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Rome, 18 Mal 1602. Le card.de Camerino � Bellarmin.

244

/

111^^ et

mons^ mio osserv^^.

L'ordinario passato resposi alla lettera di V. S. 111^^ resami

dal mio lettichero, ralegrandomi del felice arrivo fino a Sessa,

aspettando con desiderio l'arrivo a Capua, et come fussero passate

j^le cose del entrata, come poi V. S. 111^^ me ha favorito con una

lettera delli diece restando consolato della molta satisfattione

receuta da quella citt�, se bene beveria voluto specificatamente

intendere se l'intrata fu fatta con habito pontificale di corte,

poich� dal 111^^ di Bitetto mi fu detto che quelli capuani voleva^

no dar lege se entrasse con habito pontificale da vescovo, paren-

dome strano che laici veglino far li mastri di cerimonie et pres

crivere legie, et quel che pi� mi travagliava, pareva che questi

motivi venissero dal Regente Monti nemico capitale del autorit� ec-

cle�iastiche; ma poi che V. S. 111^^ afferma che le cose sono anda-

te bene, penser� habi fatta l'entrata come fece il card.Sermoneta,

che ne sentir� gran gusto.

Rengratio V. S.

delli saluti fa a Ugolino, al quale li

suplicho che si facci honore et particolarmente nella causa remes

sali di quel primicerio; [lo veda] di conspetto et d'ogni minuzia

ne [dia] conto a lei, perche quel huomo � di tal natura che se le

cose non si fanno a modo suo, sopra un verisimile ci fabricar� cen

to libri.

Spero che il vicario Agnelino di mano in mano gli

darr� piu gusto.

Resto anso con molto obligo delli saluti raccomandati a fare

alli padri Theatini et particularmente a don Theofilo, del quale

n'� sentita molta consolatione per esser natura bene amabile et

bon religioso.

]Bi qua non ho che dirli di novo se non che N. S. sta benissi

mo et non perde mai tempo. Heri fu fatta cappella al solito. Il