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Montepulciano,12 avr�l 1620. Antoine Cervini � Bellarmin.
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Ricevei la lettera di V.S. Ill.ma et R.ma delli 28 del passato al Vivo di dove tornai alli 2 del presente per trovarmi al mortario del Signor Bartoletto Burratti, che si fece la mattina seguente con l'assistenza del Signor Priore Roberto, quale da me et dalli due miei figlioli da casa sua levato et accompagnato al duomo, et finita la cerimonia anche per buon pezzo à spasso per Montepulciano, ne da noi si è pretermesso occasione alcuna di rendercelo grato et amorevole come già era, et può, volendo conoscere la nostra buona voluntà. Nel resto posso affermare che la causa dell'alienatione sua et delli altri suoi parenti dalla casa mia non può procedere dalla venuta di Marcello qua, sicome V.S. Ill.ma dubbila, perche si come io gli ho scritto con altra mia et confermo di nuovo, la loro ritirata fu fatta molto prima che è Marcello occorresse sinistro alcuno in corte di V.S. Ill.ma, et esso non solo non si è doluto qua della sua corte, ma in contrario si è sforzato di far credere di di esser venuto con buona gratia di V.S. Ill.ma qua à mia requisitione, se bene da molti non era creduto perche bevevano prima che Marcello arrivasse qua sentito molto diversamente narrare in suo disfavore il caso per una lettera che da non so chi Roma fu scritta sopra ciò qua à bello studio. [Da che et da quanto è passato costa, et che V.S. Ill.ma mi dice che può dirmi de miei, ho giusta causa di temere di mali offitii presso di lei, et di invidie della gratia sua verso di noi, di che non potendo giustificarmi per non sapere il particulare, me ne starò con molto dispiacere in sino à tanto V.S. Ill.ma mi faccia gratia di conferirmi liberamente le imputationi che à noi sono date, et luogo di poterle giustificare che cosi mi quieterò sperando pure prima che io muoia potere venire à baciarli la veste et di voce propria dire quanto mi occorre, per farle toccare con mano la innocentia nostra: come spero di far un giorno avanti  
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/ Ill/mo et R/mo Signore padrone colend/mo Ricevei la lettera di V.S.Ill/ma et R/ma delli 28 del passato
 
al Vivo di dove tornai alli 2 del presente per trovarmi al mortario del Signor Bartoletto Burratti, che si fece la mattina seguente ^Tcon l'assistenza del Signor Priore Roberto, quale da me et dalli due miei figlioli f� da casa sua levato et accompagnato al duomo, et finita la cerimonia anche per buon pezzo spasso per Montepul ciano, ne da noi si pretermesso occasione alcuna di rendercelo grato et amorevole come gi� era, et pu�, volendo conoscere la nostra buona volu^^�. Nel resto posso affermare che la causa dell'alienatione sua et delli altri suoi parenti dalla casa mia non pu� proce dere dalla venuta di Marcello qua, sicome V.S.Ill/ma dubbila, perche si come io gli ho scritto con altra mia et confermo di nuovo, la loro ritirata fu fatta molto prima che Marcello occorresse sinis/^*tro alcuno in corte di V.S.Ill/ma, et esso non solo non si doluto qua della sua corte, ma in contrario si sforzato di far credere di di esser venuto con buona gratia di V.S.Ill/ma qua mia requisitione, se bene da molti non era creduto perche bevevano prima che Mar cello arrivasse qua sentito molto diversamente narrare in suo disfavore il caso per una lettera che da non so chi d� Roma fu scrit ta sopra ci� qua bello studio. [Da che et da quanto passato cos ta, et che V.S.Ill/ma mi dice che pu� dirmi de miei, ho giusta cau sa di temere di mali offitii presso di lei, et di invidie della gra tia sua verso di noi, di che non potendo giustificarmi per non sape^'^^Tre il particulare, me ne star� con molto dispiacere in sino tanto V.S.Ill/ma mi faccia gratia di conferirmi liberamente le imputationi che noi sono date, et luogo di poterle giustificare che cosi mi quieter� sperando pure prima che io muoia potere venire baciarli la veste et di voce propria dire quanto mi occorre, per farle tocca^ ^ r e con mano la innocentia nostra: come spero di far un giorno avanti �a mia morte. In tonto d� le buone fcoto � V .S .Ill/ma et insiem e co^
 
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Ill.mo et R.mo Signore padrone colend.mo
Ricevei la lettera di V.S. Ill.ma et R.ma delli 28 del passato al Vivo di dove tornai alli 2 del presente per trovarmi al mortario del Signor Bartoletto Burratti, che si fece la mattina seguente con l'assistenza del Signor Priore Roberto, quale da me et dalli due miei figlioli fù da casa sua levato et accompagnato al duomo, et finita la cerimonia anche per buon pezzo à spasso per Montepulciano, ne da noi si è pretermesso occasione alcuna di rendercelo grato et amorevole come già era, et può, volendo conoscere la nostra buona voluntà. Nel resto posso affermare che la causa dell'alienatione sua et delli altri suoi parenti dalla casa mia non può procedere dalla venuta di Marcello qua, sicome V.S. Ill.ma dubbila, perche si come io gli ho scritto con altra mia et confermo di nuovo, la loro ritirata fu fatta molto prima che è Marcello occorresse sinistro alcuno in corte di V.S. Ill.ma, et esso non solo non si è doluto qua della sua corte, ma in contrario si è sforzato di far credere di di esser venuto con buona gratia di V.S. Ill.ma qua à mia requisitione, se bene da molti non era creduto perche bevevano prima che Marcello arrivasse qua sentito molto diversamente narrare in suo disfavore il caso per una lettera che da non so chi dà Roma fu scritta sopra ciò qua à bello studio. [Da che et da quanto è passato costa, et che V.S. Ill.ma mi dice che può dirmi de miei, ho giusta causa di temere di mali offitii presso di lei, et di invidie della gratia sua verso di noi, di che non potendo giustificarmi per non sapere il particulare, me ne starò con molto dispiacere in sino à tanto V.S. Ill.ma mi faccia gratia di conferirmi liberamente le imputationi che à noi sono date, et luogo di poterle giustificare che cosi mi quieterò sperando pure prima che io muoia potere venire à baciarli la veste et di voce propria dire quanto mi occorre, per farle toccare con mano la innocentia nostra: come spero di far un giorno avanti
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