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Ill.mo et R.mo  Sig.or mio oss.o<lb/>
Rome,30 aout 1611. Bellarmin au Card.Millino.
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Rimando a V.S. Ill.ma le lettioni et orationi per l'offitio di S.Carlo, a ciò, piacendogli, possa domani darne conto a N.S.<lb/>
 
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Tutte mi paiono buone, ma secondo il mio poco giuditio le migliori sono quelle alle quali non è sottoscritto il nome dell'autore, perchè sono più ordinate, più piene con brevità et con stilo più puro et senza affettatione. Alla margine ho notato tre cose. Prima ho aggiunto, gregem, perchè dubito che si manchi avanti al verbo, pascens. Secondo ho mutato la parola, animae, con la parola vitae, per fuggire l'equivocatione, et perchè se bene la Scrittura santa usa la parola, anima, per significar la vita corporale, tutta via communemente per anima s'intende la parte dell'huomo distinta dal corpo. Terzo ho messo, XLVII, perchè nel testo ci manca una lettera, essendo certo che il santo non visse cinquanta sette anni, ma quaranta sette.<lb/>
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Quanto all'orationi, se bene la più bella mi pare questa che è aggionta a queste lettioni, tutta via nessuna arriva alla maestà di quella commune che habbiamo detto fin'hora.<lb/>
 
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Il tutto rimetto al miglior giuditio d'ogni altro, et massime di V.S. Ill.ma  et R.ma alla quale con ogni riverenza bacio le mani.<lb/>
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Sig^^ mio OBs�
 
 
 
Rimando V.S.Ilima le lettioni et orationi per l'offitio di
 
 
 
S.Carlo, � ci�,piacendogli, possa domani darne conto N.S.
 
 
 
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piu puro et senza affettatione. Alla margine ho notato tre cose.
 
 
 
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verbo, pascens. Secondo ho mutato la parola, animae, con la parola
 
 
 
vitae, per fuggire l'equivocatione, et perche se bene la Scrittura
 
 
 
santa usa la parola, anima, per significar la vita corporale, tut
 
 
 
ta via communemente per anima s'intende la parte dell'huomo distin
 
 
 
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lettera, essendo certo che il santo non visse cinquanta sette anni,
 
 
 
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Quanto all'orationi, se bene la piu bella mi pare questa che
 
 
 
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t� di quella commune che habbiamo detto fin'hora.
 
 
 
Il tutto rimetto al miglior giuditio d'ogni altro, et massime
 
 
 
di V.S.111^^ et
 
 
 
alla quale con ogni riverenza bacio le mani.
 
 
 
Di casa li 30 d'Agosto 1611.
 
 
 
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humiliss� servitore
 
 
 
 
R.Card.Bellarmino.
 
R.Card.Bellarmino.
 
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All'I�i*^ et R^� Sig�^ mio oss� il Sig^ Card^^ Millino.
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All'Ill.mo et R.mo Sig.or mio oss.o il Sig.r Card.le Millino.
 
 
Biblioth.Valliceli. G.92 Misceli.variorum opuscul.et monument.fol. 88. Tout autogr.
 

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Ill.mo et R.mo Sig.or mio oss.o
Rimando a V.S. Ill.ma le lettioni et orationi per l'offitio di S.Carlo, a ciò, piacendogli, possa domani darne conto a N.S.
Tutte mi paiono buone, ma secondo il mio poco giuditio le migliori sono quelle alle quali non è sottoscritto il nome dell'autore, perchè sono più ordinate, più piene con brevità et con stilo più puro et senza affettatione. Alla margine ho notato tre cose. Prima ho aggiunto, gregem, perchè dubito che si manchi avanti al verbo, pascens. Secondo ho mutato la parola, animae, con la parola vitae, per fuggire l'equivocatione, et perchè se bene la Scrittura santa usa la parola, anima, per significar la vita corporale, tutta via communemente per anima s'intende la parte dell'huomo distinta dal corpo. Terzo ho messo, XLVII, perchè nel testo ci manca una lettera, essendo certo che il santo non visse cinquanta sette anni, ma quaranta sette.
Quanto all'orationi, se bene la più bella mi pare questa che è aggionta a queste lettioni, tutta via nessuna arriva alla maestà di quella commune che habbiamo detto fin'hora.
Il tutto rimetto al miglior giuditio d'ogni altro, et massime di V.S. Ill.ma et R.ma alla quale con ogni riverenza bacio le mani.
Di casa li 30 d'Agosto 1611.
Di V.S. Ill.ma et R.ma
humiliss.o servitore
R.Card.Bellarmino.
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All'Ill.mo et R.mo Sig.or mio oss.o il Sig.r Card.le Millino.