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Il cortese officio, che si è degnata V.Ser.tà e la SS.VV. Ill.me di passar meco con la grat.ma sua lettera, e la viva voce degli ambasciatori, che hanno mandato qua a rendere obbedienza alla S.tà di N.S.re è stato riceuto da me per singolar favore, e per vero segno della buona volontà, che mi portano. Ne rendo però a V.Ser.tà e alle SS. VV. Ill.me quelle grazie maggiori che devo, e le assicuro che siccome da me ricevono corrispondenza d'affetto, così lo conosceranno occorrendo ch'io possa alcuna cosa di loro servizio, e di codesta Rep.ca. Nel resto avendo offerto ogni opera mia ai sudd.ti ambasciatori a loro mi rimetto, e a V.Ser.tà e alle SS.VV. Ill.me prego da Dio ogni vera felicità. Di Roma, il di XIII di dicembre 1605.<lb/>
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Il cortese officio, che si è degnata V.Ser.tà e la SS.VV. Ill.me di passar con me con la grat.ma sua lettera, e la viva voce degli ambasciatori, che hanno mandato qua a rendere obbedienza alla S.tà di N.S.re è stato ricevuto da me per singolar favore, e per vero segno della buona volontà, che mi portano. Ne rendo però a V.Ser.tà e alle SS.VV. Ill.me quelle grazie maggiori che devo, e le assicuro che siccome da me ricevono corrispondenza d'affetto, così lo conosceranno occorrendo ch'io possa alcuna cosa di loro servizio, e di codesta Rep.ca. Nel resto avendo offerto ogni opera mia ai sudd.ti ambasciatori a loro mi rimetto, e a V.Ser.tà e alle SS.VV. Ill.me prego da Dio ogni vera felicità. Di Roma, il di XIII di dicembre 1605.<lb/>
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Al Ser.mo Principe, et Ill.mi SS.ri il Duca e ... della Repubblica di Genova.
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Revision as of 15:41, 5 June 2017

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Ser.mo Principe, e Ill.mi Sig.ri.
Il cortese officio, che si è degnata V.Ser.tà e la SS.VV. Ill.me di passar con me con la grat.ma sua lettera, e la viva voce degli ambasciatori, che hanno mandato qua a rendere obbedienza alla S.tà di N.S.re è stato ricevuto da me per singolar favore, e per vero segno della buona volontà, che mi portano. Ne rendo però a V.Ser.tà e alle SS.VV. Ill.me quelle grazie maggiori che devo, e le assicuro che siccome da me ricevono corrispondenza d'affetto, così lo conosceranno occorrendo ch'io possa alcuna cosa di loro servizio, e di codesta Rep.ca. Nel resto avendo offerto ogni opera mia ai sudd.ti ambasciatori a loro mi rimetto, e a V.Ser.tà e alle SS.VV. Ill.me prego da Dio ogni vera felicità. Di Roma, il di XIII di dicembre 1605.
Di V. Ser.tà e delle SS.VV. Ill.me
Ser.re il Card.le Bellarmino.
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Al Ser.mo Principe, e Ill.mi SS.ri il Duca e ... della Repubblica di Genova.