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Revision as of 16:08, 8 March 2017
Roma,29 aprii.1605.
Bellarmin au P.Carminata.
470
/ Molto R,do Padre mio. Quis novit sensum Domini, aut quia consiliarius eius fuit?
Si era fatto u n papa, come S.R. haver� inteso, assai buono, amico
della compagnia, et pieno di tali pensieri, che se l'havesse adem-
.^piti, saria stato un papa essemplare. Et io lo s� perche il giorno
delle Palme,volse scoprir mi tutto il suo cuore, et fare,come esso
diceva, con me una confessione generale, non di peccati, ma di pro
ponimenti buoni. Bora questo buon pontefice il vigesimo settimo
giorno del suo pontificato, che era anco il vigesimo settimo d'ap-
rile, pass� all'altra, vita. Chi pu� indovinare questi giuditii di
vini? Starno hora per entrare di nuovo in conclave, et habbiamo bi
sogno pi� che mai d'oratione, perche io non vedo in tutto il sacro
collegio persona, che habbia le qualit�, che V.R. descrive nella
sua lettera, h quello eh'� peggio non si mira � trovar simili per-
,^^sona. Gran cosa mi pare chehavendosi � creare un vicario di Dio,
non si procuri di eleger persona, che sappia la volont� di Dio,
cio� che sia versato nelle Scritture sante, ma solo che sappia la
volunt� di Giustiniano, e di simili autori, si v� cercando un buon
principe temporale, non un santo vescovo, che s'occupi davero nel-
^^7 la salute dell'anime. lo dal mio canto procurar� di elegger con il
mio voto il pi� degno,o vero,il meno indegno, et il resto lasser�
alla divina previdenza; che alla fine la cura della chiesa tocca
pi� a Dio,che � noi. Con questo mi raccomando di cuore alle sue
sante orationi; massime in questo nuovo periculo. La mia oratione
quotidiana f� nell'altro conclave: transfer calicem istum a me. La
medesima sar� hora, perche mi trovo molto lontano da quelle condi-
tioni, che giustamente ricerca V.R. in un vicario di Ohristo. Lei
m'aiuti, acci� non entri in questa tentatione. Di Roma li 29 d'ap
rile 1605. Di V.R. Servo in R.C.B.
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