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Supplique � Bellarmin en faveur d'un moine C�^es----------------------------------------- tin^-
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Essendo nata qualche differenza tra il R.mo P.Generale dell'ordine dei Celestini e il provinciale di Francia di detto ordine, esso Generale ottenne una bolla o breve da N.ro Signore col quale S. S.tà ordinava che detto provinciale con tutti gli altri religiosi dovessero essere sottoposti a lui, il che venuto a notizia del provinciale ne fece grandissima mormorazione nel suo convento di Parigi dove molte religiosi concorsero alla sua opinione ed altri in contrario e tra questi il devotissimo e umilissimo servitore di V.S. Ill.ma e R.ma fra Roberto de Hardivilier prete, l'uno dei più antichi di detto convento quale sinceramente dice che bisognava in tutto obbedire a i mandati di S.Beatitudine, e per questo sdegnato detto provinciale li fece molti affronti e lo riduce come prigione nella sua cella e in cospetto di tutto il convento e religiosi lo tratto indegnamente scomunicandolo con sospensione
 
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di celebrare la messa donde esso Roberto protesto di ricorrere alla benigna clemenza di N.ro Signore e Santa Sede Apostolica, e nonostante tal protesta fu contro li statuti dell'ordine da esso provinciale rimandato in un altro convento dove stati qualche tempo, e vedendo che detto provinciale perseverava nel suo rigore si risolvo di venire a Roma dove si presento a V.S. Ill.ma e R.ma dalla quale ottiene obbedienza per ritornare al suo primo convento. Ma esso provinciale in vece di riceverlo come ella gli ordinava lo rimando ancora ad un altro dove fu carcerato per spazio d'un mese fustigato et travagliato d'ogni parte et poi rimesso all'ultimo luogo de i preti di esso convento. Pero ricorre di novo a V.S. Ill.ma e supplicandola umilmente voglia degnarsi ordinare e far officio con sua S.tà che comandi a detto provinciale subpoena excommunicationis di riceverlo nel suo convento di Parigi, rimetterlo nel suo pristino stato e preminenza senza che li sia data alcuna molestia. Che pregherà di continuo la divina M.tà per
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Ill.mo e R.mo Signor
Essendo nata qualche differenza tra il R.mo P.Generale dell'ordine dei Celestini e il provinciale di Francia di detto ordine, esso Generale ottenne una bolla o breve da N.ro Signore col quale S. S.tà ordinava che detto provinciale con tutti gli altri religiosi dovessero essere sottoposti a lui, il che venuto a notizia del provinciale ne fece grandissima mormorazione nel suo convento di Parigi dove molte religiosi concorsero alla sua opinione ed altri in contrario e tra questi il devotissimo e umilissimo servitore di V.S. Ill.ma e R.ma fra Roberto de Hardivilier prete, l'uno dei più antichi di detto convento quale sinceramente dice che bisognava in tutto obbedire a i mandati di S.Beatitudine, e per questo sdegnato detto provinciale li fece molti affronti e lo riduce come prigione nella sua cella e in cospetto di tutto il convento e religiosi lo tratto indegnamente scomunicandolo con sospensione di celebrare la messa donde esso Roberto protesto di ricorrere alla benigna clemenza di N.ro Signore e Santa Sede Apostolica, e nonostante tal protesta fu contro li statuti dell'ordine da esso provinciale rimandato in un altro convento dove stati qualche tempo, e vedendo che detto provinciale perseverava nel suo rigore si risolvo di venire a Roma dove si presento a V.S. Ill.ma e R.ma dalla quale ottiene obbedienza per ritornare al suo primo convento. Ma esso provinciale in vece di riceverlo come ella gli ordinava lo rimando ancora ad un altro dove fu carcerato per spazio d'un mese fustigato et travagliato d'ogni parte et poi rimesso all'ultimo luogo de i preti di esso convento. Pero ricorre di novo a V.S. Ill.ma e supplicandola umilmente voglia degnarsi ordinare e far officio con sua S.tà che comandi a detto provinciale subpoena excommunicationis di riceverlo nel suo convento di Parigi, rimetterlo nel suo pristino stato e preminenza senza che li sia data alcuna molestia. Che pregherà di continuo la divina M.tà per
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