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del beneficio della Vocatione. Ne parlava con sentimenti altissimu, ne finiva mai di punderare l'obbligo grande che hanno i Religiosi dei render somma gratia à Dio per haverli liberati dalla servitì dell'Egitto, e condotti alla Terra promessa della Religione. Diceva che non ci maravigliamo se egli stimava tanto lo stato Religioso, e baciava le povere sue vesti con più tenerezza, perche essendo stato più lungamente nel Mondo sapeva meglio le miserie e vanità di Babilonia. Soleva assai d'haver havuto aprticolar lume, d'ispiratione d'eleggere l'istirato dalla Compagnia e molto più d'haver havuta la gran d'esservi ammesso dicendo che in esso si poteva facilmente arrivare all'imitation di N. signore Giesù Christo con l'attendere alla perfetione propria et alla salute de prossimi provedendo la Religione di tutti i mezzi opportuni per arrivare à si alto fine. Haveva gran concetto de voti religiosi, e diceva che a'Maomettani ni una cosa faceva perciò maggiore che l'udire che fra Cristiani vi fessero tante communità d'huomini e di donne, che osservano tali voti e singularmente quello della purità. Era osservatissimo di tutte le Regole anche minime, e voleva dire che il vero Servo di Dio gli si conosce dalla fedeltà nel poco, che nel molto. Questo che sopra detto vecava à me et à tutti gli altri Connovitii gran maraviglia era il vedere un'uomo fatto poco fà Maomettano di natural focoso, ultimo, accerto, eppure accomodarsi in modo alla semplicità de modii, alla guiche dalla loro vita, e rigolarmente all'esatta osservanzza puche sante minutia, ordinari, avvisi del Novitiato che nouno di tanti giovani anzi egli avvanzava tutti e quando mancava in alcuna cosa mostrava gra gusto di esserne ripreso e mortificato in pubblico. Una mattina per non esser avito prontamente