Rome,[14 ooto.l61l]. Bellarmin au ehapitre de Montepulciano.
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111^^ et molto
Signori. Quando io presi il cari
co di cotesta chiesa, per obedire � ^ro Sig^^ et per far piace
re � Monsig^ R^'� Ubaldino vescovo, lo presi sperando di potere
transferirmi cost� et starvi tre mesi dell'anno predicando, visi-
J'tando, amministrando i sacramenti dell'ordine et della cresima, e
facendo tutto quello che conveniva al carico vescovale. Ma gi� che
non h� pi� speranza di venir cost�, et quello che io f� con lette
re, lo pu� fare il molto ill^^ et molto
Sig^^ Ugo Ubaldino, et
anco meglio di me, potendo venire cost�, almeno per un poco di
tempo, et essendo persona di molta prudenza et valore, et havendo
molto affetto alla chiesa, come cosa di suo fratello, h� suppli
cato la di Sig^^ che gli piacesse transferire questo peso
dalle spalle mie � quelle del sudetto Signore, et sua Santit� alla
fine si � contentata, et mi h� comandato vivaex vocis oraculo, che
/y'scrivi alle SS.VV. che per l'avenire, finche dura l'assenza del
vescovo, riconoschino per superiore il sudetto Sig^^ Ugo, et l'o-
bedisohino secondo la forma del Breve che havevo io, eccetto che
non potr� essercitare quelle funtioni che ricercano il carattere
episcopale, lo poi se bene mi sono spogliato dell'autorit�, non mi
sono spogliato della carit� verso ciascuno delle Signorie vostre,
come vederanno per esperienza, quando potr� fargli servitio. Et
Dio li benedicale! conservi in gratia sua. Di Roma li . . . .
Arch.Vatic. Mss.Gesuit.21 pag.26-27. copie.