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sarebbe stato una leggerezza o piuttosto una estrema pazzia? Dice di più, che non solo ha lodati e stimati i suoi libri profittevoli, ma che li ha reputati così degni e necessari da esser veduti da ognuno per il bene che ne poteva da essi venire alla religione, che perciò si pigliò la carica di farli tradurre in lingua francese con animo di farli stampare anche a sue spese, segno evidentissimo che tiene quanto sia stato utile che V.S. Ill.ma gli abbia dati in luce. Parimente mi assicuro, che in arrivando a questa corte, non aveva sentito altrettanto dolore, quanto che non vi aver trovato lei, che desiderava sopra ogni altro di conoscere presentialmente, come abbastanza la conosceva e per se stessa, e per i suoi libri, quanto la fosse di meriti appresso tutta la repubblica cristiana, e che il maggior e più ardente desiderio che ora gli resta, è che V.S. Ill.ma si chiarisca della verità, imperò che mai dalla sua bocca è uscita la solenne calunnia e manifesta bugia,^ che gli è stata riferita, e che la prega e supplica a voler usare ogni diligenza per sapere da donde viene; che forse scoprirà di avere a guardare da altri che da lui, che professa di esserli umilissimo e devotissimo servitore, e in particolari parzialissimo dei suoi scritti. Non contento di tutto questo che ha detto a me, ha voluto scrivergliene l'allegato che gli mando per maggior giustificazione, la quale prega gli sia caparra della sua innocenza, fintanto che con altra occasione la certifichi meglio della devozione e rispetto che porta alla sua persona e alle opere sue. La prego anche io in questa allegrezza che sento, vedendomi fuori del timore nel quale ero, che fra due tanti miei signori e padroni fosse stato un tale disgusto, che è buono per molti rispetti che V.S. Ill.ma cerchi tutte le vie e modi, di chiarirsi di donde sia nata e venga una tanta menzogna, senza fine poi, rendendoli grazie della confidenza che con me ha usato, a farmi parte delle cose che più le premono, giudicando che con gran ragione l'ha fatto, vivendoli io
 
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/ sarebbe stato una leg�erezza � p�� tosto una estrema pazz�a? Dice di pi�, che non solo ha lodati et stimati li suoi libri proff�ttevoli, ma che gli h� riputati cosi degni et necessar�i da esser'veduti da ogn'uno per il bene che ne poteva da essi venire alla relig�one, che per ci� s� pigli� la carica di farli tradurre in lingua francese con animo di farli stampare anco � sue spese, segno evi dentissimo che tiene quanto s�a stato utile che V.S.111^^ gli babbi dati in luce. Parimente mi assicuro, che in arrivando questa cor te, non haveva sentito altretanto dolore, quanto che non vi haber
 
/^trovato lei, che desiderava sopra ogn'altro d� cognoscere present�almente, come �- bastanza la cognosceva et per se stessa, et per li suoi libri, quanto la fosse d� meriti appresso tutta la republica Christiana, et che il maggior'et pi� ardente desiderio che hora gli resta, che V.S.111^^ si .ch�ar�schi della verit�, �mper�che mai dalla sua bocca uscita la solenne calunnia et manifesta bugg�a,^ che gli stata r�fferta, et che la prega et supplica voler'usar' ogni diligenza per sapere da donde viene; che forse scoprir� di ba vere � guardare da altri che da lui, che professa d� esserli humllissimo et devotissimo servitore, et in particolari partial�ss�mo -de'suoi scritti, ^on contento d� tutto questo che h� detto me, h� voluto scrivergl�ne l'alligata che gli mando per maggior'g�ust�f�catione, la qual prega gli sie capparra della sua innocenza, fin tanto che con oltra occasione la certifichi meglio della d�vot�one et rispetto che porta alla sua persona et all'opere sue. La prego anco io in questa allegrezza che sento, vedendomi fuori del timore nel quale era, che fr� due tanti m�ei signori et padroni fosse sta to un tale disgusto, che buono per molti rispetti che V.S.111^^ cerche tutte le v�e et modi,d� chiarirsi di donde sia nata et vengh� una tanta menzogna, senza fine poi, rendendoli graf�e della con-
 
.7^ fidanza che meco ha usato, farmi parte delle cose che pi� le pre mono, giudicando che con gran ragg�one l'h� fatto, vivendoli io
 

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sarebbe stato una leggerezza o piuttosto una estrema pazzia? Dice di più, che non solo ha lodati e stimati i suoi libri profittevoli, ma che li ha reputati così degni e necessari da esser veduti da ognuno per il bene che ne poteva da essi venire alla religione, che perciò si pigliò la carica di farli tradurre in lingua francese con animo di farli stampare anche a sue spese, segno evidentissimo che tiene quanto sia stato utile che V.S. Ill.ma gli abbia dati in luce. Parimente mi assicuro, che in arrivando a questa corte, non aveva sentito altrettanto dolore, quanto che non vi aver trovato lei, che desiderava sopra ogni altro di conoscere presentialmente, come abbastanza la conosceva e per se stessa, e per i suoi libri, quanto la fosse di meriti appresso tutta la repubblica cristiana, e che il maggior e più ardente desiderio che ora gli resta, è che V.S. Ill.ma si chiarisca della verità, imperò che mai dalla sua bocca è uscita la solenne calunnia e manifesta bugia,^ che gli è stata riferita, e che la prega e supplica a voler usare ogni diligenza per sapere da donde viene; che forse scoprirà di avere a guardare da altri che da lui, che professa di esserli umilissimo e devotissimo servitore, e in particolari parzialissimo dei suoi scritti. Non contento di tutto questo che ha detto a me, ha voluto scrivergliene l'allegato che gli mando per maggior giustificazione, la quale prega gli sia caparra della sua innocenza, fintanto che con altra occasione la certifichi meglio della devozione e rispetto che porta alla sua persona e alle opere sue. La prego anche io in questa allegrezza che sento, vedendomi fuori del timore nel quale ero, che fra due tanti miei signori e padroni fosse stato un tale disgusto, che è buono per molti rispetti che V.S. Ill.ma cerchi tutte le vie e modi, di chiarirsi di donde sia nata e venga una tanta menzogna, senza fine poi, rendendoli grazie della confidenza che con me ha usato, a farmi parte delle cose che più le premono, giudicando che con gran ragione l'ha fatto, vivendoli io
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