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Capone, 8 novembre 1602. Bellarmin � son fr�re Thomas. 297
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Molto Illustre Signore. E tanto breve la vostra lettera che non se ne può cavar troppo construtto. Io desideravo sapere quello che paresse a V.S. che si dovesse fare per aiuto dei figlioli di Marcello, e quello che il padre e madre loro desideravano da me, poi che mai mi hanno fatto saper niente, mostrando in questo di non aver bisogno di me. V.S. mi scriva più in particolare, se sia bene che io gli paghi costi un maestro o gli compri un luogo della Sapienza di Perugia, o gli dia aiuto per studiare in Pisa, o gli paghi la dozzina nel collegio di S.to Bernardo in Perugia, o che altro vi pare che si dovesse fare. Ma bene sviso che non posso pagare quanto pagavo per Angelo, per il quale si è speso poco meno di 200 scudi l'anno; ne si deve misurare ogni parente con la misura di Angelo, poichè esso, oltre di esser figlio di sorella, non aveva padre ne madre, ne roba di che vivere. Quello che io potrò fare sarà aiutarlo di cinque scudi il mese, poco più o meno. Con questo vi prego da Dio ogni prosperità.<lb/>
 
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Giuseppe è stato già in Napoli ammalato circa tre settimane, il suo male è di emorroide molto fastidiose; ma ora mi scrivono che presto starà bene e tornerà a Capua. Molto nuoce a Giuseppe in tutte le sue malattie l'umore melanconico, al quale è di natura molto inclinato. Di Capua li 8 di novembre 1602.<lb/>
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Marcello, et quello che il padre et madre loro desideravano da me,
 
 
 
poi che mai mi hanno fatto saper niente, mostrando in questo di non
 
 
 
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altro vi pare che si dovesse fare. Ma bene sviso che non posso pa
 
 
 
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di 200 scudi l'anno; ne s� dee misurare ogni parente con la misura
 
 
 
di Angelo, poich� esso, oltre di esser figlio di sorella, non have-
 
 
 
va padre ne madre, ne robba di che vivere. Quello che io potr� fare
 
 
 
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vi prego da Dio ogni prosperit�.
 
 
 
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che presto star� bene et torner� � Capua. Molto nuoce Giuseppe
 
 
 
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molto inclinato. Di Capua li 8 di novembre 1602.
 
 
 
fratello aff^� di V. S.
 
 
 
 
Il Card. Bellarmino.
 
Il Card. Bellarmino.
 
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Adr.: Al molto Ill.re Sig.re fratello, il Sig.r Thomaso Bellarmini.<lb/>
 
 
 
Montepulciano.
 
Montepulciano.
 
[cach.pap.]
 
 
L ?. B. 1. Autogr. ]
 

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Molto Illustre Signore. E tanto breve la vostra lettera che non se ne può cavar troppo construtto. Io desideravo sapere quello che paresse a V.S. che si dovesse fare per aiuto dei figlioli di Marcello, e quello che il padre e madre loro desideravano da me, poi che mai mi hanno fatto saper niente, mostrando in questo di non aver bisogno di me. V.S. mi scriva più in particolare, se sia bene che io gli paghi costi un maestro o gli compri un luogo della Sapienza di Perugia, o gli dia aiuto per studiare in Pisa, o gli paghi la dozzina nel collegio di S.to Bernardo in Perugia, o che altro vi pare che si dovesse fare. Ma bene sviso che non posso pagare quanto pagavo per Angelo, per il quale si è speso poco meno di 200 scudi l'anno; ne si deve misurare ogni parente con la misura di Angelo, poichè esso, oltre di esser figlio di sorella, non aveva padre ne madre, ne roba di che vivere. Quello che io potrò fare sarà aiutarlo di cinque scudi il mese, poco più o meno. Con questo vi prego da Dio ogni prosperità.
Giuseppe è stato già in Napoli ammalato circa tre settimane, il suo male è di emorroide molto fastidiose; ma ora mi scrivono che presto starà bene e tornerà a Capua. Molto nuoce a Giuseppe in tutte le sue malattie l'umore melanconico, al quale è di natura molto inclinato. Di Capua li 8 di novembre 1602.
fratello aff.mo di V.S.
Il Card. Bellarmino.
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Adr.: Al molto Ill.re Sig.re fratello, il Sig.r Thomaso Bellarmini.
Montepulciano.