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Rome, 1 nov.1614. _Bellarm�n a son cousin Ant.Cervini.
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Molto Ill.re sig.or Cugino, Gia mi haveva il sig.or Alessandro dell'accordo scritto, et io l'ho lodato, et rallegratomene con lui; l'istesso fo con V. S. perche piu vale la concordia, massime tra li parenti cosi stretti, che un migliare di scudi. Quanto alla quitanza è necessario, che V. S. per mezzo dell'Abbate la faccia produrre, et tengo certo, che non ci sarà difficultà, massime non potendo negare di haverla, havendola mostrata me, et non potendo piu nuocergli, ne giovargli. Ringrazio il sig.or Marcello della memoria che tiene di me con mandarmi del miglior vino, che costi sia. V. S. l'essorti à studiar con diligenza dovunque andar, et diventar'dotto eminentemente, perche de dottori dozzinali non se ne fa conto: et sola l'eminenza è atta à mandarlo avanti. Questo dico, perche nel corso di filosofia non ha molto sodisfatto qua Maestri, non perche gli manchi l'ingegno, ma parte per poca sanità, parte per non si esser'applicato, quanto bisognava. Lo studio di Perugia saria molto à  proposito, pure in questo mi rimetto alla sua prudenza; solo dico, che meglio non si mettere allo studio, che mettersi et non riuscire eccellente. Iddio dia V. S. et tutti li suoi ogni prosperità. Di Roma . i l po di Novembre 1614.
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Di V. S. m.to Ill.re Cugino aff.mo per servirla Il Card. Bellarmino. voltate foglio<lb/>
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Doppo scritta la presente ho riceuto l'altra di V. S. delli 22 del passato. Se io fusse aio del sig.or Marcello, et potesse accompagnarlo dovunque va, potria V. S. assecurarsi che ne haveria buona cura: ma le mie gravi, et continue occupationi non lo permettano, et quando anco stava in casa mia, per il piu non lo vedevo, se non tavola, massime il terzo anno; si che io per scarico della mia conscientia gli torno à dire, che in Roma in sig.or Marcello non impararà legge, dove non vi sono lettori celebri, et le schole sono pie
/^mandarmi del miglior vino,che costi sia. V.S. l'essorti studiar con diligenza dovunque andar�, et diventar'dotto eminentemente, perche de dottori dozzinali non se ne fa conto: et sola l'eminenza atta mandarlo avanti. Questo dico, perche nel coTBO di filosofia non ha molto sodisfatto qua Maestri, non perche gli manchi l'in-
 
/fgegno, ma parte per poca sanit�, parte per non si esser'applicato, quanto bisognava. Lo studio di Perugia saria molto proposito, pu re in questo mi rimetto alla sua prudenza; solo dico, che meglio non si mettereallo studio, che mettersi et non riuscire eccellen te. Iddio dia V.S. et tutti li suoi ogni prosperit�. Di Roma
 
. ^ i l p� di Novembre 1614. Di V.S. m/to Ill/re Cugino aff.mo per servirla Il Card. Bellarmino. voltate foglio
 
Doppo scritta la presente ho riceuto l'altra di V.S. delli 22 del passato. Se io fusse aio del sig/or Marcello, et potesse accom pagnarlo dovunque va, potria V.S. assdeurarsi che ne haveria buona cura: ma le mie gravi,et continue occupationi non lo permettano, et quando anco stava in casa mia, per il piu non lo vedevo,se non tavola, massime il terzo anno; si che io per scarico della mia conscientia gli torno dire, che in Roma in sig/or Marcello non imparar� legge, dove non vi sono lettori celebri, et le schole sono pie-
 

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Molto Ill.re sig.or Cugino, Gia mi haveva il sig.or Alessandro dell'accordo scritto, et io l'ho lodato, et rallegratomene con lui; l'istesso fo con V. S. perche piu vale la concordia, massime tra li parenti cosi stretti, che un migliare di scudi. Quanto alla quitanza è necessario, che V. S. per mezzo dell'Abbate la faccia produrre, et tengo certo, che non ci sarà difficultà, massime non potendo negare di haverla, havendola mostrata me, et non potendo piu nuocergli, ne giovargli. Ringrazio il sig.or Marcello della memoria che tiene di me con mandarmi del miglior vino, che costi sia. V. S. l'essorti à studiar con diligenza dovunque andar, et diventar'dotto eminentemente, perche de dottori dozzinali non se ne fa conto: et sola l'eminenza è atta à mandarlo avanti. Questo dico, perche nel corso di filosofia non ha molto sodisfatto qua Maestri, non perche gli manchi l'ingegno, ma parte per poca sanità, parte per non si esser'applicato, quanto bisognava. Lo studio di Perugia saria molto à proposito, pure in questo mi rimetto alla sua prudenza; solo dico, che meglio non si mettere allo studio, che mettersi et non riuscire eccellente. Iddio dia V. S. et tutti li suoi ogni prosperità. Di Roma . i l po di Novembre 1614. Di V. S. m.to Ill.re Cugino aff.mo per servirla Il Card. Bellarmino. voltate foglio
Doppo scritta la presente ho riceuto l'altra di V. S. delli 22 del passato. Se io fusse aio del sig.or Marcello, et potesse accompagnarlo dovunque va, potria V. S. assecurarsi che ne haveria buona cura: ma le mie gravi, et continue occupationi non lo permettano, et quando anco stava in casa mia, per il piu non lo vedevo, se non tavola, massime il terzo anno; si che io per scarico della mia conscientia gli torno à dire, che in Roma in sig.or Marcello non impararà legge, dove non vi sono lettori celebri, et le schole sono pie