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Ill.ri et molto R.di Signori. Quando io presi il carico di cotesta chiesa, per obedire a N.ro Sig.re et per far piacere a Monsig.r R.mo Ubaldino vescovo, lo presi sperando di potere transferirmi costà et starvi tre mesi dell'anno predicando, visitando, amministrando i sacramenti dell'ordine et della cresima, e facendo tutto quello che conveniva al carico vescovale. Ma già che non ho più speranza di venir costà, et quello che io con lettere, lo può fare il molto ill.re et molto R.do Sig.re Ugo Ubaldino, et anco meglio di me, potendo venire costà, almeno per un poco di tempo, et essendo persona di molta prudenza et valore, et havendo molto affetto alla chiesa, come cosa di suo fratello, ho supplicato la S.tà di N.ro Sig.re che gli piacesse transferire questo peso dalle spalle mie a quelle del sudetto Signore, et sua Santità alla fine si è contentata, et mi ha comandato viva ex vocis oraculo, che scrivi alle SS.VV. che per l'avenire, finchè dura l'assenza del vescovo, riconoschino per superiore il sudetto Sig.re Ugo, et l'obedischino secondo la forma del Breve che havevo io, eccetto che non potrà essercitare quelle funtioni che ricercano il carattere episcopale, lo poi se bene mi sono spogliato dell'autorità, non mi
Rome,[14 ooto.l61l]. Bellarmin au ehapitre de Montepulciano.
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sono spogliato della carità verso ciascuno delle Signorie vostre, come vederanno per esperienza, quando potrò fargli servitio. Et Dio li benedica, et conservi in gratia sua. Di Roma li . . . .
 
 
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sono spogliato della carit� verso ciascuno delle Signorie vostre,
 
 
 
come vederanno per esperienza, quando potr� fargli servitio. Et
 
 
 
Dio li benedicale! conservi in gratia sua. Di Roma li . . . .
 
 
 
Arch.Vatic. Mss.Gesuit.21 pag.26-27. copie.
 
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Ill.ri et molto R.di Signori. Quando io presi il carico di cotesta chiesa, per obedire a N.ro Sig.re et per far piacere a Monsig.r R.mo Ubaldino vescovo, lo presi sperando di potere transferirmi costà et starvi tre mesi dell'anno predicando, visitando, amministrando i sacramenti dell'ordine et della cresima, e facendo tutto quello che conveniva al carico vescovale. Ma già che non ho più speranza di venir costà, et quello che io fò con lettere, lo può fare il molto ill.re et molto R.do Sig.re Ugo Ubaldino, et anco meglio di me, potendo venire costà, almeno per un poco di tempo, et essendo persona di molta prudenza et valore, et havendo molto affetto alla chiesa, come cosa di suo fratello, ho supplicato la S.tà di N.ro Sig.re che gli piacesse transferire questo peso dalle spalle mie a quelle del sudetto Signore, et sua Santità alla fine si è contentata, et mi ha comandato viva ex vocis oraculo, che scrivi alle SS.VV. che per l'avenire, finchè dura l'assenza del vescovo, riconoschino per superiore il sudetto Sig.re Ugo, et l'obedischino secondo la forma del Breve che havevo io, eccetto che non potrà essercitare quelle funtioni che ricercano il carattere episcopale, lo poi se bene mi sono spogliato dell'autorità, non mi sono spogliato della carità verso ciascuno delle Signorie vostre, come vederanno per esperienza, quando potrò fargli servitio. Et Dio li benedica, et conservi in gratia sua. Di Roma li . . . .