser visitata da S. Eccza, et nondimeno V. S.

111^^ potria visitare l'E. Sua all'hora che negotia et � visitata

degli altri; il che non mi pare che convenga alla dignit� cardina-

litia di visitare et non essere visitato, se bene io h� inteso che

questo buon Sig^ Ecc^^, stimando et conoscendo li gran meriti verso

la persona di V. S. 111^^^ desidera non solo visitarla et honorar-

la, ma far seco ogni sorte di complimento. Per� differendo V. S.

Ilim^ la sua venuta in tempo che stia sano, mi rendo certo che pas-

sar� ogni cosa con molta honorevolezza et sodisfattione. Per quel

che tocca � me poi, sapendo V. S. 111^^ quanto io sia suo servito-

re, st� sempre pronto et apparecchiato � servirla et obbedirla et

pu� con ogni libert� et autorit� commendarmi.

Tutti questi Signoria et officiali, venendo V. S. Ill"^ �

Napoli, mi pare che non solo sia conveniente, ma debito loro ohe

tutti la visitino et riverischino, il che riuscir� tanto meglio

col buon'esempio che dar� loro il

Vicer�, quando sar� in termi

ne di poterlo fare.

Quanto all'officio di Velletri, io h� fuora alcune patenti

spedite un pezzo f�. Come queste habbiano havuto l'effetto loro,

io servir� V. S. Ill"^ come commanda, et s� che questo � molto po-

co � quel che io son'obligato di servirla, come far� sempre.