Page:APUG 2300 B2.djvu/55

From GATE
This page has been proofread

Verso le 16 la velocità della nave è ridotta ad un minimo. Non so se sia per il pericolo dei ghiacci, o per attendere nuovi ordini da Roma. Navighiamo a poco più di un chilometro dalla costa occidentale dello Spitzbergen.
Nevica, le stelline esagonali della neve raggiungono un diametro di tre millimetri e sono regolarissime.
Alle 16.20 suona il "posto di manovra". Siamo sulla Baia Maddalena [1] e ci fermiamo per parlare con un cacciatore che deve esser qui. Cosi sembrava ma la nave riprende lentamente la navigazione oltrepassando la baia e penetrando nel Passo Sud dell'Isola dei Danesi [2].
Alle 17.20 si da fondo in una insenatura dell'isola. Il vento è troppo forte e il cielo è fosco e non si naviga bene. La banchisa non deve essere lontana.

Dopo una mezz'ora che siamo qui arriva a bordo un pescatore che da venti anni abita in una capanna qui sulla costa. Nella Baia Maddalena c'è suo fratello. Si potrebbe credere di vedere una specie di Robinson Crosue eppure viene a bordo pettinato e rasato, coi ghiaccioli sulla barba e sui baffi, con una giacca a vento, un bel tipo da moschettieri. Egli ha visto due volte il dirigibile nelle sue uscite. Non parla inglese e si richiede il pilota come interprete. Dice che il mare al Nord forse è libero, ma non è sicuro. E' disseminato di punte di

  1. Magdalenefjorden.
  2. Danskøya.