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| − | + | Molto Ill.re Sig.re. Non era appunto necessaria la scusa, che V. S. fa con me per lettera di mons.re ves.o di Montepulciano diretta a me, che lei inavedutam.te ha aperta, poichè oltre che non può essere tra il d.to mons.re e me secreto, che non si possa partecipare con V.S. lei ha anche tanta autorità, che si può permettere cose tali, e maggiori. Bensì è stata negligenza di chi ha avuto cura da lei di fare la sopraccoperta alla detta lettera, e d'inviarmela perchè si è scordato di mandarmi con essa un foglio di risposte a certi capi del negozio, che V.S. sa, scrivendo mons.re d'averlo rinchiuso in quella, e di rimettersi a detto foglio. A tutto questo si è rimediato col mezzo del S.Ambasciatore di S.A.S.ma, perchè avendo anch'egli avuto copia di detti capi, m'ha favorito farmegli vedere. Perciò non si pigli fastidio V.S. che io, e per la moltitudine di lettere che le capitano et per li rispetti accennati la scuso, e compatisco. Conchè pregandola ad amarmi al solito, me gli offro di cuore, e da Dio le prego ogni vero bene. Di Roma il p° d'Aprile 1606.<lb/> | |
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Revision as of 15:48, 19 June 2017
Molto Ill.re Sig.re. Non era appunto necessaria la scusa, che V. S. fa con me per lettera di mons.re ves.o di Montepulciano diretta a me, che lei inavedutam.te ha aperta, poichè oltre che non può essere tra il d.to mons.re e me secreto, che non si possa partecipare con V.S. lei ha anche tanta autorità, che si può permettere cose tali, e maggiori. Bensì è stata negligenza di chi ha avuto cura da lei di fare la sopraccoperta alla detta lettera, e d'inviarmela perchè si è scordato di mandarmi con essa un foglio di risposte a certi capi del negozio, che V.S. sa, scrivendo mons.re d'averlo rinchiuso in quella, e di rimettersi a detto foglio. A tutto questo si è rimediato col mezzo del S.Ambasciatore di S.A.S.ma, perchè avendo anch'egli avuto copia di detti capi, m'ha favorito farmegli vedere. Perciò non si pigli fastidio V.S. che io, e per la moltitudine di lettere che le capitano et per li rispetti accennati la scuso, e compatisco. Conchè pregandola ad amarmi al solito, me gli offro di cuore, e da Dio le prego ogni vero bene. Di Roma il p° d'Aprile 1606.
Aff.mo di V.S.
per servirla
Il Card.le Bellarmino.
S.r Cav.re Vinta.
Al molto ill.re Sig.r, il Sig.re Cavaliere Vinta. Firenze.